<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8195773</id><updated>2011-10-21T21:24:33.621+02:00</updated><category term='politica programma'/><category term='fisco'/><category term='politica'/><category term='innovazione'/><category term='giovani'/><category term='calabria'/><category term='referendum'/><category term='piccoli paesi'/><category term='san nicola arcella'/><title type='text'>Proposte per un programma politico</title><subtitle type='html'>Una occasione per partecipare alla vita "politica" di questo strano paese. Un paese che si nutre di parole, che viaggia ai margini dei problemi veri e che compie scelte senza una adeguata partecipazione della società civile.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://proposteulivo.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://proposteulivo.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Francesco Nunziata</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07724218482297351230</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://4.bp.blogspot.com/_aRyGIpDC3rs/SlWp7nqWsjI/AAAAAAAAAA4/6qc0SF5PoVs/S220/nunziata_1.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>28</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8195773.post-6228747409845186380</id><published>2011-08-23T10:38:00.003+02:00</published><updated>2011-08-24T17:40:04.568+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fisco'/><title type='text'>Manovra, risparmi e sviluppo</title><content type='html'>La manovra del governo, pur necessaria, da risposte inefficaci, non eque e colorate del piu' bieco fondamentalismo di destra che nulla hanno a che fare con l'Italia di oggi. Risposte e provvedimenti che sanno di una Italia produttiva vecchia che non ha a che fare con lo sviluppo e l'innovazione di cui questo paese avrebbe un disperato bisogno.&lt;br /&gt;Per evitare di criticare solo, ecco un set di provvedimenti non solo strutturali per raccogliere risorse e per finanziare lo sviluppo&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Alcuni dei provvedimenti per raccogliere le risorse:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Reintroduzione dell'ICI sulla prima casa, l'unica forma di finanziamento dei comuni, se pur nella forma del esenzione per le classi deboli,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Serio riaccatastamento delle abitazioni, &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Costituzione nei comuni, specie quelli turistici, dell'anagrafe dei cittadini possessori di seconde case, con riconoscimento dei diritti dei residenti,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Macro verifiche a livello territoriale della ragionevolezza del reddito dichiarato con la ricchezza esposta,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Indagini fiscali per gli operatori economici di singole aree geografiche,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Eliminazione delle Partite IVA dormienti o con redditi inferiori al reddito medio di area,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Rendere fiscalmente non detraibili retribuzioni e compensi e donazioni a qualunque titolo versati, superiori alla media europea per il medesimo livello di prestazione,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Trasformare le province in centro servizi a favore dei piccoli comuni minori di 5000 abitanti con eliminazione delle relative strutture amministrative ma preservandone, in toto riampliandola, la rappresentanza politica, gratuita,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Concentrazione delle Prefetture a livello Regionale, &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Equiparazione della tassazione delle rendite finanziarie con la tassazione corrente, &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Divieto per i soggetti titolari di partita IVA e per i fornitori di prestazioni professionali di utilizzare il proprio nome e cognome nella denominazione della propria attività, &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Riduzione all'10% dell'IVA su prestazioni fornite da professionisti e artigiani, &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Recupero di almeno il 50% dei benefici concessi alla Chiesa in termini di ICI e rimodulazione dell'8xmille,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Asta al miglior offerente per le frequenze TV,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Cedolare secca per gli affitti con possibilità di recupero, in forma di esenzione irpef di una quota, da parte del fittuatario,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Netta separazione delle Pensioni dei lavoratori privati dalle pensioni sociali e da costi per la Cassa Integrazione,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Rivisitazione delle regole che riguardano le pensioni degli statali e dei deputati, eliminando le storture ( pensionamento facile per cause di servizio, scatto di carriera al pensionamento, livello dell'assegno, ecc),&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Riorganizzazione dell Authority dotandole di capacità di analisi economica,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Introduzione del Price Cap per le Utility per l'applicazione di tariffe dei servizi adeguate a produrre per gli investitori&amp;nbsp; un rendimento allineato alla bassa rischiosità dell'investimento.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Evitare che lo Stato rincorra agli utili di bilancio delle proprie partecipate per coprire le spese correnti, ricorrendo, così, ad una tassazione impropria a carico dei cittadini.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Rinunzia al mantenimento in vita di carrozzoni di stato fornitori di prodotti e servizi fuori mercato e fonte di corruzione&lt;/li&gt;&lt;ul square=""&gt;&lt;li&gt;Cessioni della società "Alta Velocità" e "GrandiStazioni" delle Ferrovie dello Stato.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Cessione delle quote di Finmeccanica, Fintecna, ed eliminazione delle nuove "IRI", &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Rinunzia all'antico e ormai trito scambio tra acquisto di armamenti, ormai inutili e costosi, contro l'ottenimento di commesse a basso valore aggiunto,&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;li&gt;Rimandare mega investimenti che non comportano innovazione tecnologica.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;i possibili utilizzi per lo sviluppo: &lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Mantenimento e riacquisizione delle reti (energia, ferrovie, telecomunicazioni, ecc.)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Eliminazione di finanziamento a fondo perduto e istituzione di fondi di rotazione per i progetti di ricerca e di innovazione sviluppati in collaborazione con l'università, &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Assicurare alle Regioni del Sud la quota di finanziamento "proprio" necessaria all'utilizzazione dei Fondi Europei,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Ricentralizzazione dei Servizi Sanitari ai cittadini, liberando l'attenzione manageriale (sic!) delle Regioni verso la gestione del territorio (ambiente, turismo, territorio, ecc.)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Non rinunciare al finanziamento dei progetti della green economy specie quelli che procurano un minore importazione di energia fossile, sviluppando il solare sui tetti delle migliaia di case di vacanza (seconde case)&amp;nbsp;presenti sul territorio; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Card di formazione e specializzazione per i giovani; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Supporto alle aziende agricole forestali per il recupero e la stabilizzazione del territorio;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Vietare, a livello di regole statutarie delle aziende produttive, delle banche e delle amministrazione statali, l'attività finanziaria separandola così dalle attività economiche, &lt;/li&gt;&lt;li&gt;sostegno alla creazione di imprese innovative favorendo lo spin off,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Introduzione del cartellino di prodotto e delle specifiche per prodotti e servizi; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Utilizzo degli anziani, incentivandoli, per attività sociali o per le amministrazioni pubbliche locali,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;disponibilità, a costo zero, di dati, informazioni (Camere di Commercio, ACI, ISTAT, ecc.), di specifiche (UNI) acquisite via internet,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Incentivazione delle aziende a fornire gratuitamente a tutti via internet informazioni tecniche e commerciali,&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Massicccio e concreto investimento in internet veloce per rendere l'amministrazione pubblica e le imprese effettivamente più competitive, ecc. ecc.;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8195773-6228747409845186380?l=proposteulivo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://proposteulivo.blogspot.com/feeds/6228747409845186380/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8195773&amp;postID=6228747409845186380' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/6228747409845186380'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/6228747409845186380'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://proposteulivo.blogspot.com/2011/08/manovra-risparmi-e-sviluppo.html' title='Manovra, risparmi e sviluppo'/><author><name>Francesco Nunziata</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07724218482297351230</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://4.bp.blogspot.com/_aRyGIpDC3rs/SlWp7nqWsjI/AAAAAAAAAA4/6qc0SF5PoVs/S220/nunziata_1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8195773.post-5862340587493963789</id><published>2011-06-10T19:11:00.001+02:00</published><updated>2011-06-10T19:42:27.828+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='referendum'/><title type='text'>I referendum secondo me</title><content type='html'>Naturalmente io sono per votare si a tutti i quattro requisiti e quindi anche per lasciare a chi ci crede il nucleare e l'acqua con gestione privata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi siamo un paese, ormai, de-industrializzato e per necessità sempre più orientato ai servizi e, se le nostre imprese e i nostri imprenditori lo capiscono, necessariamente spinto verso l'innovazione, la progettazione e alla gestione di imprese complesse e delocalizzate. Saranno altri che avranno bisogno di grandi volumi di energia per produrre per le nostre imprese e per fornire parti meccaniche all'industria tedesca. La nostra produttività crescerà, come deve crescere, solo attraverso la capacità di fare innovazione di prodotto.&lt;br /&gt;Per quando riguarda i servizi e le multi-utility da far gestire ai privati questo era verosimile negli anni '80 molte di queste esperienze, che anche io ho contribuito a realizzare, si sono risolte in un grande buco nero. Per esempio, le Ferrovie dello Stato spa, per cui ho potuto studiare importanti progetti di terzializzazione, si sono trasformate da gestore di servizi per la comunità a semplici inseguitori del risultato economico con gli investimenti pagati a babbo morto dai contribuenti (vedi Alta Velocità) e con l'abbandono delle finalità sociali normalmente assegnate ad un Ente od ad una società come azionista unico lo Stato. Senza raccontare la spartizione del potere a cui tutti noi abbiamo potuto assistere.&lt;br /&gt;Chi ha detto che con una appropiata politica di innovazione tecnologica e con una adeguata formazione non si possa rendere efficiente la struttura amministrativa statale. &lt;br /&gt;A me sembra che la privatizzazione di alcuni servizi sia solo servita a spostare risorse statali dalla voce costi del personale alla voce acquisti con un grande aumento della corruzione (e con la perpetuazione della tecnica dei 5% inventata ed attuata dai socialisti degli anni 80) favorita dalla mancanza di una organica legislazione e da una giusta serverità verso i corrotti che, da anni, si chiede da più parti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8195773-5862340587493963789?l=proposteulivo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://proposteulivo.blogspot.com/feeds/5862340587493963789/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8195773&amp;postID=5862340587493963789' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/5862340587493963789'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/5862340587493963789'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://proposteulivo.blogspot.com/2011/06/i-referendum-secondo-me.html' title='I referendum secondo me'/><author><name>Francesco Nunziata</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07724218482297351230</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://4.bp.blogspot.com/_aRyGIpDC3rs/SlWp7nqWsjI/AAAAAAAAAA4/6qc0SF5PoVs/S220/nunziata_1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8195773.post-5600188884173479883</id><published>2011-01-08T11:12:00.078+01:00</published><updated>2011-03-29T11:52:23.181+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica programma'/><title type='text'>Dove dovrebbe andare il PD</title><content type='html'>L'attenzione dei media in questi&amp;nbsp;mesi è tutta orientata alle&amp;nbsp;attidudini al&amp;nbsp;relax serale del presidente del consiglio.&amp;nbsp;E con i media anche i nostri politici. Nelle stesse ore in cui in televisione si parlava delle attività personali di Silvio Berlusconi, gli operai del gruppo Fiat, invitati in massa alla trasmissione in "1/2h"&amp;nbsp;dimostravano una maturità e una capacità di analisi ampiamente disattese dal mondo industriale. Quel mondo che, intontito,&amp;nbsp;pende dalle labbra dell'amministratore delegato della Fiat/Chrysler.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono stanco, non voglio più essere un &lt;em&gt;moderato&lt;/em&gt;&amp;nbsp; voglio una casa che mi rappresenti e che creda in quello che fa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari amici, la Fiat ha sempre sbagliato le proprie strategie. Ha acquistato a suo tempo la Lancia e poi l'Alfa Romeo solo per farle diventare un puro marchio per acquisirne il relativo mercato, &amp;nbsp;non avendo, i propri dirigenti,&amp;nbsp;la forma mentis di utilizzarne il potenziale di mercato di riferimento. In una folle corsa tesa a ridurne i costi&amp;nbsp;&amp;nbsp;del lavoro (meno dell'8% dei costi totali) e per&amp;nbsp; inseguire un mercato povero&amp;nbsp;di cui&amp;nbsp;non è stata capace di averne a disposizione&amp;nbsp;i numeri necessari a competere.&amp;nbsp; Poco è mancato che in questo girone dantesco non&amp;nbsp;siano finite anche la Ferrari e la Maserati. Merito del vecchio Enzo Ferrari che glielo ha impedito per tempo.&lt;br /&gt;Nel mercato globale altre aziende&amp;nbsp;europee hanno investito per valorizzare i propri marchi con prodotti a maggior valore aggiunto&amp;nbsp;destinati a ricchi mercati di nicchia. Raccogliondone i frutti in termini di valore aggiunto prodotto e di quote di mercato acquisito.&lt;br /&gt;Ora Marchionne sta traghettando la Fiat fuori dal paese verso gli Stati Uniti in un letale abbraccio con la Chrysler. E' una strategia di lungo termine portare i pianali e i motori Fiat in&amp;nbsp;un mercato che sta virando verso tecnologie innovative come p.e. l'ibrido e l'elettrico? Secondo me&amp;nbsp;è una politica di breve termine senza futuro.&lt;br /&gt;La strategia (sic!) di quasi tutte le migliaia e migliaia di piccole imprese che solcano il nostro paese che, nate nello stesso periodo quello del boom economico del dopo guerra, vedono&amp;nbsp;i loro proprietari costretti a monetizzare il proprio investimento in una impresa, spesso fuori mercato,&amp;nbsp;che i propri figli non sono capaci o non sono interessati a ristrutturare e rilanciare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma questo e solo scenario e non è questo l'argomento di cui vorrei parlare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorrei far capire, piuttosto,&amp;nbsp;ai nostri amici del PD che il signor Berlusconi, per il quale sembra che i nostri rappresentanti abbiano una speciale attrazione, parla e si muove nello stesso modo dei suoi elettori, interpretandone le pulsioni, i bisogni e le, nascoste, aspettative e che&amp;nbsp;per qusto vincerà sempre e ancora eventuali elezioni. Un extrapolitico che è a capo di&amp;nbsp;un governo che in questi&amp;nbsp;anni , purtroppo, ha, attraverso&amp;nbsp; elusioni&amp;nbsp; ed omissioni, fatto molte cose, come elenca l'ambasciatore Romano in un suo fondo sul Corriere della Sera di qualche settimana fa, molte cose di destra. &lt;br /&gt;Rivoltando completamente il futuro del nostro paese!&lt;br /&gt;Berlusconi capo di un governo che non governa, se non sollecitando ai suoi la propria immunità, e che gestisce un gruppo di uomini&amp;nbsp;che si muovono tutti, così come ha fatto nel PD Bassanini con la legge che regola la democrazia nei comuni, nel solco del verbo craxiano.&lt;br /&gt;Tutti possono fare tutto,&amp;nbsp;chi governa ha poteri illimitati,&amp;nbsp;limitatando&amp;nbsp;la democrazia&amp;nbsp;in istituzioni che nessuno è chiamato a controllare. Sovvertendo di fatto la Costituzione e liberalizzando le istituzioni che il&amp;nbsp;paese con tanta fatica si era dato. Tutte novazioni che sono state introdotte facendo mancare il necessario ri-bilanciamento tra i poteri dello Stato,&amp;nbsp;bisogno &amp;nbsp;essenziale di una&amp;nbsp;qualunque Costituzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Può il PD riuscire a vincere la battaglia delle elezioni in questo contesto? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il PD non potrà mai più riportare il paese alle condizioni pre Berlusconi se continua al inseguire il sogno di raccogliere voti al centro. &lt;br /&gt;I voti dei moderati, si dice, siano il luogo per vincere in&amp;nbsp;qualunque paese. I voti di persone degne che lavorano &amp;nbsp;sodo artigiani, commercianti, professionisti. Un luogo dove il signor Tremonti ha messo la propria rete arricchendoli, dividendo il paese tra pochi ricchi e tanti paria. &lt;br /&gt;Persone che non voteranno mai e mai più nè uomini di Centro Sinistra nè tantomeno uomini della&amp;nbsp;Sinistra. Gente che ha paura di dover ricominciare a pagare tutte le tasse, gente perbene che&amp;nbsp;&amp;nbsp;sogna di poter essere capace di vivere la vita privata del capo del governo, giovani pensionate sessantenni e settantenni innammorate del redivivo Gary Grant di turno che si masturbano da mane a sera, giovani&amp;nbsp;sognatori che immaginano&amp;nbsp;di poter somigliare&amp;nbsp;&amp;nbsp;al capo e&amp;nbsp;non si accorgono&amp;nbsp;di vivere in un paese piccolo con un piccolo mercato che si può scalare solo come ha fatto il proprio capo. Uno&amp;nbsp;che,&amp;nbsp;fra milioni,&amp;nbsp;ha vinto la lotteria dell'intesa con Craxi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il PD, per vincere, deve fare, e dichiarare in tutti i consessi, una politica di sinistra riconoscendo che&amp;nbsp;essere&amp;nbsp;riformisti di destra&amp;nbsp;è profondamente diverso che esserlo di sinistra: &lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Parlando di &lt;em&gt;equità sociale&lt;/em&gt; e di &lt;em&gt;lotta all'evasione fiscale&lt;/em&gt; e di &lt;em&gt;reintroduzione&lt;/em&gt; dell'ICI per le prime case per far fronte all'impellente necessità di finanziare l'innovazione e la cultura. &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Parlando di &lt;em&gt;defiscalizzazione&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;decontribuzione&lt;/em&gt; piena per le&amp;nbsp;start up&amp;nbsp;dei giovavi e per le imprese che si dedicano alla ricerca con l'università.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Parlando p.e. di "&lt;em&gt;servizio civile&lt;/em&gt;" per i giovani e gli anziani disoccupati.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Reintroducendo il versamento dei&amp;nbsp;contributi assicurativi per tutti gli occupati ed &lt;em&gt;eliminando tutte le forme gratuite di occupazione determinata&lt;/em&gt;.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Introducento forme di &lt;em&gt;trasparenza nella gestione del fondo pensioni&lt;/em&gt; (scorporandone le pensioni sociali e le&amp;nbsp;forme di sostegno alle aziende in crisi).&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Parlando di "&lt;em&gt;politica industriale&lt;/em&gt;", o meglio programmando il cammino verso&amp;nbsp;un paese post industriale.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Reinventando il rapporto tra imprenditore, uomo che rischia il proprio capitale per averne un utile, e&amp;nbsp; il proprio dipendente, uomo o donna che sempre più presta all'impresa la propria partecipazione creativa e sempre meno la propria attività meramente produttiva.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;em&gt;Bandendo dal proprio vocabolario&lt;/em&gt; le parole centro, sinistra radicale, padroni, moderato, ecc. &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Dando, finalmente, "&lt;em&gt;cuore&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;rappresentanza&lt;/em&gt;" al proprio simbolo. Così da mandare a casa, i tanti, propri rappresentanti deboli e far rinascere una classe politica nuova ed impegnata.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Reintroducendo forme di &lt;em&gt;controllo sui piccoli&amp;nbsp;comuni&lt;/em&gt;,&amp;nbsp; circa 8.000&amp;nbsp;entità politiche, il &lt;em&gt;cuore del paese reale&lt;/em&gt;, &amp;nbsp;gestiti da tanti &lt;em&gt;Cetto La Qualunque&lt;/em&gt; arroganti vittime di attraenti falsi imprenditori.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Togliendo alle Regioni la gestione del &lt;em&gt;Servizio Sanitario&lt;/em&gt;, costringendoli così ad interessarsi della propria Regione. &lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;em&gt;Abbandonado l'idea di fare del paese uno&lt;/em&gt; S&lt;em&gt;tato federale&lt;/em&gt;. Dettato che la costituzione aveva immaginato in un momento storico ben diverso dall'attuale dove la globalizzazione pretende risposte adeguate.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Raccogliendo, infine,&amp;nbsp;la sinistra dispersa. &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;Pescando, così,&amp;nbsp;tra il quasi&amp;nbsp;40%,&amp;nbsp;&amp;nbsp;di gente che non vota e non voterà più per disgusto che ha della attuale politica.&lt;br /&gt;Credo che molti di&amp;nbsp;quelli delle primarie vuole esattamente questo. Se il PD dovrà per questo perdere qualche pezzo, meglio così. Meglio aver perso un Rutelli che finire nella fogna della non&amp;nbsp;rappresentanza.&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.francesco.nunziata.it/documenti/citta&amp;amp;citta_511.pdf"&gt;rassegna stampa&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8195773-5600188884173479883?l=proposteulivo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.francesco.nunziata.it/documenti/citta&amp;citta_511.pdf' title='Dove dovrebbe andare il PD'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://proposteulivo.blogspot.com/feeds/5600188884173479883/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8195773&amp;postID=5600188884173479883' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/5600188884173479883'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/5600188884173479883'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://proposteulivo.blogspot.com/2011/01/dove-dovrebbe-andare-il-pd.html' title='Dove dovrebbe andare il PD'/><author><name>Francesco Nunziata</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07724218482297351230</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://4.bp.blogspot.com/_aRyGIpDC3rs/SlWp7nqWsjI/AAAAAAAAAA4/6qc0SF5PoVs/S220/nunziata_1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8195773.post-7237735343532479139</id><published>2010-11-21T15:47:00.016+01:00</published><updated>2010-11-27T11:35:02.189+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='san nicola arcella'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='piccoli paesi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='calabria'/><title type='text'>Linee guida per un programma politico per il comune di San Nicola Arcella (Cosenza Calabria)</title><content type='html'>Assunto che la maggiore ricchezza per il paese in termini economici sono le entrate derivanti dal cittadini non residenti, circa 1,2 milioni di euro/anno per l'amministrazione comunale e circa 9/10 milioni di euro di attività produttiva per le imprese (attività marine, commercio al dettaglio, ristorazione, manutenzione , attività artigianali ei commerciali) e che il turismo che è interessato al nostro territorio è quello naturalista ed ambientalista, le linee guida possono articolarsi su:&lt;br /&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;Lavorare per creare ricchezza per il territorio ( e non come si è fatto sinora ponendo attenzione alle sole entrate comunali) su una ipotesi di rigenerazione urbana provando a pensare San Nicola come la città del mare e della natura e, attraverso la valorizzazione della mare,&amp;nbsp;del paesaggio, della natura circostante progettare la valorizzazione delle tradizioni, della storia, dei luoghi dell'urbanità. E quindi:&lt;/li&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Bloccare qualunque ulteriore licenza di costruzione a meno delle case per residenti e di proposte di licenze per alberghi tradizionali a conduzione familiare, per favorire una lievitazione del valore delle abitazioni e quindi selezionare la qualità degli ospiti non residenti;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Lanciare un piano di manutenzione delle 4500 abitazioni dei non residenti favorendo con incentivi l’utilizzo di energie solari e l’accorpamento di unità immobiliari;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Proporsi di aiutare le imprese edili a trasformarsi da costruttori a manutentori facendogli fare un importante salto qualitativo;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;li&gt;Proporsi un piano del verde cittadino, ampliando le aree comunali destinate a verde, alleandosi con il Parco del Pollino e favorendo la creazione di una cooperativa per la manutenzione del verde;&lt;/li&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Introducendo il principio di prelazione del amministrazione comunale su ogni terreno messo in vendita o attraverso il conferimento al parco cittadino;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Creando opportunità di produzione di energie alternative;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Fondendo le attività di gestione del verde con quelle della raccolta dei rifiuti.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;li&gt;Accettare la richiesta di aderire al Parco Marino della Riviera ei Cedri. E quindi:&lt;/li&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;favorire le attività relative ed ausiliari alle attività di pesca (attrezzatura per alaggio, punto vendita, ecc. cosa che riguarda appena 4/5 barche e 2/3 imprenditori);&lt;/li&gt;&lt;li&gt;riorganizzare il porto naturale, un porto storico che funziona come riparo ormai da più di 2000 anni, riscrivendo le regole di utilizzo in termini di riduzione dell’inquinamento da idrocarburi (p.e. imponendo l’utilizzo di motori elettrici per l’approdo);&lt;/li&gt;&lt;li&gt;rivalorizzando le aree SIC investendo con l’aiuto del Parco per la rinaturalizzazione ed il ripascimento dell’area che va dall’isola di Dino a Capo Scalea (Sito di Interesse Comunitario)&lt;/li&gt;&lt;li&gt;favorendo la formazione di iniziative per la pesca sportiva ed il controllo dell’area SIC&lt;/li&gt;&lt;ul&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/ul&gt;&lt;li&gt;Per realizzare tutto ciò proporsi una importante azione di riduzione dei costi passivi dell’amministrazione comunale trasformandoli in costi attivi, ciò è costi destinati a dare reddito aggiuntivo, per esempio:&lt;/li&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Utilizzando il fatto che con i nuovi prossimi assunti, gli LSU, l’organico del comune si allarga fuori misura, bisognerà usare il surplus di persone per mettere ordine sul territorio comunale p.e. utilizzandoli per scovare possibili abusi e probabili elusioni, creando, così, occasioni di maggior reddito per l’amministrazione comunale.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Riunire, in accordo con i comuni viciniori della parte calabrese del Golfo di Policastro, alcune funzioni comunali;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Pulire il bilancio comunale di presunti crediti e rinunciare a recuperare imposte che risulta ormai troppo costoso perseguire;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Abbandonare finalmente l’inutile ed enorme costo passivo della improbabile riconciliazione delle liste dei contribuenti (finora sono stati spesi, nel tempo, quasi un milione di euro per questo), attivando azioni attive;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Assegnare, finalmente, un nome univoco alle strade cittadine ed un nunero univoco alle abitazioni ai condomini ai parchi. Un impegno essenziale ad evitare il flop (forse voluto) di ogni azione di verifica dei residui attivi vantati.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Semplificare la riscossione del servizio idrico integrato e della tarsu passando dalla imposizione individuale a quella dei condomini come avviene in qualsiasi grande città (si riducono costi della riscossione da 100 ad 1) .&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Risparmiare su costosi progetti per inutili e velleitari investimenti;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Imporsi di utilizzare le entrate dell’ICI dei non residenti, circa 1,2 milioni di euro/anno, solo per investimenti e non per mantenere i costi dell’amministrazione comunale.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;aumentare il numero e la qualità dei servizi offerti ai cittadini residenti, migliorare la qualità dei servizi offerti ai cittadini non residenti. &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;li&gt;Creare occasioni di traparenza ammnistrativa, attraverso: &lt;/li&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;L'istituzione di un Organismo Indipendente di Valutazione della performance [ .... ], (ai sensi dell’art. 14 del decreto legislativo 150/2009);&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Verificando i costii benefici per la communità degli investimenti, prioitizzandoli, prima di definirne la possibile finanziabilità;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Implementando le pregorative della Consulta dei Cittadini non residenti;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Completando l'attività di informazione attraverso il sito del comune mettendo in linea non solo le delibere ma anche i verbali della Giunta e del Consiglio e gli allegati tecnici connessi. &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;li&gt;Favorire la crescita qualitativa delle imprese legate al turismo stagionale favorendo: &lt;/li&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;l’ampliamento della stagione utile anche attraverso l’avvio del Centro di Eccellenza, l’utilizzo corretto del Palazzo dei Principi di Lanza;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;la valorizzazione del Centro Storico favorendo l’utilizzo attivo delle abitazioni ora abbandonate, il rifacimento della pavimentazione delle strade, la creazione di botteghe artigiane;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;valorizzando, con l’aiuto del Parco del Pollino, le colline retrostanti il paese procedendo alla riforestazione, al supporto alle aziende agricole, ovine e bovine li presenti, creando percorsi pedonali assistiti.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;li&gt;Ridurre drasticamente i costi dei servizi (Idrico, Reflui, Spazzatura). I costi dei Servizi non pesano sull’amministrazione ma solo sui cittadini per questo ancor più una amministrazione deve operare senza discriminare tra residenti e non residenti. E quindi:&lt;/li&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Poichè il servizio idrico è gravato da un uso smodato e non verificato dell’acqua, sarà necessario ridurre i consumi non utili (p.e. le perdite del troppo pieno del serbatoio), ma anche rivedere la composizione del costo e la sua ripartizione su cui si calcola la tariffa. Questo influirà anche sull’importo pagato per i reflui ( calcolato sulla quantità dell’acqua addebitata).&lt;/li&gt;&lt;li&gt;L’enorme costo della raccolta della spazzatura può essere di molto diminuito ottenendo un miglior risultato organizzando un porta a porta basato sui condomini (edifici, condomini, parchi) e realizzando una vera politica della raccolta differenziata. &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Utile potrebbe essere la fusione della raccolta dei rifiuti con la gestione del verde del territorio comunale. Ciò potrebbe avvenire favorendo una iniziativa che abbia quale attività il ciclo che parte dalla serra e vada fino all'utilizzo della parte umida (scarti alimentari e p.e. potature) per generare concimi o energia.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Realizzare, finalmente, il riutilizzo dei reflui per l'agricoltura e per mantenere umidi gli spazi a verde delle colline circostanti, combinando la enorme produzione estiva di reflui con il bisogno di ridurre al minimo gli incendi estivi. &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;li&gt;Ecc.ecc.&lt;/li&gt;&lt;ul&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/ol&gt;&lt;ol&gt;&lt;/ol&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8195773-7237735343532479139?l=proposteulivo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://proposteulivo.blogspot.com/feeds/7237735343532479139/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8195773&amp;postID=7237735343532479139' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/7237735343532479139'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/7237735343532479139'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://proposteulivo.blogspot.com/2010/11/linee-guida-per-un-programma-politico.html' title='Linee guida per un programma politico per il comune di San Nicola Arcella &lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;(Cosenza Calabria)&lt;/span&gt;'/><author><name>Francesco Nunziata</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07724218482297351230</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://4.bp.blogspot.com/_aRyGIpDC3rs/SlWp7nqWsjI/AAAAAAAAAA4/6qc0SF5PoVs/S220/nunziata_1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8195773.post-7542809427245413808</id><published>2010-03-03T14:12:00.005+01:00</published><updated>2010-03-04T16:51:29.924+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica programma'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='calabria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='giovani'/><title type='text'>Una nuova Calabria!</title><content type='html'>&lt;strong&gt;La politica&lt;/strong&gt;: Giuseppe De Rita, in un suo recente &lt;a href="http://archiviostorico.corriere.it/2010/febbraio/16/Crisi_dei_Leader_Partiti_Federali_co_9_100216038.shtml"&gt;articolo sul Corriere della sera&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; ha osservato che&amp;nbsp;: &lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;"&lt;em&gt;la situazione politica è radicalmente mutata, per opera di un accelerato processo di sfarinamento di ogni realtà o ipotesi di tradizionale forma-partito;&lt;/em&gt; ....... &lt;em&gt;vincono i «cacicchi», capi e capetti locali, quelli che lo sono già effettivamente e quelli che pensano di avere abbastanza carisma per diventarlo&lt;/em&gt;. [Questa] non è una dinamica destinata a rientrare"&lt;/blockquote&gt;Questa situazione&amp;nbsp;nel&amp;nbsp;meridione del paese, ma specie in Calabria, è una realtà, non&amp;nbsp; da ora. La Calabria con i suoi circa 2.milioni di abitanti (&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;dati al ottobre 2009&lt;/span&gt;) la seconda ... città italiana dopo Roma (2,5 milioni di abitanti) e prima di Milano,(1,3 milioni di abitanti), è una regione amministrativamente formata da cinque&amp;nbsp;capoluoghi di provincia&amp;nbsp; e 410 comuni&amp;nbsp;di cui 389&amp;nbsp; (il 94,9%) ha meno di 15.000 abitanti.&amp;nbsp; Ma di questi&amp;nbsp;326 (&amp;nbsp;l'83,8%) ha meno di 5.000 abitanti.&amp;nbsp; Per di più i comuni con meno di 3.000 abitanti sono 243 (il 59,3% del&amp;nbsp;totale). I comuni con meno di 1.500 abitanti sono 132 (il 32%&amp;nbsp; del totale ma con il 40,5% della popolazione&amp;nbsp;che abita la Regione). La popolazione calabrese rappresenta il 3,3% della popolazione del paese grazie, solo,&amp;nbsp;al contributo di una costante crescita dell'immigrazione, proveniente dal resto del paese e dall'estero, che ha fermato la drammatica riduzione consuntivata tra il 1991 eil 2001 (-22,0%).&lt;br /&gt;Il combinato disposto di queste osservazioni, mescolato con la debolezza e il disinteresse che sul tema mostrano le disposizioni&amp;nbsp; del relativamente recente "Testo unico sull’ ordinamento degli enti locali" &lt;span style="font-size: x-small;"&gt;(Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267)&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;in termini di potere ceduto &amp;nbsp;ai sindaci e alla maggioranza &amp;nbsp;relativamente ai comuni piccoli e medi, fanno il resto.&lt;br /&gt;La Calabria deve fare, così,&amp;nbsp;i conti con&amp;nbsp;alcune centinaia di&amp;nbsp;&lt;em&gt; di capi e capetti locali,&lt;/em&gt; circondati da una infinità di persone &lt;em&gt;che pensano di avere abbastanza carisma per diventarlo&lt;/em&gt;,&amp;nbsp; cui è dato di esercitare&amp;nbsp;un potere discrezionale inaudito.&lt;br /&gt;Il legislatore, in un impeto di buonismo, ha privilegiato la ....buonafede dell'amministratore dimendicando che questi è anche un (avido) politico. Un politico "in corsa" il cui primo obiettivo è la rielezione. Nei piccoli comuni le opposizioni, il revisore dei conti, il segretario, i tecnici comunali i cittadini scomodi sono sotto il controllo di una sorta di nuovo e potente capo ... : il sindaco. &lt;br /&gt;Questi signori, i sindaci dei piccoli comuni del nostro paese,&amp;nbsp;possono revocare i propri assessori, i più di fatto escludono le minoranze da qualunque partecipazione, le giunte sono spesso il luogo di chi ha ottenuto un "piacere", la nomina del revisore dei conti (spesso&amp;nbsp;un qualsiasi ragioniere del circondario), la eventuale modifica dello statuto, decidere sugli investimenti pluriennali, le concessioni trentennali e chi ha più nè ha più nè metta&amp;nbsp;sono approvati a maggioranza semplice, quando possibile è loro concesso di attribuirsi&amp;nbsp;la gestione corrente autoassumendosi la direzione dei servizi comunali, sospendendo di fatto il principio di separazione tra chi traccia le linee strategiche e chi ha la responsabiltà di controllarne la legittimità e l'attuazione. &lt;br /&gt;Si fanno rieleggere, spesso, utilizzando il voto di scambio e quando non possono più essere rieletti, fanno eleggere teste di legno, fratelli, mogli, gregari per continuare a governare, contro lo spirito della legge, come vice sindaco o come direttore generale (vedi&amp;nbsp;&amp;nbsp;gli innumerevoli casi già archiviati), senza che nessuna "autorità" si opponga. &lt;br /&gt;Quando poi&amp;nbsp; il paese è “turistico” ( vi sono nel nostro paese circa&amp;nbsp;5000 piccole città con un rapporto tra “seconde” e prime case che vanno dal 15% al 1700%) questi piccoli ras utilizzano a piene mani la possibilità offertagli di gestire tasse, tributi e tariffe con ampia discrezionalità, senza doverne rispondere al momento del voto. In Calabria molti dei paesi specie quelli costieri sono in questa condizione. In Calabria 18 comuni sono nella media nazionale, in 307 comuni&amp;nbsp; si raggiunge il livello&amp;nbsp;di una casa di&amp;nbsp;residenti&amp;nbsp;ogni 2&amp;nbsp;abitazioni, in 72 comuni&amp;nbsp;vi sono&amp;nbsp;da 2 a 6,6&amp;nbsp;abitazioni per ogni casa abitata da una famiglia residente. Il comune di San Nicola Arcella,&amp;nbsp;15° a livello nazionale su 8103 comuni italiani, si presenta con 10,59 abitazioni per ogni abitazione di residenti, alla data dell'ultimo censimento ISTAT: il 2001!&amp;nbsp;) &lt;br /&gt;Un sistema, così come configurato, è spesso bloccato e senza prospettive. Un sistema che, spesso utilizza uomini senza capacità amministrativa e, sempre, opera senza controlli visto che l’unico controllo rimasto, con la normativa corrente, è la Relazione sul Bilancio del Revisore dei Conti (che il sindaco stesso nomina).&lt;br /&gt;Gente&amp;nbsp; senza alcuna responsabilità nè amministrativa, nè civile,&amp;nbsp;nè penale&amp;nbsp; che determina, spesso sconnesso dal circondario e irretito da piccoli affaristi da quattro soldi, scelte spesso importanti per il futuro sviluppo&amp;nbsp; del territorio ma anche della provincia e della regione, senza che le istituzioni superiori possano intervenire o interagire. &lt;br /&gt;Un caso&amp;nbsp;di esempio che viene dalla esperienza personale è quello&amp;nbsp; che, in un momento in cui&amp;nbsp; piani&amp;nbsp;interregionali e sopra provinciali sono tesi a costituire in&amp;nbsp;un unico sistema turistico locale le risorse turistiche del mare del Golfo di Policastro, le località collinari e con i Parchi Montani confinanti, vede tutte le località dell'alto tirreno cosentino tentare di uscire dal Parco del Pollino o si guardarsi bene dall'entrare. Oppure il caso recente dell'amministrazione comunale di Praja che, invece di fare di tutto per acquisire la proprietà dell'isola di Dino, isola che fa parte del Parco Marino appena costituito e tesoro dell'Unesco, sembra stia contrattando con il "nuovo" proprietario per concedere e&amp;nbsp;licenze edilizie e sanare abusi esistenti al fine di costruire sull'isola un centro turistico [....].&amp;nbsp; Oppure il caso dell'amministrazione comunale di Tortora che progetta un Parco eolico e continua circa ogni anno a ripasciare la sua spiaggia che viene di nuovo erosa dal mare l'inverno successivo e nello stesso tempo progetta un porto turistico, per altro nella stessa zona, come fa Praja, San Nicola Arcella che vuole trasformare in porto la Baia del Carpino, un luogo naturalisticamente unico&amp;nbsp; ancora non atropizzato, come progetta Scalea o come sta realizzando Diamante, unico luogo adatto per eventuale porto turistico di transito. La battaglia del sindaco di San Nicola Arcella che si sta battendo contro tutti per l'installazione di un intero parco eolico sulle colline prospicienti il Golfo di Policastro!&amp;nbsp; Un gazzabuglio di decisioni decisamente in contrasto tra loro che si auto elidono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bisognerebbe rompere questa condizione di ingovernabilità,&amp;nbsp;avere il coraggio di investire il proprio tempo di governo&amp;nbsp;per cambiare questa situazione&amp;nbsp;ed inventarsi&amp;nbsp; soluzioni alternative e risolutive.&lt;br /&gt;Rivedere,&amp;nbsp;per esempio, la costruzione amministrativa della regione&amp;nbsp;disegnando nuove strutture&amp;nbsp; intorno alla storia, alle caratteristiche socio culturali, alle&amp;nbsp;geografia, alla natura, alla vocazione imprenditoriale, al&amp;nbsp;mercato di riferimento del territorio superando la limitatezza di province disegnate sulla carta geografica, delegando propri&amp;nbsp;poteri&amp;nbsp;a&amp;nbsp; questi&amp;nbsp;organi intermedi sia che si preferisca siano costituiti da un numero più ampio ma più dedicato di provincie ridisegnate, sia che siano una sorta di distretti controlati dalla Provincia stessa con delega al controllo degli investimenti e destinatari&amp;nbsp;dei fondi regionali e provinciali per gli investimenti,&amp;nbsp;con capacità di offrire servizi aggregati ai comuni del territorio controllato.&lt;br /&gt;Queste le osservazioni per quanto &amp;nbsp;riguarda la classe politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Gli investimenti&lt;/strong&gt;: I Fondi Europei sono al capolinea. La quantità di danaro investita per investimenti inessenziali, se non inutili e dannosi all'ambiente ed allo sviluppo futuro, la frammentarietà degli interventi, la duplicazione di stesse opere in circondari limitati, i piani strutturali obsoleti e spesso scopiazzati e senza un concreto contenuto se non nelle pagine delle somme richieste per interventi scollegati dalle premesse, sono stati accadimenti frequenti. Non sarà difficile&amp;nbsp;scoprire nei PSC (Piani Strutturali Comunali), in via di costruzione, che molti sindaci, fregandosi le mani per gli affari da fare e per gli oneri di concessione da incassare, ha scambiato un documento di intenti che guarda al futuro assetto territoriale in un semplice&amp;nbsp;Piano Regolatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarebbe più utile definire un progetto prioritario regionale nell'ambito delle strutture di coordinamento locale sopra ipotizzate e perseguirlo con tutte le risorse disponibili. Agendo sul miglioramento e l'efficientamento delle opere pubbliche essenziali e&amp;nbsp;non su quelle aggiuntive (per esempio studiando l'ipotesi di spostare la linea ferroviaria che corre lungo la costa verso la collina&amp;nbsp; (o facendola passare in galleria), programmando un serio piano di porti turistici, tenendo conto delle rotte delle imbarcazioni da diporto, formando i giovani locali all'accoglienza di qualità, creando occasioni di sviluppo&amp;nbsp;di un polo di imprese a tecnologia avanzata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come sarebbe auspicabile reinventarsi il finanziamento alle imprese, abolendo l'assegnazione di finanziamento a fondo perduto costituendo ed attingendo invece ad un fondo di rotazione. &lt;br /&gt;Un progetto utile è sicuramente la valorizzazione dell'esistente. Un progetto che "recuperi" il territorio e il paesaggio&amp;nbsp; recuperi e valorizzi le strutture&amp;nbsp;e gli abitati antichi&amp;nbsp;con l'obiettivo di renderli funzionali al turismo di qualità e&amp;nbsp; alla localizzazione di piccole imprese innovative a tecnologia avanzata.&amp;nbsp;Ma anche capace di favorire il trasferimento di ricchi ed anziani pensionati in cerca di buon retiro. Un avvio e un volano per un futuro più ricco utilizzo. Ma anche e sopratutto&amp;nbsp;un progetto dedicato ai giovani. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I giovani calabresi: &lt;/strong&gt;capaci e spesso intelligenti, sono in diminuzione e rappresentano al dicembre 2009 il 19,3% del totale della popolazione, con una diminuzione del -12,3% rispetto al 2001 (mentre&amp;nbsp;crescono,&amp;nbsp; + 6,6%,&amp;nbsp;&amp;nbsp;le persone&amp;nbsp;non in età da lavoro, il 22,3% della popolazione.&lt;br /&gt;Ogni anno circa 25.000 giovani compiono 18 anni e si affacciano alla vita.&lt;br /&gt;Questi molto&amp;nbsp;o troppo spesso sono abbandonati a se stessi. Così senza un adeguata preparazione ad affrontare i problemi del vivere civile emigrano in cerca di un qualsiasi lavoro. Chi è fortunato si ferma e fa carriera.&amp;nbsp;Altri per inesperienza (o incapacità) accettano qualsiasi lavoro, marcando il loro futuro, per poi tornare nel proprio ambito senza alcuna prospettiva. A questi giovani bisognerebbe dedicare il tempo di una intera legislatura.&lt;br /&gt;Con un&amp;nbsp;progetto rotativo, di durata limitata nel tempo (due/tre anni), che, con l’aiuto di “tutor”, potrebbe permettere, nel breve, ai giovani di divenire cittadini e futuri genitori consapevoli, che provochi un importante rinnovamento della società civile del paese. &lt;br /&gt;Un progetto che la Regione potrebbe sperimentare e che permetterebbe di formare per tre anni una parte consistente della futura società civile&amp;nbsp; calabrese. &lt;br /&gt;Il progetto avrebbe il merito di portare un efficace contributo nell'immediato ai problemi della disoccupazione giovanile e ai problemi degli ... anziani-giovani, cioè di quelle persone che il sistema produttivo ha espulso per propria rinuncia allo sviluppo e che, spesi i soldi ricevuti come incentivo all'uscita, non hanno ormai di che far vivere la propria famiglia, famiglia nella quale si trovano, guarda caso, uno o due giovani in età da lavoro, lavoro che non trovano. &lt;br /&gt;L'obiettivo è creare una task force a tempo determinato, eventualmente a livello territoriale, alla quale affidare il tutoraggio degli attuali giovani di età compresa tra i 18 ed i 25 anni preparando per ciascun giovane un progetto informativo e formativo specifico della durata di tre/sei mesi. Mettendo a fattore comune, dalla parte degli utilizzatori, i giovani, e non dalla parte delle strutture eroganti i servizi, i formatori, uno specifico stanziamento dedicato a questo scopo. Ai giovani che negoziano il proprio percorso formativo verrebbe, infatti, assegnato una sorta di “voucher”, una autorizzazione a spendere, che gli enti detentori&amp;nbsp;di stanziamenti formativi utilizzeranno per giustificare l’utilizzo dei finanziamenti stessi. Ai giovani verrebbe assegnato, inoltre, un argent-de-poche per il tempo utilizzato per la formazione, oltre ad un eventuale riconoscimento delle spese sostenute per effettuare stage presso aziende o enti fuori del luogo di residenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giovane sarà seguito dal proprio tutor&amp;nbsp; che lo indirizzerà in modo da farlo diventare un membro della società civile, un operatore del mondo del lavoro ed un cittadino europeo consapevole.&lt;br /&gt;Gli saranno pertanto forniti elementi per riconoscersi nella costituzione, gli sarà data conoscenza dei principi del codice civile, della struttura organizzativa del paese, della struttura organizzativa della comunità europea, delle tecniche organizzative aziendali, della struttura dei principi contabili, dei parametri statistici rappresentativi dei fenomeni del paese, di tutte le occasioni offerte dal mercato del lavoro; delle opportunità di creazione di impresa; della struttura previdenziale; del sindacato; del rapporto impresa/dipendenti/fisco. Naturalmente del progetto di formazione dovranno far parte l'apprendimento dei linguaggi informatici e della lingua inglese. Uno stage aziendale di alcuni mesi presso una impresa, se possibile europea, chiuderebbe &amp;nbsp;il percorso. L’attività potrebbe poi operare in un progetto formativo stabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La missione&lt;/strong&gt; che si vuole assegnare al territorio controllato nell'ambito degli obiettivi strategici di sviluppo che la regione si è data. Una regione che, visti i fallimenti sinora registrati, non potrà fare riferimento ed affidamento sull'industria ma che potrebbe avere chance di poter contare su uno sviluppo controllato dell'industria deill'innovazione tecnolocica e sul turismo anche quello stanziale (per esempio quello che riguarda la migrazione dei pensionati in ricerca di tranquillità e natura, che è tipico dei paesi anglosassoni) se solo i servizi essenziali (ferrovie, trasporti, poste, telefoni, collegamenti internet, ecc.) funzionassero, almeno, come nelle altre parti del paese.&lt;br /&gt;La Calabria che al momento è frequentata essenzialmente dal turismo di prossimità, un turismo di medio/basso livello,&amp;nbsp;sembra turisticamente non competitiva per due ragioni la qualità dell'offerta (mare sporco, strutture turistiche mediocri se non fatiscienti, imprese, e personale, raccogliticce non qualificate all'accoglienza) e la mancanza di sistemi di trasporto adeguati (treni lenti e sporchi, trasporti interni fatiscienti). Senza contare i prezzi da rapina. La battaglia da fare non è sul prezzo o sui buoni sconto ma è sulla qualità dell'accoglienza, a partire dal posto sul treno!&lt;br /&gt;Una vacanza a Sharm el Sheikh in Egitto o a Djerba in Tunisia&amp;nbsp; è molto più confortevole&amp;nbsp; e, probabilmente costa di meno. E' più confortevole perchè si riesce a raggiungere in qualche ora, si può godere di un mare cristallino, si possono raggiungere locolità turisticamente ed ambientalmente appetibili ci si può godere &amp;nbsp;di una accoglienza di gran confort. Spendendo il giusto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La sanità&lt;/strong&gt;: ultimo e importantissimo argomento. L'aver&amp;nbsp;assegnato alle Regioni il gravoso compito di gestire una partita economica che forse supera l'80% dell'intero budget regionale&amp;nbsp; distogliendo l'attenzione dei politici e dei tecnici da problemi di ben più&amp;nbsp;lungo respiro quali lo sviluppo economico, la gestione del territorio, l'attenzione ai giovani, alla scuola ed all'innovazione&amp;nbsp; e costringendo l'attenzione del management regionale su una questione, la salute, si sociale ma che è trattata come una mera questione economica di breve termine.&lt;br /&gt;In questo campo,&amp;nbsp;la privatizzazione delle cure sanitarie&amp;nbsp; avviato dalle regioni ha di molto distorto la visione del problema.&amp;nbsp; provocando i danni che produce il sistematico ricorso a strutture ospedaliere esterne. L'unico (non) vantaggio che si ottiene è non spendere per investimenti, rischiando poi di dover pagare, con tariffe insostenibili per le prestazioni acquistate, lo spropositato tassso di rendimento&amp;nbsp;che l'investitore si attende per aver sostenuto l'investimento.&amp;nbsp; E come corollario non previsto e (spero) non voluto, l'aver favorito&amp;nbsp;&amp;nbsp;l'utilizzo di&amp;nbsp;contratti atipici per&amp;nbsp;medici e paramedici,&amp;nbsp;per prestazioni sindacalmente asimmetriche rispetto a quelle dei dipendenti delle strutture rimaste pubbliche. In queste ultime&amp;nbsp;l'aver instaurato, poi,&amp;nbsp;un complicato e pervasivo sistema di controllo gestionale, che sta&amp;nbsp;condizionando gli stessi medici facendo perdere loro&amp;nbsp;la propria necessaria serenità, ha provocato atteggiamenti burocratici, per liberarsi della responsabilità del budget. La salute ed i servizi socialmente utili devono rimanere alla sensibilità della politica. Allora l'assemblea regionale dovrebbe liberarsi di questo bubbone&amp;nbsp; creando per esempio un autority regionale per la salute. Non per gestire ma per monitorare i comportamenti ed il controllo del risultato finale. Risultato finale che la struttura tutta pubblica&amp;nbsp;&amp;nbsp;ottiene con il controllo delle prescrizioni, &amp;nbsp;l'assunzione di responabilità degli investimenti, con la programmazione della prevenzione ma sopratutto con l'eccellenza delle prestazioni offerte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo modo i politici regionali e le strutture che ad essi rispondono possono occuparsi dei pochi treni sporchi e costosi&amp;nbsp;che corrono, ancora, lungo il litorale uccidendo un qualsivoglia sviluppo turistico dei paesi riveriaschi, delle linee telefoniche ed elettriche vecchie e lente, del risanamento ambientale, della valorizzazione di&amp;nbsp; ciò che c'è, della promozione del turismo, dello sviluppo di un polo dell'innovazione. &lt;br /&gt;Ma anche fermando l'installazione di parchi eolici che deturpano il paesaggio&amp;nbsp; e favorendo la ricerca e la produzione di energia solare,&amp;nbsp;&amp;nbsp; il caso di un possibile utilizzo intensivo dei tetti dei luoghi di vacanza è emblematico. La Calabria, all'epoca dell'ultimo censimento aveva&amp;nbsp;&amp;nbsp; un patrimonio&amp;nbsp;di&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;726.614 abitazioni di cui ben 306.874&amp;nbsp; non abitate&amp;nbsp; da residenti. Tanti tetti di case non usate, almeno,&amp;nbsp;per undici mesi, e spesso più, dell'anno è&amp;nbsp; l'uovo di colombo:&amp;nbsp;&amp;nbsp;vendere l'energia prodotta da pannelli fotovoltaici installati su questi tetti. Altro che nuove e costose centrali nucleari. Con questo&amp;nbsp;progetto si creerebbe un indotto di ricercatori, installatori, muratori, tecnici del controllo, tecnici di manutenzione, ecc., ecc., una economia nuova e tesa allo sviluppo tecnologico e per questo stabile nel tempo.&lt;br /&gt;Un &amp;nbsp;caso, per esempio,&amp;nbsp; che viene dalla esperienza personale è quello di San Nicola Arcella, una tipica cittadina turistica dell'Alto Tirreno Calabrese, è ancor più semplice. Le 4.800 (ora, forse, 5.300) abitazioni esistenti (dati ISTAT al 2001) sono concentrate in circa 50 complessi (la maggior parte grandi parchi costituiti da gruppi di piccoli edifici o da ville uni o plurifamiliari),&amp;nbsp;&amp;nbsp;cosa che permetterebbe una semplificazione della concertazione&amp;nbsp;con i soggetti implicati. L'installazione di panneli solari sulla metà dei tetti di queste abitazioni permetterebbe di chiudere una medio piccola centrale convenzionale dell'Enel, per il solo fatto che l'energia prodotta potrebbe essere per il 90%&amp;nbsp; ceduta a terzi o alla stessa Enel senza alcun danno per l'ambiente nè cementificando nè consumando territorio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un progetto di programma, questo descritto, costoso ma&amp;nbsp;pieno di occasioni di occupazione qualificata, capace di trattenere i giovani calabresi e di farne rientrare qualcuno. Ma anche capace di far rientrare i calabresi qualificati, la miglior cura per cambiare, in meglio, il sentire comune.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tema è spendersi per il futuro, dedicare le nostre energie perchè i figli dei nostri figli stiano meglio di noi, non rincorrere gli eventi, non gestire per emozioni. Questa è la missione della politica.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8195773-7542809427245413808?l=proposteulivo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://proposteulivo.blogspot.com/feeds/7542809427245413808/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8195773&amp;postID=7542809427245413808' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/7542809427245413808'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/7542809427245413808'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://proposteulivo.blogspot.com/2010/03/una-nuova-calabria.html' title='Una nuova Calabria!'/><author><name>Francesco Nunziata</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07724218482297351230</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://4.bp.blogspot.com/_aRyGIpDC3rs/SlWp7nqWsjI/AAAAAAAAAA4/6qc0SF5PoVs/S220/nunziata_1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8195773.post-2850195496717071095</id><published>2009-09-20T06:44:00.012+02:00</published><updated>2009-12-16T18:41:43.823+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='san nicola arcella'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='piccoli paesi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='innovazione'/><title type='text'>Energia, i vantaggi di un (qualunque!) risparmio</title><content type='html'>Il problema non è tanto procurarsi nuove fonti per averne (di più!) a disposizione ma divenire quanto più possibile minori importatori.&lt;br /&gt;L'attuale consumo di energia produce un importante peso nella bilancia dei pagamenti ma non solo. La continua variazione dei prezzi influisce sui prezzi dei prodotti nazionali e quindi incide sulla produttività ma incide anche sul disavanzo dei conti della nazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' stato valutato che lavorando sul solo &lt;em&gt;risparmio&lt;/em&gt; è conseguibile almeno il 20% dei consumi complessivi (Libro verde sull'efficienza energetica, &lt;a title="vai al libro verde" href="http://ec.europa.eu/energy/efficiency/doc/2005_06_green_paper_book_it.pdf"&gt;&lt;em&gt;Fare di più con meno&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, del giugno 2005). Analisi che ha portato alla recente &lt;a title="vai alla direttiva" href="http://www.governo.it/Governo/Provvedimenti/dettaglio.asp?d=39177&amp;amp;pg=1%2C2084%2C4191%2C6258%2C8647%2C10749%2C12818%2C14906%2C16929%2C19196%2C21331%2C23433%2C25630%2C27680%2C30024%2C32333%2C35153%2C37213%2C39307%2C41623%2C43629%2C45698%2C47771%2C49771%2C52734%2C54787%2C57066%2C59124%2C61204%2C63314%2C65531%2C67623%2C69926%2C71994%2C74002%2C76441%2C78784%2C78784&amp;amp;pg_c=1"&gt;&lt;em&gt;Direttiva 2006/32 dell'aprile 2006&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Che con il petrolio a più di 60 Euro/barile hanno un valore economico dell'ordine di 12,5 miliardi di Euro/anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Più in generale il problema non è tanto procurarsi nuove fonti per averne (di più!) a disposizione ma divenire, quanto più possibile, minori importatori.&lt;br /&gt;L'attuale consumo di energia produce un importante peso nella bilancia dei pagamenti ma non solo. La continua variazione dei prezzi delle fonti energetiche (di qualunque tipo dal petrolio al nucleare) influisce sui prezzi dei prodotti nazionali (e quindi incide sulla produttività!) ma incide anche sul disavanzo dei conti della nazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con riferimento al settore elettrico, nel 2005 l'Italia ha consumato circa 329,4 TWh (miliardi di kWh). Applicando la stessa riduzione ipotizzata per la domanda energetica nel suo insieme si può stimare un limite superiore della riduzione dei consumi conseguibile pari a 65 TWh, che hanno un valore di 4,2 miliardi di euro l'anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei settori industriali si possono ottenere importanti riduzioni di consumo. Uno studio ANIE (Associazione Nazionale Industrie Elettriche) stima che circa la metà dei 138 TWh (miliardi di kWh) dei consumi elettrici dell'industria siano imputabili al funzionamento di motori.&lt;br /&gt;L’introduzione di tecnologie avanzate per la minimizzazione dei consumi, il recupero energetico e il ricorso a fonti di energia rinnovabile porterebbero a sensibili riduzioni degli effetti del costo delle fonti energetiche importate.&lt;br /&gt;Un programma di efficientamento energetico delle Ferrovie Italiane potrebbe, per esempio, produrre una sensibile diminuzione dei consumi di energia.&lt;br /&gt;I consumi energetici totali - per energia elettrica delle &lt;a title="vai alla fonte" href="http://www.ferroviedellostato.it/cms-file/allegati/il-gruppo/19_grafici_tabelle_efficienza_energetica.pdf"&gt;&lt;em&gt;Ferrovie dello Stato&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; ammontano a 1,3 Mtep di cui 1035 tep x 1000 di consumi elettrici per trazione (dati del bilancio 2008, riferiti al 2003). E' bene ricordare che l'energia elettrica consumata dalle Ferrovie dello Stato e da alcuni settori produttivi è sottoposta "regimi tariffari speciali" disposti per legge, a crico della comunità tutta.&lt;br /&gt;Ma un programma di utilizzazione dei circa &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ferrovie_italiane#Tratte_ferroviarie_e_societ.C3.A0_esercenti"&gt;&lt;em&gt;19.000 km&lt;/em&gt; &lt;/a&gt;e delle relative infrastrutture delle Ferrovie Italiane come base per l'installazione di sistemi fotovoltaici, così come progetta di fare l'ENEL con il progetto &lt;em&gt;«&lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnologia%20e%20Business/2007/05/enel-fotovoltaico.shtml?uuid=45cb732e-0916-11dc-b16c-00000e25108c&amp;amp;DocRulesView=Libero"&gt;&lt;em&gt;Cabine Primarie&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;»&lt;/em&gt;, o l'utilizzo delle centinaia di stazioni di trasformazione elettrica disposti lungo il percorso dei treni, spesso in luoghi poco abitati ma vicini a città o paesi, come stazioni di produzione di energia da rifiuti, potrebbe consentire una significativa fonte alternativa di energia elettrica .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stesso vale per le società autostradali con il loro &lt;a href="http://www.informare.it/autotra/autost.htm"&gt;&lt;em&gt;5.370 Km&lt;/em&gt; &lt;/a&gt;di percorsi autostradali (scarpate, guardail centrale, ponti, autogrill, ecc. ecc.) o per le decine di migliaia di metri quadrati di tetti delle 5.198.274 seconde case, di cui circa l'85% situate in piccoli o piccolissimi centri specie al sud Italia.&lt;br /&gt;Contrarimente a quanto affermato in una &lt;a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/07/21/scure-sui-fondi-per-il-solare-oggi.html"&gt;&lt;em&gt;mozione&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; dell'attuale maggioranza, firmata dal capogruppo (Maurizio Gasparri) e dal vicecapogruppo (Gaetano Quagliariello) del Pdl, dove si afferma che &lt;em&gt;«Le aree richieste dal solare sono 64 volte più ampie a parità di potenza ma 180 volte più ampie a parità di energia ... e si elencano le «difficoltà realizzative dovute al siting ».&lt;/em&gt;, il tutto senza occupare un metro quadrato di terreno!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.enel.it/VisitaCentraliHtml/VisitaCentralihtml/fotovoltaica/fotovoltaica.asp"&gt;studio&lt;/a&gt;&lt;/em&gt; della Commissione Europea ha rilevato che in Italia la superficie di tetti disponibili (con orientamento verso Sud, Est o Ovest) e' di 370.000.000 metriquadrati, mentre quella delle facciate e' di quasi 200.000.000 metriquadrati. Se questi spazi fossero coperti da moduli fotovoltaici, sarebbe possibile produrre circa 130 TWh/anno, vale a dire 130 mila milioni di kWh l'anno, pari al consumo annuo di energia elettrica di oltre 30 milioni di famiglie (considerando una media di 4.000 kWh/anno per nucleo familiare).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra questi l’incentivo all’istallazione, quanto più generalizzata è possibile di soluzioni costruttive orientate alla pratica dello sviluppo sostenibile come p.e. la previsione di un sistema di smaltimento e riutilizzo dei rifiuti, il riuso delle acque reflue per l’umidificazione delle aree verdi del territorio, l’utilizzo di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica e di pannelli solari per la produzione di acqua calda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel campo della produzione di energia elettrica senza emissione di CO2, la trovata rivoluzionaria è appunto la creazione di una centrale per la produzione di energia elettrica diffusa che, utilizzando la struttura di distribuzione elettrica esistente, mette in rete di un gran numero di mini-centrali per la produzione di energia utilizzando i tetti degli edifici conferiti per l’utilizzo al progetto. Senza consumare territorio verde.&lt;br /&gt;In sostanza l'energia fornita da un singolo utente, o da un condominio, viene immessa in rete e venduta a una quotazione calibrata in modo da sostenere lo sviluppo del settore.&lt;br /&gt;Se poi si mettono i pannelli fotovoltaici nella casa al mare, dove si finisce per produrre più di quello che si utilizza, è possibile firmare un contratto che prevede la vendita dell’energia prodotta e il pagamento a parte dell'energia consumata (visto che la casa a mare viene utilizzata per 20-30 giorni all’anno) è possibile ottenere un saldo attivo vendendo più del 90% dell’energia prodotta).&lt;br /&gt;Ogni mini-centrale fornisce l'energia necessaria all’intero consumo domestico, che come si diceva sarà limitata a meno del 10% dell’energia prodotta, a costo zero. Il resto, il 90% della produzione di energia residua non utilizzata in casa, viene convogliata insieme alla residua produzione delle altre centrali domestiche all’ENEL che la redistribuisce ai propri utenti. Tutto senza costruire costose nuove grandi centrali, solo interconnettendo come tanti mini-computer collegati grazie a Internet le centomila (e forse domani i milioni) di mini-centrali domestiche.&lt;br /&gt;Peraltro i tempi sono ormai maturi. La normativa recentemente pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 132 il DPR n. 59 del 25 giugno 2009, relativa al rendimento energetico in edilizia, tocca diversi aspetti legati alle rinnovabili e al risparmio energetico rendendo obbligatoria la certificazione energetica per i nuovi edifici, l’installazione di moduli fotovoltaici e solare termici sui nuovi edifici, pubblici e privati, e nelle ristrutturazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La trafila per realizzare economicamente tutto questo è semplice. Si va in banca per prendere 7 mila euro a tasso agevolato, il 2 per cento, per ciascun nodo associato. Con questi soldi si comprano 7-8 metri quadrati di pannelli fotovoltaici, quanto basta per ottenere 1,5 chilowattora di potenza. Si mette l'impianto in giardino, o sul tetto, o sul terrazzo. Lo si collega al contatore elettronico, già arrivato in molte case, per vendere all'Enel o alle ex municipalizzate l'energia prodotta. E si aspetta. Ogni giorno che passa porta un credito virtuale che alla fine dell'anno si trasforma in vantaggio materiale: un incasso che permette di ammortizzare la spesa d'installazione in 10 anni e di non pagare l’energia consumata, ottenendo due vantaggi accessori. Il primo è che la mini centrale fotovoltaica dura 25 anni e gli ultimi 15 garantiscono un guadagno netto. Il secondo è la soddisfazione di utilizzare energia pulita, che non minaccia la stabilità del clima.&lt;br /&gt;Ma il caso di un utilizzo intensivo dei &lt;em&gt;tetti&lt;/em&gt; dei luoghi di vacanza è emblematico. Tanti tetti di case non usate per undecisimi dodicesimi , e spesso meno, dell'anno.&lt;br /&gt;Il caso, per esempio, di San Nicola Arcella, una tipica cittadina turistica dell'Alto Tirreno Calabrese è ancor più semplice. Le 4.800 (ora, forse, 5.300) abitazioni esistenti (dati ISTAT al 2001) sono concentrate in circa 50 complessi (la maggior parte grandi parchi costituiti da gruppi di piccoli edifici o da ville uni o plurifamiliari). Cosa che permetterebbe una semplificazione della concertazione tra i soggetti implicati. Naturalmente vi sono fior fiore di banche disponibili a finanziare una iniziativa senza rischi come questa.&lt;br /&gt;In Italia è attivo un meccanismo di incentivazione, definito “Conto Energia”, per la produzione di energia elettrica mediante impianti fotovoltaici. Lo Stato riconosce, per 20 anni, ai cittadini e alle aziende proprietarie di impianti fotovoltaici un contributo per tutta la produzione di energia elettrica. Per valutare la convenienza di un impianto fotovoltaico è importante calcolare il Tempo di Ritorno dell’investimento, che è il tempo che occorre per ripagare l’investimento stesso, e il Tasso Interno di Rendimento, definito come un indice di redditività. Questi indicatori dipendono ovviamente dalla zona di installazione dell'impianto.&lt;br /&gt;San Nicola Arcella è posta in una zona ad altissimo rendimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se si immagina di realizzare 500 mini-centrali in domicili pubblici o privati, interconnesse tra loro, queste possono fornire, utilizzando 10 mq di pannelli solari ciascuna, una produzione di energia di 1.000.000 kW (pari a 114 MW, una potenza di una piccola &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Centrali_elettriche_in_Italia"&gt;&lt;em&gt;centrale termoelettrica ENEL&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;), di cui circa 900.000 kWh da reimmettere in rete e un introito annuo di circa 400.000 euro dopo aver pagato l’energia effettivamente utilizzata. Questa considerevole entrata annua in parte, e per un periodo limitato, servirà a pagare l’investimento di circa 2,5 milioni di euro da realizzare. Ancora più conveniente (più 5 per cento) la tariffa per chi produce l'energia che consuma, per chi utilizza questa procedura per edifici pubblici, scuole e ospedali e si eliminano le coperture in eternit.&lt;br /&gt;Un investimento con un tasso interno di rendimento pari a circa il 10%. Il plus di tale operazione è che non sarà immessa in atmosfera ben mezzo milione di kg/anno di CO2 per i prossimi 25 anni, con alta efficienza nel rapporto consumo-produzione di energia rispetto ad altre forme di produzione di energia sostenibile, p.e. l’eolico.&lt;br /&gt;In ogni caso i Tassi Interni di rendimento degli impianti fotovoltaici sono sempre superiori ai normali tassi di rendimento degli investimenti in titoli di stato (BOT, BTP, CCT) che mediamente sono al 3-4% (attualmente sono dell’ordine dello 0,5%). La stessa Enel (attraverso Enel.si) propone un finanziamento senza acconto e pagamento in 12 anni con rate mensili di importo costante (finanziamento a tasso fisso) e prima rata a 6 mesi dall'erogazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si può prevedere che per la realizzazione di questo progetto possa valere, per l’installazione di circa 5000, non meno di 2.500.000 di euro e dare lavoro ad almeno un centinaio di addetti per un anno equivalente pari a 20 - 25.000 giornate lavorative oltre ad un ritorno economico per le imprese commerciali relativamente a forniture di materiali e di attrezzature per circa 2,0 milioni di euro.&lt;br /&gt;Ma vale ancora di più in termini di attuazione di un modello di sviluppo locale basato sul recupero e la ristrutturazione di tutto ciò che totalmente o parzialmente disponibile è attualmente inutilizzato, abitazioni, aree verdi, esercizi commerciali, imprese di servizi, capace di avviare tutte le potenziali iniziative nell’area dello sviluppo sostenibile che diano garanzie di poter irrobustire il tessuto socio-economico del territorio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Applicazioni che se anche dovessero produrre costi di investimento pari a 10-15 anni di costo di acquisizione di energia dalle attuali fonti, sarebbero investimenti realizzati senza importare ed utilizzare petrolio o carbone e utilizzando imprese, tecnologie e personale per la maggior parte locale.&lt;br /&gt;Con il beneficio di avviare verosimilmente autonomi processi di Ricerca&amp;amp;Sviluppo sul tema del rsparmio di energia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno &lt;a href="http://www.enel.it/VisitaCentraliHtml/VisitaCentralihtml/fotovoltaica/fotovoltaica.asp"&gt;studio&lt;/a&gt; della Commissione Europea ha rilevato che in Italia la superficie di tetti disponibili (con orientamento verso Sud, Est o Ovest) e' di 370.000.000 metriquadrati, mentre quella delle facciate e' di quasi 200.000.000 metriquadrati. Se questi spazi fossero coperti da moduli fotovoltaici, sarebbe possibile produrre circa 130 TWh/anno, vale a dire 130 mila milioni di kWh l'anno, pari al consumo annuo di energia elettrica di oltre 30 milioni di famiglie (considerando una media di 4.000 kWh/anno per nucleo familiare).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Applicazioni recenti di una tale impostazioni è il progetto &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_aRyGIpDC3rs/Sw4owII12QI/AAAAAAAAAFU/bcCXD6-BCL0/s1600/1000tetti.jpg"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Mille Tetti&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;. &lt;a href="http://plone.voludia.it:8080/portale_abn/servizi/energia/solare-fotovoltaico/1000-tetti"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5408305009801943298" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 103px; CURSOR: hand; HEIGHT: 84px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_aRyGIpDC3rs/Sw4owII12QI/AAAAAAAAAFU/bcCXD6-BCL0/s200/1000tetti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Tetti di interi territori trasformati in centrali elettriche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Applicazioni che se anche dovessero produrre costi di investimento pari a 10-15 anni di costo di acquisizione di energia dalle attuali fonti, sarebbero investimenti realizzati senza importare ed utilizzare petrolio o carbone e utilizzando imprese, tecnologie e personale per la maggior parte locale. Con il beneficio di avviare verosimilmente autonomi processi di Ricerca&amp;amp;Sviluppo sul tema del risparmio di energia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;----------&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;1) E' una unità di misura di energia. Esprimere MTEP in kWh farebbe scrivere ogni volta una decina di zeri, quindi si usa l'MTEP. Rappresenta la quantità di energia rilasciata dalla combustione di una tonnellata di petrolio grezzo e vale circa 42 GJ. Quindi è anche utile perché ti dà subito un'idea di quanto petrolio sarebbe necessario per produrre la stessa quantità di energia con una centrale solare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;2) Alcuni dei multipli e sottomultipli più utilizzati del watt:&lt;br /&gt;&lt;a title="Milliwatt" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Milliwatt"&gt;milliwatt&lt;/a&gt; (mW) = 10-3 W = 0,001 W&lt;br /&gt;watt = 100 W = 1 W&lt;br /&gt;&lt;a title="Chilowatt" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chilowatt"&gt;chilowatt&lt;/a&gt; (kW) = 103 W = 1000 W&lt;br /&gt;&lt;a title="Megawatt" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Megawatt"&gt;megawatt&lt;/a&gt; (MW) = 106 W = 1 000 000 W (1000 kW)&lt;br /&gt;&lt;a title="Gigawatt" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gigawatt"&gt;gigawatt&lt;/a&gt; (GW) = 109 W = 1 000 000 000 W (1000000 kW) 1000 MW&lt;br /&gt;&lt;a title="Terawatt" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Terawatt"&gt;terawatt&lt;/a&gt; (TW) = 1012 W = 1 000 000 000 000 W&lt;br /&gt;Si può quindi dire che una lampadina consuma 100 W e che una centrale produce 1 GW, quindi in due ore la lampadina consuma 200 Wh e in un anno la centrale produce 8760 GWh.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8195773-2850195496717071095?l=proposteulivo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://proposteulivo.blogspot.com/feeds/2850195496717071095/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8195773&amp;postID=2850195496717071095' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/2850195496717071095'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/2850195496717071095'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://proposteulivo.blogspot.com/2009/09/cc.html' title='Energia, i vantaggi di un (qualunque!) risparmio'/><author><name>Francesco Nunziata</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07724218482297351230</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://4.bp.blogspot.com/_aRyGIpDC3rs/SlWp7nqWsjI/AAAAAAAAAA4/6qc0SF5PoVs/S220/nunziata_1.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_aRyGIpDC3rs/Sw4owII12QI/AAAAAAAAAFU/bcCXD6-BCL0/s72-c/1000tetti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8195773.post-3194275113645126434</id><published>2009-02-08T19:47:00.002+01:00</published><updated>2009-02-08T20:09:30.320+01:00</updated><title type='text'>Ferrovie ed authority</title><content type='html'>Un secondo eurostar che si spezza, intercity che, dismesso il proprio storico ed elegante materiale rotabile, viaggiano con vecchie carrozze degli anni quaranta alla bene e meglio (sic!) riconfigurate (come la carrozza n° 61 83 19-90 110-3 sulla quale ho avuto la sventura di viaggiare qualche giorno fa).&lt;br /&gt;Livello delle tariffe, costo delle prenotazioni, degli sconti, sistemi di sanzionamento, ecc. determinate senza alcuna logica.&lt;br /&gt;Tempi di percorrenza abbondantemente in crescita in questi ultimi anni, alla faccia del rinnovo tecnologico e degli investimenti profumatamente pagati dallo Stato (e dai cittadini tutti e non solo da quelli che pagano il biglietto), come il percorso Roma Napoli cresciuto in venti anni di circa 30 minuti, a parità di materiale ferroviario utilizzato.&lt;br /&gt;Tempi orari non aggiornati come, per esempio, il percorso Reggio Calabria-Napoli cresciuto di 20-30 minuti, nonostante l'apertura della scorciatoia Vesuvio, una importante opera che, abbondonata la vecchia e panoramica linea costiera, permette un risparmio temporale di almeno 20 minuti nel percorso tra Salerno e Napoli.&lt;br /&gt;Treni bloccati nelle stazioni per decine di minuti per aspettare il sorpasso di un eurostar in ritardo, ecc, ecc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come si può immaginare che la rete, la gestione del trasporto pubblico a redditività sociale(pendolari, intercity) o la gestione del servizio a redditività economica (Eurostar/Alta Velocità) facciano capo ad un unico centro di potere, con un consiglio di amministrazione che costa due milioni di euro all'anno, impelagato nella "gestione" di una pletora di circa 70 aziende partecipate, le più disparate, e la cui attenzione manageriale è tutta dedicata a fare la concorrenza sulla linea Roma-Milano ad Alitalia, possa gestire in assoluta autonomia tutto il trasporto ferroviario italiano, rete compresa?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è il caso che, l'avvicinarsi dell'avvio del servizio di un nuovo gestore ferroviario passeggeri, sia l'occasione per riportare il controllo sulla gestione della rete e quindi della priorità degli investimenti e delle strategie del trasporto pubblico nell'ambito del controllo del Parlamento?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ormai è il tempo, per una corretta gestione delle regole comuni, che il governo pensi seriamente ad istituire una Autority dei Trasporti.&lt;br /&gt;-----&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(dati del bilancio 2007)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8195773-3194275113645126434?l=proposteulivo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://proposteulivo.blogspot.com/feeds/3194275113645126434/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8195773&amp;postID=3194275113645126434' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/3194275113645126434'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/3194275113645126434'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://proposteulivo.blogspot.com/2009/02/ferrovie-ed-authority.html' title='Ferrovie ed authority'/><author><name>Francesco Nunziata</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07724218482297351230</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://4.bp.blogspot.com/_aRyGIpDC3rs/SlWp7nqWsjI/AAAAAAAAAA4/6qc0SF5PoVs/S220/nunziata_1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8195773.post-516689304678714057</id><published>2008-09-27T19:41:00.046+02:00</published><updated>2009-05-20T07:57:49.880+02:00</updated><title type='text'>Competizione Virtuosa: una proposta</title><content type='html'>La Competizione Virtuosa &lt;span style="font-size:78%;"&gt;(1)&lt;/span&gt; promossa dal &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.funzionepubblica.it/" target="_blank"&gt;Ministero per la “Pubblica Amministrazione” e la "Innovazione"&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; passa necessariamente per la conoscenza delle decisioni che i vari settori della PA assumono.&lt;br /&gt;Se non altro per rendere l'utente, finalmente, divenuto “cliente” capace di verificare la congruenza tra ciò che è stato programmato e ciò che si sta facendo.&lt;br /&gt;Questo vale per i grandi comuni ma anche per quei comuni che hanno una struttura tecnico amministrativa striminzita e spesso non all'altezza dei compiti assegnati, in particolare per i comuni con meno di 5000 abitanti, la maggior parte degli 8.103 comuni italiani, una buona parte dei quali con un gran numero di contribuenti non residenti&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(2)&lt;/span&gt; .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tenendo conto che per i comuni è già prescritta una, &lt;em&gt;generica,&lt;/em&gt; pubblicazione su internet di alcuni atti amministativi (bandi, concorsi, ecc,), e del cattivo uso&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(3)&lt;/span&gt; che spesso di questa prescrizione si fa, ciò si può ottenere, a costo zero,:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Rendendo obbligatorio per tutti i comuni l'utilizzo del nome di dominio ad essi riservato dal &lt;a href="http://www.nic.it/" target="_blank"&gt;Registro Italiano in Internet&lt;/a&gt; &lt;span style="font-size:78%;"&gt;(4)&lt;/span&gt;, vietando nel contempo l'utilizzo di denominazioni con estensioni le più varie come oggi avviene;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Rendendo obbligatoria la archiviazione on line di tutti gli atti amministrativi; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;Rendendo obbligatoria, e non facoltativo, l’utilizzo della possibilità che il sito del Governo &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.italia.gov.it/" target="_blank"&gt;(Italia.Gov.it)&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; offre a tutti i comuni. &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;Il sito governativo, che offre la possibilità di inserire files di informazioni e dati nello spazio dedicato all’ &lt;a href="http://www.italia.gov.it/servlet/ContentServer?pagename=e-Italia/Structure&amp;amp;pagetype=livello2&amp;amp;form=ente&amp;amp;servizio=1148920148083" target="_blank"&gt;Accesso on line agli atti amministrativi comunali&lt;/a&gt;, di fatto realizza l' Albo Pretorio on line. Opportunità che se codificata permetterebbe di rendere obbligatorio pubblicare &lt;span style="font-size:85%;"&gt;(ed archiviare) &lt;/span&gt;con data certa :&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;le delibere consiliari, le decisioni di giunta, i decreti e le ordinanze;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;il piano degli investimenti e i relativi aggiornamenti; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;pubblicare atti, concorsi, contratti, concessioni, bandi di opere pubbliche e successive assegnazioni;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;l’elenco dei consulenti e dei professionisti utilizzati;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;le convocazioni del Consiglio Comunale e della Giunta con l’indicazione della data, dell’ora, dei punti all’OdG e dei modi per ottenere la documentazione a supporto;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;L’utilizzo obbligatorio di questo spazio &lt;span style="font-size:85%;"&gt;(e un adeguato sistema di archiviazione)&lt;/span&gt; potrebbe rendere possibile di realizzare, in futuro, una banca dati statistica e un prontuario pratico per quei piccoli comuni che, sprovvisti di adeguate professionalità, attualmente sono costrette a ricorrere a professionisti esterni per stilare proposte e specifiche adeguate a prezzi adeguati; &lt;ul&gt;&lt;/ul&gt;inoltre bisognerebbe:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;!--li&gt;.....&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Assegnare ad ogni comune una casella di posta certificata che permetta al cittadino &lt;em&gt;cliente&lt;/em&gt; di ottenere un ricevuta certa.&lt;/li--&gt;&lt;li&gt;Chiarire agli impiegati e agli amministratori comunali i limite dell’utilizzo della legge sulla privacy. Legge abusata nel tentativo di rendere poco trasparente la gestione corrente.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;Tutto questo può essere realizzato senza alcun costo per i comuni. Questi devono soltanto archiviare i propri documenti in un formato che non permetta modifiche fraduolente &lt;span style="font-size:85%;"&gt;(ad esempio utilizzando un file .pdf)&lt;/span&gt; in una cartella del proprio sito collegato all’area ad esso dedicata da www.Italia.gov.it.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attualmente solo 18 comuni utilizzano questa possibilità, peraltro impropriamente: i collegamenti sono al sito e no alle pagine specifiche. Cosa che può creare difficoltà o addirittura impossibilità a raggiungere i documenti di cui si ha bisogno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--------&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(1) Il progetto promuove:&lt;br /&gt;• una competizione virtuosa pubblico-privato, tale da consentire efficace valutazione dell’attività svolta dalle diverse strutture di servizio;&lt;br /&gt;• una logica di mercato nel rapporto con la PA, trasformando effettivamente (e non per slogan) il cittadino in cliente, avviando una innovazione destinata a trasformare il modo stesso in cui la PA concepisce se stessa.&lt;br /&gt;(2) Nel novero del primo scaglione di questi comuni (2919 comuni con un numero abitanti residenti minore di 1500 e con 1.725.000 abitazioni), dove il livello dei controlli contabili è, di molto, annacquato e dove sono, relativamente, più consistenti finanziamenti regionali e statali, si annida un 32% di comuni (circa 900) che si avvantaggiano di un numero di abitazioni (il 44% di tutte le abitazioni di questo scaglione) mediamente pari a 3,18 volte le abitazioni dei residenti.&lt;br /&gt;(3) In spregio alla trasparenza amministrativa, in alcuni casi, i file sono modificabili anche se pubblicati, vengono cancellati alla scadenza, si limitano alla pubblicazione della delibera e non contengono i necessari allegati tecnici.&lt;br /&gt;(4) Il Registro Italiano in Internet gestito dal Consiglio Nazionale delle Ricerche detiene per legge un elenco preformato di nomi a dominio dedicati ai comuni per le attività istituzionali, non assegnabili liberamente (ad esempio: www.comune.sannicolaarcalla.cs.it)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8195773-516689304678714057?l=proposteulivo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://proposteulivo.blogspot.com/feeds/516689304678714057/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8195773&amp;postID=516689304678714057' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/516689304678714057'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/516689304678714057'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://proposteulivo.blogspot.com/2008/09/competizione-virtuosa-una-proposta.html' title='Competizione Virtuosa: una proposta'/><author><name>Francesco Nunziata</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07724218482297351230</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://4.bp.blogspot.com/_aRyGIpDC3rs/SlWp7nqWsjI/AAAAAAAAAA4/6qc0SF5PoVs/S220/nunziata_1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8195773.post-4231511960523218157</id><published>2008-09-21T15:56:00.033+02:00</published><updated>2009-08-23T10:42:10.504+02:00</updated><title type='text'>Risparmio energetico: eolico?</title><content type='html'>Le semplificazioni di tipo giornalistico riuniscono in un solo contenitore tutte le opzioni di risparmio energetico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molte amministrazioni comunali&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(1)&lt;/span&gt;, strette dagli impellenti bisogni di cassa, si stanno facendo sedurre da aggressivi intermediari che propongono l'installazione di interi parchi eolici, in nome del risparmio energetico e di un possibile risparmio di migliaia di Kg di CO2&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(2)&lt;/span&gt; ma sicuramente più interessati al &lt;b&gt;&lt;a href="http://www.cnp-online.it/eolico/questioneeolica.html"&gt;“sistema dei certificati verdi”&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; più che al peso etico ed economico che le energie da fonti rinnovabili assumono di questi tempi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il risparmio energetico, o meglio, l’incasso di possibili royalties &lt;span style="font-size:85%;"&gt;(sic!)&lt;/span&gt; ha altre possibili soluzioni meno invasive e meno aleatorie che non comportano lo scempio ambientale &lt;span style="font-size:78%;"&gt;(3)&lt;/span&gt; derivante dal cedere a terzi la concessione per l’installazione di un ingombrante &lt;em&gt;parco&lt;/em&gt; eolico.&lt;br /&gt;Senza contare l’invasività&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(4)&lt;/span&gt;, l'effettiva produttività dell'installazione&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(5)&lt;/span&gt;, il rumore, il danno ai boschi ed ai terreni circostanti e non ultimo il danno allo skyline in aree dove si progetta uno sviluppo di tipo turistico e persino fantasiosi porti turistici.E senza tenere in alcun conto il danno che una simile installazione procura ai comuni viciniori!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi immaginate uno yacht che si avvicina alla costa, per esempio per raggiungere un porto, che si trova ad ammirare un panorama costituito da un “parco” di 30-40 pali alti 100 metri con rotori di 60 metri? Ma vi pare che una ipotesi del genere sia il “meglio” specie per questo tipo di comuni che basano la propria economia sul turismo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo spirito di un investimento ambientale deve avere come interesse prioritario lo sviluppo sostenibile e compatibile con le esigenze del mercato delle attività prevalenti del territorio.&lt;br /&gt;Se un investimento deve essere fatto nel campo del risparmio energetico questo deve essere trovato nel solare, nel fotovoltaico, nell’illuminazione stradale a Led, nell’utilizzo di pannelli solari termici, così come è stato realizzato con successo dal comune di &lt;a href="http://www.comuneditorraca.it/uploaded/albo/1459186Ap08.pdf"&gt;Torraca&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(6)&lt;/span&gt;, un paese del Cilento forte di 1200 abitanti.&lt;br /&gt;Torraca è l’esempio evidente di come lo spirito di iniziativa dei sindaci e l’attenzione crescente alle tematiche ambientali possano generare benefici alla popolazione, attraverso la realizzazione di singoli progetti coordinati in modo coerente per soddisfare le diverse esigenze di servizio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La proposta è di lasciare ad una commissione composta da Provincia, Regione e Sopraintendenza ai Beni Ambientali la responsabilità dell’approvazione dei progetti di risparmio energetico che prevedono alterazioni dell'ambiente naturale del territorio, specificatamente nel campo eolico, imponendo la formazione di un tavolo di concertazione tra questi enti le associazioni ambientaliste locali ed i comuni viciniori, sulla base di un piano di sviluppo congruente ed omogeneo, a partire dal parere della Commissione di Valutazione di Impatto Ambientale.&lt;br /&gt;------------&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(1)&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt; Tra questi alcuni piccoli comuni turistici dell'area calabrese del Golfo di Policastro, una area in cui l’iniziativa Progetto Golfo Amico progetta di valorizzare in uno la costa ed i numerosi parchi montani verso un turismo ecocompatibile, progettano di mandare in approvazione la concessione a terzi di installazione di futuri Parchi Eolici.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(2)&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:78%;"&gt;Gas responsabile dell'effetto serra&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(3)&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Energia_eolica#Storia_dell.27eolico"&gt;Da Wikipedia&lt;/a&gt;: Gli aspetti negativi delle turbine eoliche sono diversi.&lt;br /&gt;L'impatto ambientale, seppur rivalutato negli ultimi anni, è un grosso disincentivo all'istallazione di questo genere di impianti. Nella gran parte dei casi infatti i luoghi più ventosi risultano essere le cime ed i pendii di colline e montagne, spesso luoghi dove la natura viene protetta e dove gli impianti eolici risultano visibili anche da grande distanza, con un impatto paesaggistico in alcuni casi non tollerabile. Inoltre generano un lieve inquinamento acustico, che in ecosistemi delicati potrebbe influenzare la vita delle specie animali presenti.&lt;br /&gt;Recentemente, le autorità preposte al controllo del traffico aereo di alcuni paesi hanno avanzato delle perplessità circa l'installazione di uovi parchi eolici: essi sono in grado, in molti casi, di interferire con l'attività dei &lt;a title="Radar" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Radar"&gt;radar&lt;/a&gt;, i quali non riescono facilmente ad eliminare gli echi dovuti alle torri eoliche, a causa della loro elevata &lt;a title="RCS" href="http://it.wikipedia.org/wiki/RCS"&gt;RCS&lt;/a&gt; (Radar Cross Section) e, soprattutto, delle pale in continua rotazione che un sistema di telerilevamento può scambiare erroneamente per velivoli in movimento.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(4)&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:78%;"&gt;L’energia producibile dipende dal cubo della velocità del vento e perciò una diminuzione del 20% della ventosità porta al crollo della produzione (-50%). Infatti, il vento varia considerevolmente in funzione della quota e della topografia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(5)&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:78%;"&gt;L'eolico è improduttivo. La scarsissima produzione elettrica dichiarata dal Gestore di rete, pari a circa l’1% del fabbisogno, a fronte di circa 3000 MW di potenza installata; problema riconducibile unicamente alla scarsa vocazione del territorio italiano che riscontra una media di producibilità di sole 1500 ore/anno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(6)&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:78%;"&gt;Torraca appartiene alla Provincia di Salerno e dista 159 chilometri da Salerno, capoluogo della omonima provincia, conta 1.232 abitanti (Torracchesi) e ha una superficie di 15,8 chilometri quadrati per una densità abitativa di 77,97 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 452 metri sopra il livello del mare. Il territorio del Comune risulta compreso tra i 50 e i 885 metri sul livello del mare.&lt;br /&gt;Torraca rappresenta un’esperienza concreta di come il settore pubblico può influire sulle abitudini e sulla qualità della vita della cittadinanza residente e di quella di passaggio con l’obiettivo anche di risultare sempre più attrazione turistica sostenibile.&lt;br /&gt;Torraca aderisce al progetto “Comuni AzzeroCO2” promosso dall’omonima "AzzeroCO2" fondata da Legambiente, Ambiente Italia e Kyoto Club e fa parte quindi di quei Comuni che vogliono costituire una rete di buone pratiche realizzate con il coinvolgimento del Territorio.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8195773-4231511960523218157?l=proposteulivo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://proposteulivo.blogspot.com/feeds/4231511960523218157/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8195773&amp;postID=4231511960523218157' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/4231511960523218157'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/4231511960523218157'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://proposteulivo.blogspot.com/2008/09/le-semplificazioni-di-tipo.html' title='Risparmio energetico: eolico?'/><author><name>Francesco Nunziata</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07724218482297351230</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://4.bp.blogspot.com/_aRyGIpDC3rs/SlWp7nqWsjI/AAAAAAAAAA4/6qc0SF5PoVs/S220/nunziata_1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8195773.post-2575458323563637502</id><published>2008-08-02T17:36:00.011+02:00</published><updated>2009-05-20T07:52:33.540+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fisco'/><title type='text'>Una proposta per favorire lo sviluppo equilibrato delle imprese</title><content type='html'>Il tentativo di imbrigliare il dilagante utilizzo di stipendi stratosferici, fring benefit e delle stock option che i manager delle grandi imprese si assegnano a tutto svantaggio dei piccoli azionisti che vedono gli utili sfuggire, la dissennata crescita dei prezzi dei prodotti, con la conseguente crescita dell'inflazione, in un mercato, quello del nostro paese, tanto piccolo da potersi definire, in un modo o nell'altro, &lt;em&gt;captive,&lt;/em&gt; ed, infine, il tentativo di poter intervenire sul livello delle tariffe dei servizi a parità di qualità del servizio offerto, spingono a fare proposte che hanno il principale scopo di contribuire alla chiarezza del rapporto tra costi, prezzi ed utili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella logica su esposta, al fine di separare nettamente l'impresa dalla persona che in questa lavora,&lt;br /&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;le piccole imprese familiari, artigiani, commercianti e professionisti:&lt;/strong&gt; &lt;/li&gt;dovranno distinguere i costi e i ricavi dell'attività professionale dai redditi personali. Pertanto i titolari di queste imprese dovranno:&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;iscrivere nel proprio bilancio annuale, civile e fiscale, per l'attività svolta in favore dell'impresa, il valore di &lt;em&gt;retribuzioni convenzionali&lt;/em&gt; per se stessi, e per gli eventuali familiari. &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;Tale retribuzione, che sarà soggetta ai prelivi &lt;em&gt;contributivi&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;fiscali&lt;/em&gt; di legge utilizzati per i lavoratori dipendenti, non potrà essere inferiore alla &lt;em&gt;retribuzione media&lt;/em&gt; nè alla retribuzione minima sindacale del settore, per la funzione svolta.&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;L'imprenditore che svolge la propria attività al servizio della propria impresa non può essere considerato &lt;em&gt;solo&lt;/em&gt; un imprenditore ma è sempre più, contemporaneamente, un lavoratore oltre che un investitore.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;Così procedendo l'utile di impresa potrebbe essere tassato come è tassato qualsiasi investimento finanziario (attualmente al 12%).&lt;br /&gt;Le imprese incapienti, a meno che non dimostrino di avere investito in ricerca e sviluppo, potranno essere "accertate".&lt;br /&gt;Con un evidente vantaggio per l'imprenditore che paga le tasse per il reddito di impresa come investitore ed è tassato come un qualsiasi dipendente per il proprio reddito di lavoro con un evidente risparmio fiscale.&lt;br /&gt;Le entrate dello Stato, a propria volta, guadagnano da chi sinora le ha pagate in parte o non le ha mai pagate, l'evidente opportunità di recuperare contributi di legge per quanto riguarda la previdenza, il fondo pensioni, il Servizio Sanitario, ecc. &lt;br /&gt;A questo proposito:&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;il fondo liquidazione relativo ai dipendenti di questo tipo di imprese, se lasciato in azienda, potrebbe essere conferito ad un gestore che avrà il potere di riversare il versato, dopo averlo assicurato, alle necessità produttive dell'imprese, se da questa richiesto allo tasso di rivalutazione stabilito dalla legge più uno spread per il servizio prestato dalla banca.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;realizzando così un procedimento che chiarisce i ruoli ma non cambia la sostanza dell'attuale procedura e che permette al piccolo imprenditore di non ritrovarsi a dover versare somme molto spesso non liquide.&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Tutte le imprese&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;Distinguendo, anche in questo caso, tra impresa, cittadino azionista e contribuente soggetto alla fiscalità generale, dovranno:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;dichiarare in bilancio le retribuzioni del proprio top management, il monte compensi di ciascuno dei propri organi statutari ed i relativi fringe benefit&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;sarà detraibile per il bilancio fiscale solo il corrispettivo valorizzato a prezzi di mercato nella misura della pura retribuzione diretta calcolata a parametri standard medi di settore e di funzione.&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;I contributi e/o finanziamenti statali non possono coprire spese per il personale eccedente uno standard di mercato di volta in volta predefinito.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Le imprese che ricevono autorizzazione alla cassa integrazione guadagni dovrà restituire le cifre erogate non appena la situazione produttiva lo consentirà.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;La Cassa Integrazioni Guadagni funzionerà così come un fondo rotativo, una sorta di assicurazioni, aperto a &lt;em&gt;tutte&lt;/em&gt; le imprese eliminando le storture applicative tra le imprese e non facendo pagare il sempre più frequenti buchi di produzione (che non sempre significa crisi strutturale per le aziende)&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Più in generale:&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;Le imprese che forniscono servizi soggette al controllo di una Autority&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Dovranno separare nettamente, e non solo contabilmente, le attività soggette al controllo dell'Autority&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Il livello degli utili conseguiti da queste imprese che supera un certo limite predefinito sarà tassato con una aliquota più alta&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;non dovranno essere conteggiate, nella determinazione della tariffa, le spese non essenziali alla produzione del servizio (pubblicità, spese promozionali, spese generali non direttamente connesse, eventuali sconti, ecc.)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;Eliminando le storture di contabilità che esprimono costi assolutamente sovradimensionati, di cui le imprese, per forza di cose non si sentono responsabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con un indiscutibile miglioramento dei prezzi dei servizi ed una più equa remunerazione del servizio prodotto &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---------&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8195773-2575458323563637502?l=proposteulivo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://proposteulivo.blogspot.com/feeds/2575458323563637502/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8195773&amp;postID=2575458323563637502' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/2575458323563637502'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/2575458323563637502'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://proposteulivo.blogspot.com/2007/07/una-proposta-per-visco.html' title='Una proposta per favorire lo sviluppo equilibrato delle imprese'/><author><name>Francesco Nunziata</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07724218482297351230</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://4.bp.blogspot.com/_aRyGIpDC3rs/SlWp7nqWsjI/AAAAAAAAAA4/6qc0SF5PoVs/S220/nunziata_1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8195773.post-1274181848453306478</id><published>2008-07-02T17:31:00.023+02:00</published><updated>2008-09-14T12:45:10.967+02:00</updated><title type='text'>Certificazione dei Bilanci dei piccoli comuni italiani</title><content type='html'>Il Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 - &lt;span style="font-size:85%;"&gt;TESTO UNICO DELLE LEGGI SULL’ ORDINAMENTO DEGLI ENTI LOCALI&lt;/span&gt; ha definito l'autonomia dei comuni senza nel contempo ridefinire una, necessaria, struttura di controlli e senza aver previsto una qualsivoglia sistema di avvicinamento alla complessità dei compiti da affrontare&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(1)&lt;/span&gt;. Specie per quei comuni che hanno una struttura tecnico amministrativa striminzita e spesso non all'altezza dei compiti assegnati. Questo vale, in particolare, per i comuni con meno di 5000 abitanti, la maggior parte dei comuni italiani.&lt;br /&gt;La stessa legge, per questi comuni, ha assegnato alla maggioranza ed al sindaco, direttamente eletto, la gestione diretta della cosa pubblica.&lt;br /&gt;Escludendo del tutto l'apporto delle minoranze!&lt;br /&gt;Sindaci, spesso impreparati&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(2)&lt;/span&gt;, che, malgrado la sancita separazione dei poteri tra la politica e la gestione, hanno ampi poteri di interdizione sui dirigenti e sui dipendenti.&lt;br /&gt;Se, poi, si tiene in conto che molto spesso in questi comuni si presentano liste che niente hanno a che vedere con la politica, frutto di inestricabili reti di interessi locali, il sindaco si trova a detenere poteri inusitati.&lt;br /&gt;Sindaci e maggioranze che spesso perseguono il solo interesse della rielezione e che per questo si limitano a risolvere i problemi del giorno dopo, quando va bene, ma che ancor più spesso sono, consapevoli, vittime di intrallazzatori.&lt;br /&gt;In un contesto in cui qualunque mancanza di prospettiva non fa altro che favorire il degrado.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Senza alcuna sanzione per chi lo ha provocato!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La proposta è di ripristinare un minimo di controllo, almeno legale, sulle azioni intraprese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo i Comuni, specie quelli piccoli, :&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;dovranno utilizzare per la certificazione del proprio bilancio professionisti iscritti all'Albo dei Revisori dei Conti.&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Nella costruzione del bilancio, la &lt;em&gt;competenza&lt;/em&gt; dei ricavi dovrà sempre essere quella dell'anno di riferimento e non quello dell'iscrizione a ruolo. I &lt;em&gt;Residui Attivi&lt;/em&gt;, facenti riferimento ad una competenza di anzianità superiore a 12 mesi precedenti il bilancio in esame sono iscritti &lt;em&gt;per memoria&lt;/em&gt; e non concorrono alla formazione del &lt;em&gt;risultato economico&lt;/em&gt; ne alla formazione dei "crediti". Essi rientrano nel bilancio ad incasso avvenuto e sono inseriti in un apposito capitolo specificatamente destinato ai ricavi straordinari. &lt;span style="font-size:78%;"&gt;(3)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;parimenti&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;I &lt;em&gt;Residui Passivi&lt;/em&gt;, facenti riferimento a debiti da forniture con una anzianità superiore a 12 mesi precedenti il bilancio in esame, dovranno essere iscritti tra i &lt;em&gt;debiti finanziari&lt;/em&gt; alla stregua di un qualsiasi finanziamento ottenuto.&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(4)&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Non dovranno essere utilizzati gli incassi per partite diverse dal titolo di provenienza, specie per quanto riguarda gli incassi relativi alla fornitura di servizi. &lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Potranno istituire o partecipare solo a società di &lt;em&gt;scopo&lt;/em&gt; che presentino un oggetto sociale definito per una missione specifica e che non fondino la propria sopravvivenza sul solo mercato generato dai soli soci pubblici.&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Le opere pubbliche, anche se realizzati da privati o finanziate da enti terzi, le modifiche allo Statuto comunale, le modifiche organizzative che coinvolgono i dirigenti e/o gli stessi consiglieri/assessori, dovranno essere approvate con maggioranze qualificate (dovranno essere votate anche da almeno un terzo dei consiglieri di minoranza).&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Assunto che le amministrazioni comunali diventano sempre più centri di servizi, con responsabilità del risultato, esse dovranno iscrivere in bilancio come debito le somme ottenute per opere pubbliche non terminate o non utilizzate entro un anno dalla prevista consegna. Tali somme dovranno essere restituite ai finanziatori sia che questi siano pubblici sia che questi siano i cittadini che pagano le tasse.&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;Sostituire il parametro &lt;em&gt;residenti&lt;/em&gt; con quello di &lt;em&gt;cittadini&lt;/em&gt;. La struttura della legislazione italiana commisura sul numero dei cittadini residenti la rappresentatività, il sistema di votazione, il livello delle regole contabili, la distribuzione delle risorse e dei finanziamenti. Senza tener conto che il pacchetto di entrate su cui i comuni possono contare è, ormai, tutto imperniato sul numero e il valore delle abitazioni (ICI, ecc.).&lt;br /&gt;Attenzione! In molti casi il divario tra numero di cittadini che paga tasse e tributi per abitazioni presenti sul territorio e il numero residenti raggiuge livelli di 2 a 1 e in certi casi di 20 a 1.&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(5)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Alcuni comuni, specie quelli turistici con tante seconde case, hanno interpretato, &lt;em&gt;liberamente&lt;/em&gt;, l'applicazione dell'imposta di scopo, sfruttando la ambiguità della legge. Se l'imposta di scopo ha lo scopo di finanziare gli investimenti questa dovrà essere applicata al reddito prodotto da cittadini con diritto di voto che sono i soli a possono dire la loro sulla utilità dell'investimento programmato.&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;ed infine&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Prevedere che agli amministratori comunali nuovi eletti venga somministrato uno &lt;em&gt;stage&lt;/em&gt; di due o tre settimane che dia a questi benemeriti cittadini, che spesso non sono avvezzi alle cose legali ed economiche, strumenti di orientamento alla missione da svolgere.&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;---------&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(1) Gli amministratori dei comuni con meno di 15000 abitanti risultano essere laureati per il 23%, diplomati per il 45%. Il rimanente 32% ha al massimo la licenza di scuola media inferiore. Il 39,4% sono operai.&lt;br /&gt;(2) I Sindaci dei comuni in carica al 2006 risultano essere per il 36,8% laureati (equamente suddividsi tra medici, ingegneri, insegnanti). Il il 41% possiede il diploma di scuola media superiore. Il rimanente 32% ha al massimo la licenza di scuola media inferiore. Il 41% sono operai. Solo il 36% possiede un background di tipo economico.&lt;br /&gt;(3) I circa 7500 piccoli comuni di questo paese , forti del 42% della popolazione, portano, ancora, a ricavi entrate per ICI, Tarsu, ecc. riferiti agli anni novanta mai incassati e difficilmente incassabili. Truccando così i propri Bilanci, bilanci che nessuno avrà mai voglia di controllare.&lt;br /&gt;(4) In molti casi i debiti per forniture cicliche provenienti da imprese pubbliche vengono lasciati montare. a, consapevole, copertura di un possibile stato di insolvenza.&lt;br /&gt;(5) Nel novero del primo scaglione di questi comuni (2919 comuni con un numero abitanti residenti minore di 1500 e con 1.725.000 abitazioni), dove il livello dei controlli contabili è, di molto, annacquato e dove sono, relativamente, più consistenti finanziamenti regionali e statali, si annida un 32% di comuni (circa 900, ) che si avvantaggiano di un numero di abitazioni (il 44% di tutte le abitazioni di questo scaglione) mediamente pari a 3,18 volte le abitazioni dei residenti. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8195773-1274181848453306478?l=proposteulivo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://proposteulivo.blogspot.com/feeds/1274181848453306478/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8195773&amp;postID=1274181848453306478' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/1274181848453306478'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/1274181848453306478'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://proposteulivo.blogspot.com/2007/07/certificazione-dei-bilanci-pubblici-e.html' title='Certificazione dei Bilanci dei piccoli comuni italiani'/><author><name>Francesco Nunziata</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07724218482297351230</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://4.bp.blogspot.com/_aRyGIpDC3rs/SlWp7nqWsjI/AAAAAAAAAA4/6qc0SF5PoVs/S220/nunziata_1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8195773.post-2751107628313738631</id><published>2007-11-09T17:47:00.001+01:00</published><updated>2007-12-23T10:13:40.957+01:00</updated><title type='text'>I nuovi briganti, i sindaci dei piccoli comuni</title><content type='html'>Capita sempre più spesso che lungo le strade statali e o provinciali, ma anche lungo le superstrade che lambiscono le mille e più piccole cittadine italiane, l'automobilista si trovi a dover viaggiare tra, continui, rallentamenti ed accellerazioni provocate da cartelli stradali che impongono limiti di velocità, tra loro contradittori e improbabili, posizionati dalle autorità municipali delle località che man mano si attraversano.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il meno che può capitare è che ci si trovi di fronte ad un limite di 70 km/h, ma molto spesso si passa da limiti di 30 km/h a limiti di 50 km/h su un tratto di strada statale, appositamente, presidiato da sistemi di controllo della velocità  allestiti dalla amministrazione  del territorio comunale attraversato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vale la pena di sottolineare che già il limite di velocità di 70 km/h risulta improprio per un tratto di Strada Statale libero da vincoli, che  la gestione ed il controllo delle Strade Statali  è di competenza e responsabilità di altre strutture amministrative dello Stato (Polizia Stradale) e che, pertanto, in prima istanza la polizia municipale non potrebbe poter operare fuori dal proprio territorio di competenza amministrativa.&lt;br /&gt;E che, quindi, l’amministrazione comunale non potrebbe né definire i limiti di velocità da utilizzare su quel tratto di strada, né instaurare condizioni di controllo delle violazioni.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Attività impropria, ai limiti delle responsabilità civile per gli incidenti che potenzialmente può provocare, che vìola il principio di continuità della prescrizione di limite della velocità lungo una strada, che essendo intercomunale e/o interprovinciale, deve essere gestita in termini di sicurezza, e quindi di prescrizione e gestione dei limiti di velocità, da una amministrazione di livello superiore, intercomunale, quale è l'amministrazione competente alla gestione amministrativa (Provincia o Regione a seconda dei casi) e vigilata da un sistema di sicurezza e controllo anch'esso di livello superiore (la polizia stradale).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma, anche, situazione, impropria, che pone l’amministrazione comunale nelle condizioni di sottrarre risorse economiche al bilancio dell’ente gestore della strada (o all’ente istituzionalmente delegato al controllo, la Polizia Stradale). Ponendo l'attività  di controllo comunale nella condizione di raccogliere considerevoli volumi di multe a cittadini di passaggio, e quindi non residenti e non votanti, riversandole, indebitamente, nelle proprie casse. Venendo, così, meno al principio di responsabilità amministrativa stabilita dalla legislazione vigente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La, oramai, diffusa pratica per i piccoli comuni di installare, specie nel periodo estivo, postazioni di controllo dei limiti di velocità è riconducibile alla evidente rinuncia da parte degli amministratori locali ad utilizzare il naturale codice etico,  patrimonio di una qualsiasi  istituzione pubblica nei rapporti con i cittadini, attraverso comportamenti elusivi, al solo scopo di fare cassa.&lt;br /&gt;Ma questa pratica ha raggiunto limiti di insopportabilità per i cittadini (specie i cittadini ivi non residenti), generando un diffuso e generale malcontento che, naturalmente, si riversa sulle autorità superiori (ministri, governo, ecc.) che sembrano di non accorgersene. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;In particolare, questa pratica è stata adottata da quasi tutti i comuni che si affacciano sul versante tirrenico della provincia di Cosenza ed in particolare dalle decine di piccoli comuni turistici (sic!) che si snodano lungo la strada statale 18.&lt;br /&gt;Per questi casi, come per tutti gli altri, ci si domanda come avviene:&lt;br /&gt;- che un utilizzo del 50% dei vigili comunali per il controllo dei limiti di velocità su una strada statale o provinciale non è perseguita come una  evidente esempio di cattiva gestione della cosa pubblica,  specie per queste località che sono soggette a continue violazioni amministrative (come l’edilizia abusiva, il mancato utilizzo della raccolta differenziata, l’escalation dei prezzi, l’offerta di servizi scadenti e non a norma, la presenza di venditori abusivi, ecc.), ad un sempre più presente inquinamento del territorio (riversamento in mare di reflui, incendi boschivi, ecc.) e, specie in estate, ad un costante disordine derivante da un traffico cittadino mal gestito;&lt;br /&gt;- che non venga rilevato dalla autorità competenti che spesso le postazioni allestite per il controllo della velocità sono presidiate da personale non adeguato e non qualificato (ausiliari del traffico o semplici terzisti) ed attrezzato con apparecchiature, di volta in volta,  noleggiate da imprese private, e quindi difficilmente certificalibi;&lt;br /&gt;- che nella maggior parte dei casi vengono comminate sanzioni per violazioni che “non superano il limite di velocità di oltre 10 km/h”, cioè di sanzioni che non prevedono la decurtazione di punti patente e quindi non sono soggette a verifica da parte della Prefettura locale;&lt;br /&gt;-  che nella quasi totalità dei casi nessun altro tipo di violazione viene contestato.&lt;br /&gt;-  che  l’attività di controllo viene incrementata nel periodo estivo per colpire chi provenendo da altre regioni  ha quel tratto della ss. 18 come unica via per raggiungere o lasciare la meta delle proprie vacanze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine sarà utile sottolineare che le amministrazioni comunali attraversate dalla ss18 lungo la fascia costiera tra Tortora e Diamante hanno consuntivano nel solo 2005 incassi per “risorse finalizzate codice della strada” per circa 1.000.000 di euro. Praia a Mare ha incassato il 71% dell’intera cifra. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nello specifico, il comune di Praia a Mare, che conta 6.700 abitanti e 2593 nuclei familiari, che può fare affidamento su un corpo di polizia municipale di 7 vigili, compreso il comandante il suo vice e un amministrativo, per controllare 80 km di strade interne al centro abitato e per una superficie totale del Comune di 23 ha, negli ultimi 5 anni, ha portato l’introito per violazioni al codice della strada  dai 100.000 euro del 2001 ai 669.000 euro del 2005 con un incremento del 669%, il 12,1% di tutte le entrate tributarie ed extra tributarie realizzate. Le altre località sopra indicate raggiungono una media del 2,15% . &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è bisogno di chiarezza e di una precisa definizione dell'&lt;em&gt;organizzazione&lt;/em&gt; statale allargata che colleghi &lt;em&gt;gestione&lt;/em&gt; a &lt;em&gt;responsabilità&lt;/em&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarebbe utile ed interessante che le Istituzioni Statali preposte al controllo della legalità ed al controllo dell’ordine pubblico si facessero parte attiva avviando un sistematico controllo delle possibili anomalie, proponendo soluzioni comportamentali e/o legislative e verificando, se possibile, quanto il perseguimento di attività di questo tipo da parte delle amministrazioni interessate al  fenomeno pesi sulla mancata espansione del turismo calabrese ed in generale al mantenimento della quiete sociale nell'intero paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dei circa 2 milioni di contravvenzioni per eccesso di velocità del 2005 (+20% rispetto all'anno precedente) solo il 50% è comminato dalla Polizia Stradale (La Repubblica 19/01/07). Un gruzzolo che vale, per il momento, tra i 400 e i 600 milioni di euro.  Il rimanente è incassato dai Comuni. Un gruzzolo, in rapida crescita che vale, per il momento, tra i 400 e i 600 milioni di euro. Con grave danno per la sopravvivenza delle istituzioni pubbliche ( Polizia Stradale, Ministero dell'Interno e per…… l’ANAS).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La proposta&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il ministro Lanzillotta ed il ministro Nicolais dovrebbero mettere mano ad un più generale problema della contabilità pubblica:&lt;br /&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;Le entrate e gli incassi relative ad attività di responsabilità del comparto pubblico allargato, da qualunque ente incassato, dovrebbero essere destinati alla &lt;em&gt;istituzione, funzione, ufficio o capitolo contabile&lt;/em&gt; detentore della responsabilità o del titolo di proprietà per il quale le relative cifre vengono nominativamente incassate.&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;L'Ente, istituzione, funzione, ufficio o capitolo contabile, che si è impegnato nell'incasso potrebbe avrebbe diritto ad una &lt;em&gt;royalties&lt;/em&gt; (5-10% dell'incassato) a copertura dell'attività svolta, ma dovrebbe iscrivere a debito verso terzi le cifre incassate, le sanzioni accessorie e gli eventuali interessi legali maturati. &lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;L'Ente, l'istituzione, funzione, ufficio o capitolo contabile, &lt;em&gt;responsabile della gestione del tratto stradale&lt;/em&gt; nel caso di specie, naturalmente iscriverà le relative entrate,  le sanzioni accessorie  e gli oneri finanziari maturati a proprio credito e potrà destinare le cifre così ricavate alle attività del servizio di manutenzione della strada gestita.&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;La responsabilità delle amministrazioni comunali non devovo essere costruite su basi territoriali, nel caso di specie la modifica/utilizzazione di limiti di velocità sulle strade proviciali/statali autonome, cosa che fa pensare ai sindaci come "&lt;em&gt;re&lt;/em&gt;ucci" di un territorio, ma in base ai &lt;em&gt;"risultati"&lt;/em&gt; delle azioni intraprese.&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Il personale a servizio di una funzione pubblica, nel caso di specie i vigili urbani, devono svolgere i compiti istituzionali a cui sono delegati. L'utilizzo del personale per funzioni non proprie va punito con strumenti amministrativi o legali come il &lt;em&gt;peculato&lt;/em&gt;, come avviene quando si utilizza in modo improprio un bene pubblico (vedi il caso di utilizzo improprio di una auto di servizio).&lt;br /&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;/ol&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8195773-2751107628313738631?l=proposteulivo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://proposteulivo.blogspot.com/feeds/2751107628313738631/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8195773&amp;postID=2751107628313738631' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/2751107628313738631'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/2751107628313738631'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://proposteulivo.blogspot.com/2007/11/i-nuovi-briganti-i-sindaci-dei-piccoli.html' title='I nuovi briganti, i sindaci dei piccoli comuni'/><author><name>Francesco Nunziata</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07724218482297351230</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://4.bp.blogspot.com/_aRyGIpDC3rs/SlWp7nqWsjI/AAAAAAAAAA4/6qc0SF5PoVs/S220/nunziata_1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8195773.post-2873291526770246670</id><published>2007-07-02T17:05:00.000+02:00</published><updated>2007-07-03T07:54:31.970+02:00</updated><title type='text'>Disponibilità per le imprese della documentazione degli Enti Pubblici.</title><content type='html'>La documentazione tecnico economica di settore prodotta dagli Enti Pubblici, UNI (Unificazione Italiana), Camere di Commercio, per non parlare di ACI e persino di ANCITEL e più in generale della documentazione presente negli archivi degli Enti Pubblici, cosi come avviene per i dati ISTAT , deve essere consultabile gratuitamente (specie se attraverso internet). Eventuali tasse, contributi, ecc. vanno applicati solo per richieste di documenti cartacei con valore legale ("certificati").&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I costi esorbitanti di una visura presso la Camera di Commercio, anche riferita alla propria impresa, un elenco di imprese o il costo di acquisto di una singola norma UNI scoraggia qualunque piccolo imprenditore dal "&lt;em&gt;produrre informato&lt;/em&gt;". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si capisce perchè un cittadino, un impresa, che già paga diritti esorbitanti o un ente pubblico debba non poter accedere ad informazioni che sono pubbliche per il solo fatto che siano state fornite dalle imprese stesse. I diritti di segrateria devono  essere applicati alle certificazioni. Per ottenere una lista di imprese di un dato settore a cui destinare una azione di  mailing bisogna essere abbonati, costa un gran lavoro di scelta ed un costo esorbitante &lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;sup&gt;(1)&lt;/sup&gt;&lt;/span&gt;; per visionare i bilanci dei comuni bisogna essere abbonati e bisogna essere un Comune; il costo di un fascicolo di Norma CEI costa centinaia di Euro &lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;sup&gt;(2)&lt;/sup&gt;&lt;/span&gt;, danneggiando la qualità dei prodotti e riducendo la capacità di queste piccole imprese di conoscere meglio fornitori, clienti e competitori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre, tutti i documenti pubblici, o inseriti nella rete internet, dovrebbero, per legge, riportare in calce, su ogni pagina, titolo del documento, estensore (nickname) e sopratutto la data. Il rischio è che trasferiamo, a chi le cerca, notizie vecchie e non riusciamo a colpire chi pubblica notizie errate, almeno con il discretito personale. Se mancanti, Basterà che il gestore della rete apporti automaticamente queste informazioni. Per le cose che già sono in rete vale la data di avvio della procedura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarebbe il caso, poi, che il ministro per l'innovazione, ed ogni altro ministro pubblichino &lt;em&gt;in chiaro&lt;/em&gt; la propria casella e mail.La maggior parte dei ministri, a parte il Presidente Prodi, non pubblica la propria casella e mail e, spesso, quella contenuta nel sito del ministero è una casella del tutto generica, comunque non dedicata al rapporto con il cittadino, come dovrebbe essere in una dimensione sempre più orientata ad internet.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--------&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;sup&gt;(1)&lt;/sup&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;Nonostante i recenti interventi del Ministero dell'Industria, che lo ha ridotto a circa un quarto, a causa dei meccanismi e delle regole imposte, ad un elenco di imprese suddiviso per categorie viene applicato il diritto di segreteria tante volte quante sono le località e i categorie ISTAT selezionate e comunque un elenco necessariamente grezzo alla fine costa alcune centinaia di euro.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;sup&gt;(2)&lt;/sup&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Giacomo Dalessandro scrive sulla posta di Repubblica: ".. poi, parlando del Sistema Italia che deve essere aggiornato in tempo reale, si pone il problema che tutta la normativa tecnica deve essere distribuita a costi politici, e non come succede attualmente:- Per esempio nel settore elettrico, il costo di un fascicolo di Norma CEI costa centinaia di Euro, ed il professionista o l'istallatore non può permettersi di spendere 3-4000 Euro l'anno per aggiornarsi con decine di norme l'anno (oltre al tempo tecnico di lettura ed apprendimento, ed oltre alla continua uscita di nuove norme che sorpassano le precedenti nel giro di qualche anno). Tutto ciò è assurdo e non consente al paese reale di stare al passo con la normativa. Nel mio caso specifico di professionista, l'aggiornamento riguarda anche la normativa antincendio, la legislazione tecnica, ecc. oltre al grandissimo esborso per il software da utilizzare, quale autocad, word, excell, ecc. ..."&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8195773-2873291526770246670?l=proposteulivo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://proposteulivo.blogspot.com/feeds/2873291526770246670/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8195773&amp;postID=2873291526770246670' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/2873291526770246670'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/2873291526770246670'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://proposteulivo.blogspot.com/2007/07/la-documentazione-tecnico-economica-di.html' title='Disponibilità per le imprese della documentazione degli Enti Pubblici.'/><author><name>Francesco Nunziata</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07724218482297351230</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://4.bp.blogspot.com/_aRyGIpDC3rs/SlWp7nqWsjI/AAAAAAAAAA4/6qc0SF5PoVs/S220/nunziata_1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8195773.post-265682827016488162</id><published>2007-06-19T10:12:00.000+02:00</published><updated>2007-08-13T08:02:18.460+02:00</updated><title type='text'>I sindaci delle nostre città: ottomilacento piccoli re (sic!)</title><content type='html'>Leggo da molte parti di parlamentari che si battono a favore della rieleggibilità dei sindaci dei comuni, specie quelli piccoli. Gente agguerrita che sembra sempre più pronta ad aggirare la legge vigente nel tentativo di rimanere in sella, tra il disinteresse di tutti.&lt;br /&gt;Notizie di stampa che dovrebbe essere lette come un impropri tentativi di superare un sacrosanto divieto di eleggibilità dei sindaci oltre i due mandati, vengono ignorati dall'opinione pubblica, giustificati dalla stampa, non perseguiti dalle autorità preposte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le disposizioni di legge che danno ai sindaci, per cinque anni, potere assoluto di gestione, specie per quando riguarda le piccole comunità, che rappresentano il 91,8% degli 8103 comuni italiani con il 42,2% della popolazione, ha sicuramente semplificato la vita al sindaco eletto, ma ha anche creato piccoli Ras che, spesso, utilizzano il loro potere assoluto come merce di scambio per consolidare le proprie attese di futuro sviluppo politico (sic!).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Possono revocare i propri assessori, i più di fatto escludono le minoranze, anche dalla gestione corrente, si fanno rieleggere spesso utilizzando il voto di scambio e quando non possono più essere rieletti, fanno eleggere teste di legno, fratelli, mogli, gregari per continuare a governare, contro lo spirito della legge, come vice sindaco o come direttore generale (vedi, per esempio, Gentilini o Praticò a Praia aMare), senza che nessuna "autorità" si opponga .&lt;br /&gt;Per di più se il paese è “turistico” ( vi sono 4951 paesi con un rapporto tra “seconde” e prime case che vanno dal 15% al 1700%)  questi piccoli &lt;em&gt;ras&lt;/em&gt; utilizzano a piene mani la possibilità offertagli di gestire tasse, tributi e tariffe con ampia discrezionalità, senza doverne rispondere al momento del voto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un sistema che, così come configurato, è spesso bloccato, senza prospettive, che, spesso utilizza uomini senza capacità amministrativa e, sempre, opera senza controlli visto che l’unico controllo rimasto, con la normativa corrente, è la Relazione sul Bilancio del Revisore dei Conti (che il sindaco stesso nomina).&lt;br /&gt;Un controllo che, per i piccoli comuni, è spesso assegnato ad un ragioniere qualsiasi, non iscritto all’albo dei revisori dei conti, e... qualche volta sodale di partito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La rotazione voluta dalla legge con la ineleggibilità oltre i due mandati vuol tentare di rompere il naturale conflitto di interesse di un amministratore riconfermato. E poi, se così non fosse, si rischierebbe di soddisfare sempre e solo gli interessi della stessa parte politica (sic!).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Basta guardare i vari episodi di ribellione (dei sindaci) alle decisioni di autorità superiori (provincia, regione, governo e ..... commissari straordinari!) per ogni e qualunque atto che esuli dagli interessi della, spesso piccola o piccolissima, communità gestita e che possa portare quel tanto di supplemento di consenso necessario per essere rieletti! Vedi i sindaci ..... della spazzatura!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un paese che va verso la disgregazione istituzionale frutto di un giusto tentativo di ottenere stabilità di gestione e responsabilizzazione mal gestito, senza contrappesi e mancante di un qualsiasi controllo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La proposta seria non è l'eliminazione della rieleggibilità dei sindaci, ma il rafforzamento dei controlli con la nomina di un Revisore dei Conti iscritto all'albo e scelto da una Autorità terza, per esempio la stessa Corte dei Conti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8195773-265682827016488162?l=proposteulivo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://proposteulivo.blogspot.com/feeds/265682827016488162/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8195773&amp;postID=265682827016488162' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/265682827016488162'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/265682827016488162'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://proposteulivo.blogspot.com/2007/06/leggo-da-molte-parti-di-parlamentari.html' title='I sindaci delle nostre città: ottomilacento piccoli re (sic!)'/><author><name>Francesco Nunziata</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07724218482297351230</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://4.bp.blogspot.com/_aRyGIpDC3rs/SlWp7nqWsjI/AAAAAAAAAA4/6qc0SF5PoVs/S220/nunziata_1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8195773.post-115237435618449082</id><published>2006-07-08T17:55:00.000+02:00</published><updated>2006-07-17T13:53:10.220+02:00</updated><title type='text'>E' necessario un ricambio al vertice delle Ferrovie dello Stato?</title><content type='html'>Leggo che si vuol mandare a casa Elio Catania, l’ennesima testa d’uovo che le Ferrovie dello Stato ha bruciato.  Mai uno di questi “managers” è riuscito a governare le Ferrovie, fatto salvo, forse Schimberni.&lt;br /&gt;Ma leggo, poi, che lo si vuol sostituire con un certo Maurizio Moretti un ex sindacalista CGIL, uno dei tanti che all’epoca del duo Viaciago/Necci , fu premiato per aver mandato a casa circa 100.000 ferrovieri e tra questi il fior fiore dei tecnici, inestimabile patrimonio della società.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi domando se qualcuno delle persone che si alternano al governo di questo strano paese si sia mai seriamente domandato perché le Ferrovie dello Stato hanno raggiunto il fondo.&lt;br /&gt;Ma mi chiedo, anche, se è possibile che questi stessi nostri rappresentati non si rendano conto che il livello di sfascio raggiunto non sia il risultato del mancato rinnovo di una classe di dirigenti intermedi incapace di fare il proprio mestiere e orientati solo a consolidare il proprio piccolo potere.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Errori nella scelta degli investimenti, errori nella scelta delle priorità, errori nella scelta del segmento di mercato da servire, errori nelle strategia di mercato, errori di gestione, superficialità nelle scelte sulla sicurezza, arroganza, e assoluta mancanza dei più elementari principi etici che devono essere oggetto della gestione di un servizio, specie se questo servizio è fornito da una società dello Stato.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;I ritardi, ormai divenuti cronici tanto da dover richiedere un allungamento dei tempi in orario (vedi p.e. l’allungamento di 20 minuti del percorso Reggio Calabria/Roma per l’intercity plus), le lunghe ed interminabili attese dei treni alle entrate delle stazioni, per insufficiente programmazione, la ormai consolidata abitudine di fermare lungo il percorso gli altri treni per aspettare il passaggio degli Eurostar. Senza parlare della scandalo del rinnovo (sic!) e messa in linea di alcune vetture messe in linea negli anni cinquanta, dovrebbero essere indicativi di cosa fare.&lt;br /&gt;Ma ancor più grave è dimenticare la lunga catena di incidenti, e di morti e feriti, per insufficiente attenzione alla sicurezza. &lt;br&gt; &lt;br /&gt;Tutti de-meriti di una gestione arrogante che ha privilegiato solo gli investimenti non prioritari, come l’Alta Velocità, alcune decine di miliardi di  euro per una linea ferrata che, ad oggi, è  utilizzata da un sol treno! , e, ed è un controsenso, la ristrutturazione delle stazioni.Dimenticando gli utilizzatori abituali del treno e la loro sicurezza.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Ma, anche, errori nelle scelte strategiche/organizzative per una azienda dove, ormai da anni, il Ministro dei Trasporti si è sempre considerato, fino ad ora, come una sorta di Presidente Onorario, con il risultato delle inenarrabili inefficienze di cui sono soggetti passivi i consumatori. E con il risultato che una inevitabile e ben congegniata societarizzazione delle attività gestite a suo tempo dalle Ferrovie dello Stato si è rivelata solo una occasione per regalare “posti” di prestigio a qualche ignoto ed &lt;em&gt;inconsapevole&lt;/em&gt; ex ottimo sindacalista&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8195773-115237435618449082?l=proposteulivo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://proposteulivo.blogspot.com/feeds/115237435618449082/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8195773&amp;postID=115237435618449082' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/115237435618449082'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/115237435618449082'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://proposteulivo.blogspot.com/2006/07/e-necessario-un-ricambio-al-vertice.html' title='E&apos; necessario un ricambio al vertice delle Ferrovie dello Stato?'/><author><name>Francesco Nunziata</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07724218482297351230</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://4.bp.blogspot.com/_aRyGIpDC3rs/SlWp7nqWsjI/AAAAAAAAAA4/6qc0SF5PoVs/S220/nunziata_1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8195773.post-115219764079768612</id><published>2006-07-06T16:53:00.000+02:00</published><updated>2006-07-06T17:23:05.040+02:00</updated><title type='text'>L’efficientamento dei servizi in concessione</title><content type='html'>Lo Stato dovrà, finalmente, assumersi le proprie responsabilità utilizzando comportamenti univoci e, se necessario, in contraddizione con le lobby di potere, per favorire la concorrenza e lo sviluppo.&lt;br /&gt;Tra questi, prioritario, è un concreto e deciso passo perché alle imprese che gestiscono servizi in concessione, private o pubbliche, sia imposto di investire consistentemente e prioritariamente nelle aree depresse, specie quelle meridionali, per rendere servizi ad un livello almeno pari a quello offerto nelle altre aree del paese (vedi per esempio il largo divario di tempi di percorrenza e di qualità del servizio del trasporto ferroviario, la debolezza infrastrutturale della rete telefonica, che offre servizi a livelli di paesi del terzo mondo, strade ed autostrade abbandonate e pericolose, servizi sociali e sanitari inesistenti, rete elettrica fatiscente, ecc.).&lt;br /&gt;Il che non significa necessariamente avviare faraonici investimenti in infrastrutture ma piuttosto significa investire soprattutto in tecnologia, manutenzione e una migliore gestione dell’esistente.&lt;br /&gt;Le società concessionarie dello Stato devono rispondere al concedente (lo stato e la comunità tutta) non solo del prezzo praticato, ma soprattutto del livello di servizio offerto. Il contratto di concessione che lo Stato sottoscrive deve contenere una chiara, dettagliata ed univoca definizione dei servizi offerti, definendone le specifiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo Stato ed i propri rappresentanti (Ministri compresi!) devono accertarsi che le attività svolte dal concessionario rispettino le strategie generali nell’ambito delle quali è stata sottoscritto il contratto di concessione. Non come avviene ormai da anni al Ministero dei Trasporti, dove il Ministro si è sempre considerato, fino ad ora, come una sorte di Presidente Onorario, con il risultato di inenarrabili inefficienze (e ... sofferenze !) di cui sono soggetti passivi consumatori spesso deboli e non sufficientemente tutelati.&lt;br /&gt;Ma soprattutto deve essere rivisto il concetto proprio di priorità degli investimenti nelle reti (ferroviaria, stradale, elettrica, telefonica, ecc.).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un paese così economicamente squilibrato (e enormemente piccolo in termini di mercato applicabile) come l’Italia non possono valere solo i parametri della convenienza e del ritorno economico per definire le priorità di investimento nei servizi.&lt;br /&gt;Quando è lo Stato, e la comunità, ad investire direttamente (esplicitamente attraverso la destinazione di fondi specifici e/o aumenti di capitale, implicitamente attraverso il riconoscimento di un sovrapprezzo sulle tariffe) non ci si può limitare ad accettare indicazioni sulla destinazione degli stanziamenti senza mettere in campo una seria verifica sulle compatibilità e sulle priorità. Ne si può eludere la necessità di mettere in campo, p.e. utilizzzando le authority, un serio controllo, in corso o a posteriori, sulla destinazione del danaro concesso e sulla effettiva realizzazione delle opere finanziate.&lt;br /&gt;Devono essere messi in atto strumenti di controllo congrui che permettano di verificare che le opere previste siano eseguite nei tempi e nei modi previsti, che ad ogni servizio offerto corrisponda una dettagliata specifica, che i prezzi dei servizi siano adeguati al servizio offerto e che le specifiche per cui quel prezzo è stato stabilito siano rispettate.&lt;br /&gt;Non come avviene ora dove ad ogni piè sospinto i concessionari (vedi le ferrovie e più recentemente le poste) annunciano nuovi servizi, spesso fasulli (vedi l'Intercity Plus), al solo scopo di aumentare impropriamente le tariffe declassando a parità di prezzo praticato il servizio sin a quel momento reso (vedi l’introduzione del servizio Eurostar e l’evidente declassamento del servizio Intercity, o per le poste lo scadimento e la successiva cancellazione del servizio ordinario).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancor più grave appare il caso del prossimo avvio del servizio di Alta Velocità che le Ferrovie dello Stato si apprestano a rendere ancor più caro di quello dell’Eurostar, nonostante gli investimenti siano stati pagati dallo Stato e cioè da tutti i cittadini, o quando le varie telecom introducono e promuovono a dismisura il servizio cellulare senza avere a disposizione frequenze capaci di soddisfare l’utenza, o quando la società autostrade costringe l’utente a pagare un sovrapprezzo per il servizio telepass, servizio che produce all’azienda un netto risparmio di gestione o come quando, in barba al dettato della concessione ed a qualunque criterio di sicurezza della circolazione stradale, la società gestore delle autostrade si limita a manutenere nastri di asfalto, forse ben tenuti, ma sicuramente privi di qualsiasi sistema di sicurezza e di controllo e di gestione dei flussi di traffico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma soprattutto i servizi devono essere resi ai cittadini, ed agli imprenditori, con una qualità omogenea e non solo sulla base della loro capacità di essere degli “opinion makers”.&lt;br /&gt;Come appare del tutto inopportuno che l'attenzione manageriale dei vertici delle Ferrovie dello Stato sia tutta orientata alla concorrenza con Alitalia sulla tratta Roma-Milano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il livello delle tariffe che lo Stato concede per questi servizi, seppur univoco per tutti gli utenti del paese, deve costituire per le imprese che lo producono valore medio e certificato di contabilità industriali separate che vedano assegnato per ciascun area di mercato servito ed ad ogni area del paese i relativi costi sia in termini di gestione che in termini di investimenti realizzati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al fine di evitare che i fondi ottenuti per gli investimenti vengano dirottati sulle aree geografiche più ricche ed i relativi ammortamenti vengano caricati sulle aree più povere del paese, o che tutto ciò avvenga a favore di aree di mercato privilegiate ( treni veloci contro treni pendolari) e gli “opinion makers” ottengano un servizio migliore.&lt;br /&gt;E lo stesso vale, di contro, per i contributi governativi a cui queste imprese non voglio rinunciare ( vedi il mancato trasferimento del trasporto locale alle regioni o alle citta metropolitane, o la quota fissa delle bollette telecom o i vari sovrapprezzi di Enel, ecc.), per finanziare la gestione corrente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel computo delle tariffe devono essere tenuti ben separati il regime degli sconti concessi, i costi di pubblicità, le esenzioni di pagamento dei servizi a favore di specifiche categorie di utenti, l’utilizzo gratuito di beni e personale a favore di terzi, le retribuzioni del top managment, che dovrebbero essere considerate nel computo del prezzo ad un valore standard o medio di mercato, la manutenzione e l’ammortamento di beni che non siano strettamente strumentali al servizio concesso. Ad evitare che questi vengano considerati impropriamente componenti del costo del prodotto.&lt;br /&gt;Per inciso i privilegi concessi ai propri dipendenti o a vantaggio di particolari classi di cittadini dovrebbero far parte di accertamento fiscale a carico dell’azienda.&lt;br /&gt;Questi devono essere considerati come una transazione commerciale resa al prezzo di mercato il cui costo deve essere a carico del bilancio nel conto profitti e sul quale l’azienda dovrebbe versare IVA e imposte. Naturalmente, poi, l’impresa dovrebbe inserire nei propri costi il corrispondente valore quale spesa promozionale o, se si tratta di dipendenti, dovrebbe considerare tale spesa nei costi accessori del personale, versando i relativi contributi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il relativo costo ricadente sulla comunità non si limita ai circa 700-800 milioni di euro di cui una (buona) parte influiscono sul livello dei costi che vengono considerati per il conteggio delle tariffe.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8195773-115219764079768612?l=proposteulivo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://proposteulivo.blogspot.com/feeds/115219764079768612/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8195773&amp;postID=115219764079768612' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/115219764079768612'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/115219764079768612'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://proposteulivo.blogspot.com/2006/07/lefficientamento-dei-servizi-in.html' title='L’efficientamento dei servizi in concessione'/><author><name>Francesco Nunziata</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07724218482297351230</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://4.bp.blogspot.com/_aRyGIpDC3rs/SlWp7nqWsjI/AAAAAAAAAA4/6qc0SF5PoVs/S220/nunziata_1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8195773.post-112711707295437221</id><published>2005-09-19T09:40:00.000+02:00</published><updated>2005-10-06T19:05:16.733+02:00</updated><title type='text'>Ricerca &amp; Innovazione, una via per far emergere le idee</title><content type='html'>&lt;em&gt;La piccola media impresa italiana, davanti ai micidiali colpi dei paesi emergenti, sta rischiando il collasso, per mancanza di innovazione, di processo e di prodotto.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Cosa ferma i nostri piccoli imprenditori.&lt;br /&gt;E', per caso, la mancanza di capacità di rischio la causa all'avvio di un qualunque tipo di innovazione?&lt;br /&gt;Certamente no! Non vi è alcun nesso diretto tra capacità ad innovare e la disponibilità al rischio. Lo dimostrano le centinaia di piccole imprese che costituiscono il nostro sistema imprenditoriale. Lo dimostra la crescita e la capacità di stare sul mercato di alcune nostre medie imprese.&lt;br /&gt;Il fatto è che la piccola impresa non ha la dimensione per dedicare risorse all'innovazione né si avventura in progetti che per loro natura richiedono una adeguata attenzione manageriale e tempi troppo lunghi rispetto al bisogno di rispettare il &lt;em&gt;time to market&lt;/em&gt; specifico del proprio settore.&lt;br /&gt;Non credo vi sia alcuna relazione tra l'essere imprenditore, essere capaci di innovazione e avere conoscenza delle tecnologie per lo sviluppo dell'idea imprenditoriale.&lt;br /&gt;La vera innovazione richiede tutte queste caratteristiche messe insieme e quindi un impegno economico eccedente le capacità e le dimensioni della nostra piccola impresa. Soldi e persone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Né più in generale, e questo vale per le aziende che hanno la dimensione economica per permetterselo, credo che costituire specifiche strutture organizzative stabili per innovare prodotti o processi possa dare frutti duraturi nel tempo.&lt;br /&gt;L'innovazione e la ricerca sono appannaggio di spiriti liberi che possono dedicare all'impresa il proprio tempo e la passione per il proprio progetto. Gente che generalmente non ha abbastanza soldi da rischiare in una avventura. Uomini che per ottenere un qualche finanziamento sono costretti a sottoporre la propria idea innovativa al vaglio di burocrati spesso inesperti e che poco hanno a che vedere con il mercato e con il rischio. Soggetti rifugiati presso istituzioni statali, spesso troppo giovani, che sono chiamati ad emettere sentenze sull'efficacia del market plan o pingui impiegati di banca a cui è stato assegnato il compito di ricavare più soldi possibile in aggi vari, che non hanno alcun interesse a correre rischi.&lt;br /&gt;Allora!?&lt;br /&gt;Lo Stato si impegni a finanziare a costo zero, attraverso l'università, le idee innovative, tutte, destinando a queste il massimo possibile delle proprie risorse. Sarà, poi, l'università a fare in modo che l'idea sia sviluppabile, e quindi brevettabile.&lt;br /&gt;Naturalmente lo Stato si organizzerà per rendere più concrete le regole di protezione sui brevetti e per promuovere l'incontro tra i ricercatori e le imprese, nazionali ed estere. Per esempio mettendone all'asta il successivo sviluppo e gli incentivi associati.&lt;br /&gt;Tra gli incentivi possibili vi saranno finanziamenti agevolati a basso costo ottenuti senza istruire alcuna pratica e senza intermediari.&lt;br /&gt;Il gruppo di sviluppo, creato secondo regole predeterminate (vedi articolo &lt;em&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2005/04/una-progetto-per-favorire-la-ricerca-e.html"&gt;Un progetto per favorire la ricerca e l’innovazione del tessuto industriale italiano&lt;/a&gt;&lt;/em&gt; dello stesso autore), si impegnerà a realizzare, insieme all'università, il relativo prototipo, con l'impegno di promuoverne il successivo sviluppo impegnandosi a restituire allo Stato il finanziamento ottenuto.&lt;br /&gt;Idea, brevetto dell'idea, cessione all'impresa più interessata, sviluppo finanziato.&lt;br /&gt;L'università farà, così, finalmente lavorare i propri ricercatori ed i propri studenti su progetti concretamente utili e non si limiterà ad dispensare voti alla ... buona memoria; le imprese potranno innovare continuando a fare il proprio mestiere di produttori di beni, liberati da costosi e, spesso, inutili e defatiganti incontri con la burocrazia; lo Stato metterà in campo danari che generano attività e che ritornano, attraverso un fondo rotativo capace di avviare una spirale di sviluppo continuo. Il rischio? che vengano dispersi inutilmente più fondi di quanti se ne siano perduti sinora. Naturalmente il legislatore porrà un sol limite: che, in quattro o cinque anni, almeno il 70% dei fondi impiegati per il finanziamento dello sviluppo del prodotto scaturente dalla ricerca, ritorni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8195773-112711707295437221?l=proposteulivo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://proposteulivo.blogspot.com/feeds/112711707295437221/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8195773&amp;postID=112711707295437221' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/112711707295437221'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/112711707295437221'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://proposteulivo.blogspot.com/2005/09/ricerca-innovazione-una-via-per-far.html' title='Ricerca &amp; Innovazione, una via per far emergere le idee'/><author><name>Francesco Nunziata</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07724218482297351230</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://4.bp.blogspot.com/_aRyGIpDC3rs/SlWp7nqWsjI/AAAAAAAAAA4/6qc0SF5PoVs/S220/nunziata_1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8195773.post-111432234387160419</id><published>2005-04-24T07:39:00.000+02:00</published><updated>2005-10-06T18:47:43.773+02:00</updated><title type='text'>Una progetto per favorire la ricerca e l’innovazione del tessuto industriale italiano</title><content type='html'>&lt;em&gt;Il 97,7% delle imprese industriali spende meno del 9% dei costi annui di R&amp;S del paese. Qui di seguito una proposta per offrire alle 530.000 piccole e medie imprese italiane e ai suoi 2.770.000 addetti la possibilità di non morire ma di crescere, attraverso la ricerca e l'innovazione dei prodotti. Portando il rapporto R&amp;amp;S sul PIL a valori europei. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Scenario&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Nel 2001 l’incidenza percentuale della spesa per R&amp;S sul Prodotto interno lordo (Pil) è stata pari all’1,11%.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Italia è caratterizzata, quindi, da livelli di spesa per R&amp;amp;S in rapporto al Pil strutturalmente inferiori a quelli di numerosi paesi membri dell’Unione europea (Ue) o dell’Ocse. Nel 2001 la spesa per R&amp;S sul Pil era pari all’1,92 per cento come media Ue (2,29 per cento per l’Ocse).&lt;br /&gt;Circa la metà dell’attività di R&amp;amp;S intra-muros in Italia (49,1 per cento) è stata svolta nel settore privato; le amministrazioni pubbliche hanno assorbito la parte restante, con quote che vanno dal 32,6 per cento delle università, al 14,2 per cento nel caso degli enti pubblici di ricerca, fino al 4,2 per cento rilevato per le altre istituzioni pubbliche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A prezzi correnti le spese in R&amp;S delle imprese non superano, nel 2003, i 7.675 milioni di euro. Le attività di R&amp;amp;S si presentano fortemente concentrate nel segmento delle grandi imprese: nel 2001, infatti, circa l’83 per cento della spesa per R&amp;S intra-muros è stato sostenuto da imprese con almeno 250 addetti; le piccole imprese (ovvero quelle con meno di 50 addetti) hanno contribuito alla spesa per ricerca solo per il 5,6 per cento, mentre le aziende di medie dimensioni (50-249 addetti) hanno sostenuto circa il 12 per cento della spesa complessiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 2001 il personale impegnato in attività di R&amp;S è risultato essere pari a 153.905 unità equivalenti a tempo pieno (di cui 66.702 ricercatori), contro le 150.066 rilevate nel 2000 (di cui 66.110 ricercatori). Il 49,3% delle spese in R&amp;amp;S delle imprese sono dedicate ad attività di sviluppo (dati ISTAT).&lt;br /&gt;Le imprese con meno di 250 addetti rappresentano il 99,7 % del totale delle imprese industriali del nostro paese e occupano il 76 % degli occupati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Proposta&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;La proverbiale capacità di imprendere del nostro paese, che negli anni passati tante piccole iniziative ha fatto nascere, viene sacrificata dalla incapacità, spesso tecnologica, a svilupparle.&lt;br /&gt;L’obiettivo da porsi è quindi favorire la creazione di centri che con il concorso delle Università possano dare spazio allo studio, la prototipizzazione e sperimentazione di nuovi prodotti e/o nuove tecnologie da immettere poi sul mercato.&lt;br /&gt;In tal modo si favorisce la creazione del nuovo prodotto associando l’innovatore, uomo di fantasia, con il tecnologo: i costi relativi potrebbero essere sostenuti a carico di un apposito fondo di rotazione che viene man mano ricostituito con parte dei proventi rinvenienti dalle vendite.&lt;br /&gt;La proposta prevede che i laboratori universitari siano incentivati, per esempio con l’assegnazione di “fondi di rotazione dedicati” appositamente stanziati dal Ministero della Ricerca Scientifica, a realizzare prototipi di nuovi prodotti o sperimentare nuove tecnologie con e per conto di privati, piccole imprese o singoli, partecipando al costo dello sviluppo del prototipo. Non saranno finanziabili con questa forma i successivi costi di industrializzazione.&lt;br /&gt;Il Laboratorio Universitario interessato alla ricerca sarà responsabile della istruttoria, della preselezione e della gestione delle risorse economiche ottenute.&lt;br /&gt;All’Università vengono assegnati, annualmente, i fondi, dopo una prima assegnazione paritetica, in funzione del successo di mercato ottenuto con la somma delle assegnazioni precedenti (numero delle ricerche avviate, numero delle ricerche vendute).&lt;br /&gt;Per le imprese interessate lo Stato partecipa al finanziamento del progetto dilazionando il prelievo dell’IVA e dei contributi sociali. Ciò avverrà attraverso il riconoscimento delle “Unità Economiche di Progetto di Ricerca”. Tali organismi rappresentano una nuova tipologia di società, una sorta di ONLUS (cioè organizzazioni non lucrative) che producono la non tassazione dei finanziamenti per la ricerca ottenuti da donatori, imprese o semplici cittadini.&lt;br /&gt;Le Unità Economiche di Progetto di Ricerca dovranno essere costituite dagli enti partecipanti alla ricerca (Università, Impresa, Enti Istituzionali) e registrate, gratuitamente, da un funzionario dell’Agenzia delle Entrate, senza l’intervento di un notaio, a cura di chi propone la ricerca da finanziare. Queste organizzazioni non fanno parte del registro delle imprese, hanno durata uguale alla durata del progetto, si avvalgono di personale, attrezzature e servizi conferite dai soci, non pagano imposte, né contributi, sono esenti dal pagamento dell’IVA. Una formula per avvicinare i piccoli imprenditori alla ricerca. Il personale conferito è dipendente strutturato delle organizzazioni conferenti. L’Università parteciperà al progetto utilizzando propri ricercatori interni e studenti del Dipartimento interessato alla ricerca, assunti, per lo scopo, con un contratto a progetto.&lt;br /&gt;Alla chiusura del progetto di ricerca l’organismo a questo scopo creato cede all’impresa proponente il bene prodotto (i risultati della ricerca). Nel caso sia richiesto l’impresa può accedere a forme di pagamento dilazionato e senza interessi dei costi sopportati, dei costi di registrazione, del rimborso allo Stato dell’IVA e di qualunque imposta o contributo sospesa.&lt;br /&gt;La restituzione del finanziamento avverrà con rate proporzionali al fatturato atteso (royalty), con un eventuale periodo di grazia corrispondente alla fase di avviamento sul mercato (il finanziamento verrà restituito a partire dal raggiungimento del break-even point economico del progetto per un tempo massimo di cinque anni, o se minore, alla durata della sua vita economica) sulla base del business plan approvato. La proprietà del bene è trasferita all’imprenditore solo in caso di rimborso totale del finanziamento.&lt;br /&gt;L’Università rimane comproprietaria della ricerca e destinataria di una royalty commisurata all’impegno economico profuso, sui futuri ritorni economici. Le royalty costituiranno per le Università risorse aggiuntive destinate al finanziamento dei propri investimenti. In caso di mancato acquisto o di mancato pagamento, anche parziale, delle royalty la ricerca e i risultati raggiunti rimangono di proprietà dell’Università che ha diritto di registrarla a proprio nome e/o ad usarne i risultati per fini propri.&lt;br /&gt;La proposta è dedicata al comparto della media, piccola e piccolissima impresa. Comparto che non ha certo il tempo, i mezzi né la professionalità per realizzare prototipi di nuovi prodotti o per sperimentare nuove tecnologie, ma che costituisce un importante motore per occasioni di sviluppo occupazionale, e di rinnovo dei prodotti.&lt;br /&gt;Attualmente su un totale di 13.600 milioni di euro (dati 2001) le piccole imprese industriali (circa 536.000 imprese con meno di 50 addetti) e alle medie imprese industriali (circa 11.000 imprese con 50 – 250 addetti) partecipano all’8,50% del totale della spesa in ricerca e sviluppo. Le imprese spendono un totale di circa 6700 milioni di euro. I rimanenti 6.900 milioni di euro sono essenzialmente utilizzati per la copertura dei costi di gestione della ricerca pubblica.&lt;br /&gt;Il comparto delle piccole imprese spende 696 euro/anno per impresa; il comparto delle medie imprese raggiunge i 70.571 euro per impresa/anno (rispettivamente 135 euro/anno e 735 euro/anno per addetto). Le grandi imprese ( imprese con più di 250 addetti) spendono 3,5 milioni di euro/anno per impresa (4.500 euro/anno per addetto), soprattutto per attività di sviluppo e aggiornamento prodotti. Spesa rimasta, mediamente, pressocchè costante (a costi 2001) negli anni 2002 /2003.&lt;br /&gt;A questo tipo di progetto possono partecipare, con propri fondi e/o con proprie professionalità, gli Enti pubblici di ricerca, strutture sempre alla affannosa ricerca di una propria utilizzazione.&lt;br /&gt;L’ipotesi è che si possa trasformare in un fondo di rotazione il finanziamento alla R&amp;S e che si possano destinare alle piccole medie imprese fondi aggiuntivi per la ricerca e l’innovazione per un totale di circa 6.000 milioni di euro per i prossimi 3-4 anni. Questa politica scoraggia l’uso improprio dei fondi per la ricerca e potrebbe essere capace di avviare investimenti aggiuntivi in R&amp;amp;S pari a 10.000 milioni di euro/anno.&lt;br /&gt;Un impegno che potrebbe essere sufficiente per portare a 1,9% il rapporto tra spese di R&amp;S e PIL, annullando l’attuale divario con la media EU. Naturalmente si potrebbero ottenere benefici aggiuntivi per le imprese ed il paese se vi fosse un maggior controllo sulle spese dichiarate di sviluppo, spese che, spesso, si riferiscono ai costi di attezzaggio che nulla hanno a che fare con la R&amp;amp;S.&lt;br /&gt;L’iniziativa potrebbe essere, inoltre, occasione per riportare verso cose concrete l’impegno dell’università. Ridandole efficienza e offrendole l’occasione di riallacciare contatti operativi con l’industria. Ma avrebbe anche il merito di ridare fiato all’asfittica economia del nostro paese.&lt;br /&gt;La maggior parte di questo investimento è costituito da costi per addetti alla ricerca. Con una occupazione aggiuntiva stimata in 100.000-120.000 addetti equivalenti a fine periodo, con un effetto trascinamento che potrebbe quasi far raddoppiare gli attuali addetti equivalenti.&lt;br /&gt;L’occupazione aggiuntiva potrebbe migliorare il tasso di disoccupazione relativo alle categorie più qualificate, quelle più danneggiate dall’attuale stato di crisi del paese, di vari punti percentuali. Con un volano per l’economia non indifferente. E con una straordinaria crescita della attuale potenzialità e per la competitività delle piccole medie imprese del nostro paese.&lt;br /&gt;Aprile 2005 - Francesco Nunziata&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8195773-111432234387160419?l=proposteulivo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://proposteulivo.blogspot.com/feeds/111432234387160419/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8195773&amp;postID=111432234387160419' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/111432234387160419'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/111432234387160419'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://proposteulivo.blogspot.com/2005/04/una-progetto-per-favorire-la-ricerca-e.html' title='Una progetto per favorire la ricerca e l’innovazione del tessuto industriale italiano'/><author><name>Francesco Nunziata</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07724218482297351230</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://4.bp.blogspot.com/_aRyGIpDC3rs/SlWp7nqWsjI/AAAAAAAAAA4/6qc0SF5PoVs/S220/nunziata_1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8195773.post-109500071377710113</id><published>2004-09-28T16:51:00.000+02:00</published><updated>2004-12-18T13:47:32.116+01:00</updated><title type='text'>La riscoperta della Qualità</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:90%;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Abstract:&lt;/strong&gt; Quale è il futuro industriale di questo paese? Un paese troppo piccolo per realizzare una concorrenza compiuta. Un paese senza innovazione e senza ricerca. Un paese senza imprese di dimensioni internazionali. Un paese orientato ad un mercato captive. Un paese che, nel comparto manufatturiero, si presenta con una occupazione media di nove /dieci addetti per impresa. Un sistema di aziende senza capacità manageriali.Un paese troppo piccolo per possedere una adeguata rete di associazioni dei consumatori. Un paese che non deve fare i conti con la qualità. Un paese che fa parte del novero dei paesi industrializzati ma che tenta di fare concorrenza ai paesi del terzo mondo.La soluzione per restituire competitività a questo paese: standard di qualità, certificazione ed etichettatura dei prodotti e ...dei servizi. Una soluzione di lungo termine che, nel breve, provoca salutari scossoni al tessuto industriale del paese; un investimento del paese per il paese, che, nel breve, è capace di mettere in moto le sue forze più qualificate.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;..................................................................................&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:75%"&gt;&lt;strong&gt;| &lt;/strong&gt;&lt;a href="#p"&gt;Generalità&lt;/a&gt; &lt;strong&gt; | &lt;/strong&gt;&lt;a href="#r"&gt;Il ruolo della Politica&lt;/a&gt; &lt;strong&gt; | &lt;/strong&gt;&lt;a href="#t"&gt;Il Tessuto Imprenditoriale&lt;/a&gt; &lt;strong&gt; | &lt;/strong&gt;&lt;a href="#c"&gt;La Cultura della Qualità&lt;/a&gt;&lt;strong&gt; | &lt;/strong&gt;&lt;a href="#pr"&gt;Il Progetto&lt;/a&gt; &lt;strong&gt; | &lt;/strong&gt;&lt;a href="#rs"&gt;I Riflessi Socio Economici&lt;/a&gt; &lt;strong&gt; | &lt;/strong&gt;&lt;a href="#pf"&gt;La Formazione alla Qualita’&lt;/a&gt; &lt;strong&gt; |&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;....................................................................................&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="#p"&gt;&lt;strong&gt;I&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;l problema occupazionale, una volta considerato questione esclusiva dei Paesi ad economia debole, è invece diventato ormai da diversi anni una vera e propria emergenza generalizzata, che affligge le economie ed i sistemi economici di una gran numero di paesi industrializzati.&lt;br /&gt;Come è stato verificato su scala mondiale, non è più vero come per il passato che l'incremento degli investimenti produttivi, la ripresa dell'economia o l'aumento della produzione siano fattori in grado di per se stessi di generare nuova occupazione.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;A&lt;/strong&gt;ssistiamo invece ad un fenomeno relativamente nuovo per i Paesi ad economia industriale, rappresentato da forme di espansione economica che si accompagnano ad una stagnazione, e a volte ad una riduzione, dei livelli occupazionali. In questo quadro neanche l'industria italiana, suo malgrado inserita in un mercato globalizzato, ha, complessivamente, più spazi per creare occupazione aggiuntiva; né gli attuali livelli di sviluppo, fatto salvo gli eventi congiunturali, sono sufficienti a generare bisogno di nuova manodopera.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I&lt;/strong&gt;l bisogno di competitività, in mancanza di innovazione, è stato raggiunto, in molti casi, attraverso l'automazione, o, in mancanza di un sistema di definizione del prodotto (specifiche) e di protezione del cliente finale, offrendo al mercato interno prodotti sostanzialmente più semplici ma di qualità inferiore, oppure attraverso l’utilizzo di forme surrettizie e temporanee di riduzione dei costi quali gli incentivi ed i contributi statali spesso ottenuti attraverso un cattivo uso dei fondi per la ricerca, fondi spesso utilizzati nel migliore dei casi per il semplice restailing del prodotto. Il rincantucciarsi nel proprio core business con la conseguente rinuncia alla innovazione e la successiva rinuncia, sotto i colpi dell'indagine Mani Pulite, ad una seppur in alcuni casi spericolata diversificazione ha, in questi ultimi anni, sconvolto l'organizzazione industriale e strategica delle nostre imprese maggiori spingendole ad espellere un gran numero di lavoratori, in alcuni casi qualificati. Ciò naturalmente non è vero per tutti i comparti; vi sono comparti, come quello della moda e dell’arredamento, che beneficiando della indiscussa capacità degli italiani alla creatività, innova continuamente i propri prodotti macinando così utili e successi sul mercato internazionale.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;N&lt;/strong&gt;onostante questo nel settore dell'arredamento, dove siamo i leader assoluti, le aziende italiane si presentano con una media 6 addetti per impresa. In Germania questo tipo di aziende utilizzano mediamente 78 addetti. Ma, fatte salve le poche grandi imprese, la dimensione media si riduce a 3-4 addetti per impresa. Ciò, naturalmente, non permette di sviluppare azioni di marketing né di allestire reti di vendita, come sarebbe necessario per crescere. Aziende così minuscole non possono certo operare poi su un mercato globale. In realtà sono gli stessi imprenditori, poco più che artigiani, a non aver né voglia né capacità per crescere. Mancano, per raggiungere l’obiettivo di allargare le quote di mercato le necessarie capacità manageriali. Così che queste imprese rinunciano a fatturati dieci, cento volte maggiori di quello che la qualità dei loro prodotti e le richieste dei mercato potrebbero rendere invece possibile.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I&lt;/strong&gt;nsomma, anche le imprese del made in Italy si presentano con una struttura industriale debole, poco adatta a confrontarsi, sul piano della pura competizione economica, con il resto dei mondo. Ma il problema della dimensione delle nostre imprese riguarda tutti i settori. Se questa è per certi versi e per certi mercati una opportunità che permette di soddisfare un mercato di nicchia, e quindi i bisogni dei clienti più qualificati, questa stessa cosa non permette alle nostre imprese di essere creatori di occupazione aggiuntiva.&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/img/194/1618/640/1.1.jpg"&gt;&lt;img style="BORDER-RIGHT: #000000 1px solid; BORDER-TOP: #000000 1px solid; MARGIN: 2px; BORDER-LEFT: #000000 1px solid; BORDER-BOTTOM: #000000 1px solid" src="http://photos1.blogger.com/img/194/1618/320/1.1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;Cosi che il nostro sistema produttivo rinuncia in partenza ad essere una struttura industriale matura ed organizzata, preferendo rimanere un puro e semplice laboratorio artigiano nel migliore dei casi un mero subfornitore in altri casi.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L&lt;/strong&gt;a grande impresa, pur dovendo crescere in termini di fatturato, per poter competere con la concorrenza, sta riducendo sempre di più il numero dei propri occupati concentrandosi nell'area della "gestione del sistema" ed abbandonando sempre più l'area della "produzione", modificando così la propria organizzazione e riducendo sempre più il proprio personale di medio-basso livello, operai ed impiegati, a favore di addetti il più qualificati possibile e accrescendo inevitabilmente il costo medio unitario del lavoro.&lt;br /&gt;La verità è che, in mancanza di una adeguata capacità di innovazione e di una adeguata qualificazione dei prodotti e delle imprese, le nostre grandi imprese si sono drasticamente ridotte di numero.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L&lt;/strong&gt;a media impresa, in assenza di capacità di innovazione propria ed in assenza di una disponibilità all'investimento in ricerca, sarà sempre più in affanno e cercherà, finché sarà possibile, la riduzione dei costi per rimanere sul mercato.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Q&lt;/strong&gt;uesta riorganizzazione delle grandi e medie imprese, sia di produzione sia di servizi, rappresenterà però un'opportunità di breve medio termine per la piccola impresa, o per chi ha voglia di intraprendere, ma costituisce anche l'occasione per un sicuro scadimento della qualità dei prodotti e dei servizi offerti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="#r"&gt;&lt;strong&gt;Il ruolo della Politica&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Diventare l'economia della conoscenza più competitiva e più dinamica del mondo, capace di una crescita economica sostenibile accompagnata da un miglioramento quantitativo e qualitativo dell'occupazione e da una maggiore coesione sociale è stato individuato come obiettivo strategico per i prossimi anni dal Consiglio Europeo di Lisbona nella propria riunione del marzo 2000. Questo obiettivo richiede, però, azioni consapevoli e strategiche che si devono connettere con la necessità di ottenere una chiara volontà delle imprese all'integrazione con l’ambiente circostante, cioè con i problemi sociali, ed ambientali, delle imprese, nelle loro attività commerciali e nelle loro relazioni con le altre parti: gli stakeholders, così come propone il Libro Verde dell’Unione Europea. Con "Stakeholder" si intendono coloro che hanno un interesse rilevante in gioco nella conduzione dell'impresa sia a causa degli investimenti specifici che intraprendono per effettuare transazioni con l'impresa o nell'impresa, sia a causa dei possibili effetti esterni positivi o negativi delle transazioni effettuate dall'impresa, che ricadono su di loro. Una lista ampia, ma non esaustiva, che comprende i Clienti/Consumatori, i Collaboratori, gli Investitori (azionisti o creditori), i Fornitori, i Partner commerciali, i Competitori, la Comunità circostante, la Pubblica Amministrazione e gli organismi di controllo, le Generazioni future (relativamente agli interessi ambientali). Tutti questi soggetti hanno interesse a come viene condotta l'azienda perché ne traggono benefici economici e sociali o perché temono di esserne danneggiati (per esempio, come si diceva, in termini ambientali).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="#t"&gt;&lt;strong&gt;Il Tessuto Imprenditoriale Italiano&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Un comportamento responsabile può essere per le imprese la premessa di un successo commerciale duraturo. Ma questo obiettivo per essere raggiunto richiede comportamenti socialmente responsabili, comportamenti non possono essere limitati alla pura e semplice instaurazione di un rapporto di fiducia tra l’impresa ed i propri clienti ma che devono essere capaci di far durare l’impresa nel tempo, aiutandola a gestire il cambiamento conseguenza dei necessari processi di riorganizzazione trovando un compromesso tra le esigenze e i bisogni delle parti interessate o comunque coinvolte, in termini accettabili da tutti.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L&lt;/strong&gt;a capacità imprenditiva degli italiani, sia al Nord sia al Sud, si è dimostrata molto alta; è la cultura imprenditoriale che è estremamente bassa. Le piccole imprese non sopravvivono all'imprenditore che le ha generate, e spesso non sopravvivono all'idea imprenditoriale che le ha fatte nascere. Lo stesso fenomeno della mancata emersione dell'impresa sommersa, tanto diffusa tanto al nord che al sud del paese dimostra il livello di capacità imprenditoriale esistente. Tanto da far ritenere ad alcuni economisti che bastasse creare le condizioni per l'emersione per risolvere i problemi (delle statistiche) dell'occupazione.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;M&lt;/strong&gt;a l'eventuale emersione del sommerso non necessariamente è capace di generare nuova occupazione.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L’&lt;/strong&gt;impresa sommersa, specie al sud, è essenzialmente sollecitata da un circuito di commercializzazione parallelo non ufficiale, cui, peraltro, attinge a piene mani anche il circuito di commercializzazione ufficiale che basa il proprio successo sulla competizione del prezzo e sulla possibilità di riempire gli spazi disponibili offerti dall'evasione fiscale. Questo circuito immette sul mercato prodotti di basso livello qualitativo, prodotti cioè che non rispondono ai requisiti di utilizzo (specifiche), spesso veri e propri falsi, ed in competizione con prodotti provenienti dai paesi poveri, prodotti questi che, spesso, sono sorprendentemente di qualità superiore. Ciò vuol dire che le aziende del mondo del sommerso devono necessariamente essere competitive utilizzando occupati con costi del lavoro da terzo mondo.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L&lt;/strong&gt;a disponibilità di strutture di supporto allo sviluppo di impresa, cioè la formazione di una cultura imprenditoriale e sociale, rappresenta una via per spingere tutti questi imprenditori verso attività lecite e capaci di futuro sviluppo, come rappresenta una opportunità, se ben gestito, l’ampio serbatoio di risorse e di capacità disponibile al sud del paese. Strutture di supporto significa far funzionare i servizi al sud, e se possibile, renderli migliori di quelli offerti al nord dei paese; migliorare le reti (stradale, telefonica, elettrica, ecc.) rifare completamente la rete ferroviaria, rendendola più veloce e arretrandola rispetto alla costa, restituendola così alle popolazioni per migliorarne la ricettività turistica; costruire nel nord-est dei paese strade scorrevoli e veloci capaci di sopportare il traffico commerciale, rendendo così più semplice i trasferimento delle merci verso i paesi dei nord Europa; per tutto il paese mettendo in piedi una task force che attraverso un "Progetto di formazione integrato" metta i giovani di queste aree rapidamente ad un livello di formazione industriale e manageriale di base equiparabile a quello dei giovani degli altri paesi europei, per generare occasioni di sviluppo e maggiore occupazione e per soddisfare con il circuito legale dei lavoro. Se solo uno di questi servizi funzionasse nelle regioni meridionali, almeno come funzionano nel nord del nostro paese, alcune delle lavorazioni che ingolfano il nord e che sono attualmente affidate in alcuni casi a lavoratori stranieri potrebbero essere trasferite al sud con uno dei tanti capireparto di origine meridionale che sarebbe felice di concludere la propria stagione lavorativa con una sua impresa a casa sua. Un progetto che meriterebbe l’interesse delle governo.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;U&lt;/strong&gt;na sorta di spin off che ridarebbe la flessibilità alle imprese e che permetterebbe di favorire lo sviluppo delle imprese del nord, senza costringerle ad investire in luoghi con culture e tradizioni non compatibili con la cultura dell’imprenditore investitore, o a tentare una improbabile clonazione della propria impresa nel paesi dell’est con un percettibile scadimento della qualità dei prodotti e un considerevole aumento dei costi della catena logistica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="#c"&gt;&lt;strong&gt;La Cultura della Qualità&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;A&lt;/strong&gt; fronte dello scenario descritto, portare avanti un serio progetto di valorizzazione della qualità a favore della crescita culturale di tutto il sistema produttivo italiano rappresenta una concreta strategia di medio-lungo termine.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Q&lt;/strong&gt;uesto vuol dire essenzialmente formazione del Dirigente d'Azienda e del personale tutto, utilizzo di serie strutture di progettazione di prodotto e di interventi organizzativi. Interventi costosi che riguardano essenzialmente le piccole-medie aziende, aziende che sinora hanno operato con schemi organizzativi basati sulla capacità di singole persone, e la Pubblica Amministrazione, che non ha ancora conoscenza né formazione sul concetto di qualità nell’offerta di servizi.&lt;br /&gt;Per le medie aziende che operano già sul mercato competitivo, o per le piccole aziende che a questo fanno riferimento, gli stessi committenti richiedono sempre più che queste operino con sistemi di qualità conformi a specifiche norme e in alcuni casi richiedono anche che detti sistemi di qualità siano certificati. Ma certo questo non è sinora bastato a fare entrare la qualità nel DNA aziendale. Per queste aziende l’avere attenzione al rispetto delle specifiche dettate dall’impresa cliente non sempre corrisponde a possedere una autonoma cultura della qualità di prodotto, ma di certo non significa che queste imprese abbiano una qualche idea dei doveri derivanti dall’essere immerse nel contesto sociale ed ambientale che le ospita.&lt;br /&gt;Le medie-grandi imprese industriali hanno già una propria cultura della qualità dell'organizzazione e delle procedure, in caso contrario non potrebbero, infatti, sopravvivere alla concorrenza, ed hanno una discreta attenzione alla qualità del prodotto non hanno sviluppato la necessaria capacità imposte dall'essere in un contesto competitivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="#pr"&gt;&lt;strong&gt;Il Progetto di Valorizzazione della Qualita’ &lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L&lt;/strong&gt;a costruzione di un serio progetto di valorizzazione della qualità nel sistema produttivo italiano richiede di definire con chiarezza i confini dell'intervento. Cose ben diverse, in termini di finalità, sono i sistemi di gestione aziendale orientati alla Qualità, quelli orientati alla Sicurezza, i Sistemi orientati al rispetto dell'Ambiente, seppur tutti riconoscibili nell'ambito del concetto complessivo di qualità. L’obiettivo dell'intervento deve essere orientato alla creazione di una seria cultura della qualità nel sistema produttivo del paese, lasciando ad altri specifici interventi la Sicurezza e l'ambiente. Allo stesso modo i Sistemi di Gestione aziendale orientati alla Qualità riguardano aree diverse: i processi, l'organizzazione ed i prodotti.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I&lt;/strong&gt;nvestire in un concreto sistema orientato alla qualità richiede di realizzare azioni di auditing, della situazione attuale, di progettazione del sistema di qualità, di Formazione del personale. Ben tenendo presente che la Certificazione, anzi le Certificazioni, di qualità dell'organizzazione, dei processi, dei prodotti, richieste ad organismi terzi accreditati e/o notificati, rappresenta solo l'atto finale e formale di tutto un processo che deve essere essenzialmente culturale.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;U&lt;/strong&gt;na impresa connessa con i propri stakeholders e che aspiri ad ottenere la certificazione del proprio bilancio sociale deve essere essa stessa, in tutta la propria organizzazione, una impresa culturalmente preparata alla qualità.&lt;br /&gt;La qualità dei prodotti e dei servizi offerti rappresenta il cuore del rapporto tra impresa ed i propri stakeholders. La qualità fidelizza il rapporto tra impresa e cliente, determinandone il successo nel mercato; la qualità è il collante che lega l’impresa ai suoi collaboratori e dipendenti che si sentono parte vibrante dell’azienda e non mero strumento di produzione; la qualità esalta il rapporto tra l’impresa ed i propri fornitori che sentono proprio il successo commerciale del proprio cliente; la qualità rappresenta l’obiettivo di un buon investitore che vede nella continuità dell’impresa il ritorno del proprio investimento; la qualità e la continuità dell’impresa permette al finanziatore di ritrovare in un rapido e certo break even il ritorno del proprio investimento finanziario; è nella qualità dell’impresa e dei suoi processi produttivi che la comunità fa conto perché l’impresa risulti non inquinante ed ambientalmente sana; ed infine è nella continuità, risultato della qualità complessiva dell’impresa, che l’amministrazione pubblica locale e centrale fa conto per la stabilità, e presumibilmente la crescita, dell’occupazione e per la copertura dei costi amministrativi e previdenziali a questa connessa.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;U&lt;/strong&gt;n serio progetto di implementazione della qualità deve fare perno su un vasto programma di formazione che ponga la qualità come stile di vita delle aziende italiane. La cultura della qualità non può essere imposta. La qualità dell'organizzazione, dei processi, dei prodotti è effetto combinato di una profonda cultura imprenditoriale e di un'aspra competizione di mercato. Lo Stato può solo orientare tale cultura dando strumenti di difesa ai consumatori cioè definendo le specifiche per quei prodotti che, attraverso l’artificio di un prezzo superconveniente, sfuggono alla competizione del mercato, aprendo il più possibile il mercato alla competizione, senza creare inutili e dannosi carrozzoni di controllo.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;U&lt;/strong&gt;na seconda azione potrebbe essere quella di costringere le aziende meno lungimiranti a comportamenti orientati alla qualità dei beni prodotti, per esempio, mettendo in atto strumenti (etichette) che permettano ai consumatori, uno dei più importanti tra gli stakeholders, di individuare con certezza di che prodotto o servizio si tratta, il produttore del bene o del servizio acquistato (ragione sociale, indirizzo, numero telefonico dell’assistenza clienti, ecc.) e le specifiche cui il prodotto fa riferimento; allargare a tutti i prodotti la normativa sulle informazioni, sull'uso e la manutenzione dei prodotti e le relative garanzie; attivare processi di definizione univoca delle specifiche di prodotto, includere nella responsabilità del produttore le attività di vendita, montaggio o installazione.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L’&lt;/strong&gt;idea, che nel nostro piccolo paese (dal punto di vista della dimensione del mercato applicabile) i prodotti delle nostre aziende possano essere “certificati”, cioè possano essere promossi o bocciati, dal mercato è del tutto insussistente. Non vi è una adeguata informazione, non vi è più cultura alla scelta, non vi sono, né vi possono essere, associazioni rappresentanti i consumatori con risorse adeguate a contrastare prodotti falsi o pericolosi. Prodotti, spesso importati, di qualità scadente. Ma anche, recentemente, prodotti di aziende nostrane che, alla ricerca del paese con il costo del lavoro più conveniente, hanno di fatto scadere il livello di qualità dei propri prodotti svendendo la propria tradizione di qualità. Gente che ha preferito monetizzare una inattesa ed insperata buonuscita dal settore alla continuità dell’impresa.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;U&lt;/strong&gt;n'azione concreta ed immediata che il Governo può e deve fare è quella di recepire immediatamente tutte le direttive europee e, per evitare la colonizzazione tecnologica, porsi nelle condizioni di attivare un progetto che permetta alle imprese italiane di essere esse stesse promotrici di specifiche per ottenere direttive allineate con le tecnologie nazionali, così come si sta facendo in questi ultimi anni con i prodotti alimentari tipici. La recente introduzione dell’obbligo di indicare sui cartellini dei dettaglianti dei prodotti agricoli la varietà e la qualità del prodotto oltre a rappresentare una azione antifrode rappresenta una azione tesa ad aumentare la conoscenza dei consumatori.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L’&lt;/strong&gt;Amministrazione dello Stato come utilizzatore ed acquisitore di beni e servizi può rappresentare un importante agente di regolazione della qualità dei prodotti. Tale regolazione può essere svolta da più enti quali per esempio il Provveditorato Generale del Ministero del Tesoro e della Programmazione Economica, le strutture di acquisto che fanno capo al Ministero della Difesa, le strutture che fanno capo al Ministero della Sanità, le strutture che fanno capo al Ministero dei Lavori Pubblici, ecc. Ciascuna di queste strutture, pur lasciando ai singoli acquisitori dell'Amministrazione periferica la responsabilità dell'acquisto, dovrebbe creare una banca dati informatizzata, e costantemente aggiornata, che contenga le specifiche dei beni e dei servizi acquistati. In pratica, ciò permetterebbe di definire "standard" di qualità per ciascun prodotto/servizio per gli acquisti delle Amministrazioni periferiche (Regioni, Province, Comuni, ecc.) e di riferimento per il mercato. Ciò permetterebbe peraltro di verificare con estrema chiarezza i prezzi pagati da ciascuna Amministrazione Pubblica a parità di oggetto acquistato, con un evidente riduzione degli attuali sprechi. Quello che in questo momento sta facendo la CONSIP. Queste conoscenze accumulate potrebbero e dovrebbero essere finalizzate a creare una banca dati le specifiche dei beni e dei servizi facendo coincidere in modo univoco definizione del prodotto e specifiche del prodotto stesso. In pratica, ciò permetterebbe di assegnare a queste strutture la funzione di fornire “standard” per i prodotti e per i servizi acquistati. A favore sia di Amministrazioni periferiche, favorendo così la creazione di una cultura della legalità, sia a favore dei cittadini che delle imprese, in una spirale di auto apprendimento amministrazione-imprese-cittadini-imprese-amministrazione.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L’&lt;/strong&gt;attuale mancanza di definizione sei prodotti e dei servizi acquistati, e la mancanza di chiare regole di contabilizzazione degli acquisti in beni durevoli e degli investimenti è la principale causa della diffusa corruzione e dell’instaurarsi di comportamenti illegali.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L&lt;/strong&gt;o Stato può assumere un proprio ulteriore importante ruolo quale ente concedente servizi (ferrovie, autostrade, aerolinee, telefoni, televisioni. ecc). Le società concessionarie dello Stato devono rispondere al concedente (lo Stato e la comunità tutta) non solo del prezzo praticato, ma soprattutto dei livello di servizio offerto. Il contratto di concessione che lo Stato sottoscrive deve contenere una chiara, dettagliata ed univoca definizione dei servizi offerti, definendone con chiarezza le specifiche.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;P&lt;/strong&gt;er questo devono essere messi in atto strumenti di controllo congrui che permettano di verificare che le tariffe siano adeguate al servizio offerto e che le specifiche per cui quel prezzo è stato stabilito siano rispettate, non come avviene ora dove ad ogni piè sospinto le ferrovie annunciano un nuovi servizi al solo scopo di aumentare impropriamente le tariffe declassando a parità di prezzo praticato e di denominazione il servizio sin a quel momento reso (vedi l'introduzione dei servizio Eurostar e l'evidente declassamento dei servizio Intercity, che non ha visto alcuna riduzione di prezzo), o quando la Telecom introduce e promuove a dismisura il servizio cellulare senza avere a disposizione frequenze capaci di soddisfare l'utenza, o quando la società Autostrade costringe l'utente a pagare un sovrapprezzo per il servizio Telepass, servizio che produce all'azienda un netto risparmio di gestione o come quando, in barba a qualunque criterio di sicurezza della circolazione stradale comunque sancito, questa si limita a gestire nastri di asfalto forse ben tenuti ma sicuramente privi di qualsiasi sistema di assistenza e di controllo e di gestione dei flussi di traffico.&lt;br /&gt;Anche nel ruolo che lo Stato assume come difensore della salute dei cittadini potrebbe essere potenziata una seria struttura di certificazioni dei prodotti che riguarda direttamente, e preventivamente, la salute delle persone, una sorta di Food &amp; Drug Administration italiana.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;P&lt;/strong&gt;er quanto riguarda, invece, il ruolo dello Stato come fornitore di servizi ai cittadini ed alle imprese non sarà necessario dire più di quanto noto. Nonostante gli sforzi delle varie leggi Bassanini, un primo vero risultato in questo campo verrà solo da una seria azione di formazione e da una rivoluzione nell'organizzazione del lavoro nella struttura pubblica che sia capace di trasformare una struttura organizzativa sviluppata per singolo compito, spesso ad personam, verso una struttura organizzativa sviluppata per responsabilità verticale.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;S&lt;/strong&gt;trumenti di controllo seri e concreti devono invece essere rafforzati e se necessario costituiti nell'area della sicurezza individuale come per esempio andrebbe rafforzato il Registro Aeronautico Italiano, andrebbe ristrutturato il Registro Navale Italiano andrebbe ricostituito un ente autonomo capace di certificare la sicurezza dei mezzi di trasporto terrestre (ferrovie in testa), andrebbe costituita una seria Food &amp;amp; Drug Administration Italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="#rs"&gt;&lt;strong&gt;I Riflessi Socio Economici di una Seria Politica di Qualita’&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La struttura produttiva del nostro paese, così sbilanciata verso un mercato captive e verso la piccola e piccolissima impresa, risentirà pesantemente di una concreta azione di qualificazione dei prodotti.&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/img/194/1618/640/image0011.jpg"&gt;&lt;img style="BORDER-RIGHT: #000000 1px solid; BORDER-TOP: #000000 0px solid; MARGIN: 2px; BORDER-LEFT: #000000 0px solid; BORDER-BOTTOM: #000000 0px solid" src="http://photos1.blogger.com/img/194/1618/320/image0011.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;Dei circa 3,7 milioni di imprese (industriali e di servizio) attive, 2,4 milioni ( il 65%) sono imprese individuali. Le società di persone rappresentano il 21%, le società di capitali rappresentano il 12%.&lt;br /&gt;Le società che operano nel campo delle attività manifatturiere sono circa 640.000 e rappresentano appena il 17,4%, del totale ( agricoltura, industria, servizi, stato) delle imprese. Queste imprese operano con un numero di addetti medio di 9 dipendenti ed un fatturato medio di 2,2 miliardi di vecchie lire (1,1 milioni di euro)/anno.&lt;br /&gt;Di queste, come con difficoltà si riesce a leggere dal grafico, solo 62 hanno più di 2000 dipendenti e un fatturato medio di 1,5 milioni di euro (dati riferiti all’ultimo censimento ISTAT).&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/img/194/1618/1024/image002.1.jpg"&gt;&lt;img class="phostImg" src="http://photos1.blogger.com/img/194/1618/320/image002.9.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;Ma quello che più conta è che di queste solo 555 sono le imprese che hanno più di 500 addetti. Sono invece ben 556.800 le imprese con meno di 50 addetti di cui ben 530.000 quelle con meno di 20 addetti.&lt;br /&gt;Insieme costituito da una parte da una miriade di subfornitori che operano in un mercato rigido e senza grandi opportunità di crescita, con la sola flessibilità di assumere o di licenziare, dall’altro una miriade di artigiani che operano in particolari nicchie o per un mercato locale.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;N&lt;/strong&gt;el breve termine una politica di qualificazione dei prodotti porterà ad una trasformazione del circuito del sommerso, che non avrà più spazio per i propri prodotti. Molte aziende dovranno chiudere, altre emergeranno. Il saldo sarà certamente negativo, per l'occupazione sommersa.&lt;br /&gt;Ma porterà anche a favorire la riorganizzazione della miriade di piccole e medie imprese nate nel recente passato dalla capacità imprenditiva di intraprendenti capireparto che ormai al limite della propria carriera di imprenditori sono costretti a lasciare a favore dei propri figli spesso non disponibili a perpetuare l’impresa.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;N&lt;/strong&gt;el lungo periodo, una seria politica di orientamento alla qualità dei prodotti e dei servizi dovrebbe, invece, portare ad una riorganizzazione della struttura produttiva ufficiale, facendo così riconquistare al paese quei posti di lavoro persi dalla progressiva naturale eliminazione del sommerso. Contemporaneamente un serio controllo dell’applicazione delle specifiche metterà fuori mercato la produzione di prodotti non certificabili provenienti dai paesi emergenti mettere al proprio posto nella scala gerarchica della qualità le produzioni scadenti con il conseguente riaprirsi alle imprese nostrane di aree di mercato altrimenti perdute.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I&lt;/strong&gt;l risultato macroeconomico è quello che a queste condizioni la competizione si giocherà a pari livello ma soprattutto a livello più alto, dovendo per forze di cose anche il produttore dei paesi meno qualificati, che usano manod’opera impropria e non qualificata sarà costretta a qualificarsi, e formare il proprio personale. Quindi, assumendo che, superato un certo limite, l’equazione maggiore qualità corrisponda a maggiore professionalità e tecnologia utilizzata, maggiore professionalità corrisponde a lavoro più qualificato e per questo sottoposto ad un minor divario di costo tra i vari paesi, maggiore tecnologia applicata corrisponde a costi comparabili (l’ammortamento delle macchine e/o delle tecnologie utilizzate).&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;P&lt;/strong&gt;er le piccole e piccolissime imprese, che operano sul mercato aperto e competitivo vi sarà, quindi, una dura selezione che farà uscire dal mercato le aziende più deboli, mentre farà evolvere verso la media dimensione le aziende titolari di prodotti di qualità. Questo fatto renderà naturalmente queste imprese capaci di competere su mercati più ampi che non quello locale o regionale sui quali sinora si erano misurate. Sempre che queste aziende siano capaci di rafforzare la propria struttura imprenditoriale con personale qualificato.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L&lt;/strong&gt;e medie grandi imprese dovrebbero già essere in grado di qualificare, senza scossoni per i propri livelli occupazionali, il proprio ciclo produttivo, la propria struttura organizzativa ed i propri prodotti. Tutti quelli che sinora non avessero proceduto ad una formale certificazione di qualità dei propri processi, della propria organizzazione e dei propri prodotti saranno costretti dal mercato a qualificarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="#pf"&gt;&lt;strong&gt;Il Progetto di Formazione alla Qualita’ &lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L'&lt;/strong&gt;implementazione del Sistema Italiano della Qualità deve contare su un vasto programma di formazione, che ponga la qualità come stile di vita delle aziende italiane e non solo come un mezzo di spot televisivo.&lt;br /&gt;La cultura della qualità passa attraverso un processo di riappropazione dei principi etici del rapporto tra produttore e consumatore che travalica il concetto stesso di formazione del personale; ma passa anche attraverso il miglioramento dei sistemi organizzativi e produttivi utilizzati dal sistema industriale italiano.&lt;br /&gt;Queste azioni, che possono dare importanti frutti solo in un periodo medio lungo, passa attraverso la formazione dei giovani e la riqualificazione di management disponibile. Cioè attraverso l'introduzione nelle aziende, specie le medio-piccole, di linfa nuova. Non sarà un corso di due o tre giorni rubati ai problemi impellenti della produzione, ad introdurre nelle aziende la cultura della qualità. Da una parte un'adeguata mobilità orizzontale di quadri e di forze dirigenziali da aziende più grandi, e meglio organizzate, verso aziende medio-piccole può accellerarne il processo di ammodernamento. Dall'altra parte l'adozione di un serio progetto di formazione dei giovani, affidato ai giovani, che permetta loro, con il supporto di un tutor, di entrare in azienda già preparati ai temi complessivi dell'organizzazione, del mercato, della gestione e della qualità.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E’&lt;/strong&gt; infatti sui giovani, che hanno una maggiore sensibilità all’ambiente ed ai problemi dell’interazione tra produzione e società civile, che bisogna far leva per far adottare alle imprese comportamenti compatibili con le regole della “Etica e Responsabilità Sociale d’Impresa” sottostanti alla adozione del Bilancio Sociale dell’Impresa.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I&lt;/strong&gt;l progetto potrebbe rimettere in moto tutto il sistema formativo del paese e avrebbe il merito di portare un efficace contributo nell'immediato ai problemi della disoccupazione giovanile e a quelli degli... anziani-giovani, in altre parole di quelle persone che il sistema produttivo ha espulso per propria rinuncia allo sviluppo e che ha messo, di fatto, a disposizione della comunità che al momento non è capace di utilizzarle: una grande massa di persone più o meno "acculturate" che non sono in nessun modo utilizzate, anzi, grazie agli strumenti legislativi vigenti, sono allontanate da qualsivoglia attività produttiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8195773-109500071377710113?l=proposteulivo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://proposteulivo.blogspot.com/feeds/109500071377710113/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8195773&amp;postID=109500071377710113' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/109500071377710113'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/109500071377710113'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/la-riscoperta-della-qualit.html' title='La riscoperta della Qualità'/><author><name>Francesco Nunziata</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07724218482297351230</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://4.bp.blogspot.com/_aRyGIpDC3rs/SlWp7nqWsjI/AAAAAAAAAA4/6qc0SF5PoVs/S220/nunziata_1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8195773.post-109493130686166102</id><published>2004-09-11T21:25:00.002+02:00</published><updated>2008-04-02T07:32:48.069+02:00</updated><title type='text'>ALITALIA, una  proposta per una crisi annunciata</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:90%;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Abstract:&lt;/strong&gt; I problemi di Alitalia sono stati affrontati con la superficialità con la quale i "politici" normalmente affrontano i problemi di politica industriale del paese; non meglio è stato affrontato il problema degli esuberi del personale . Voler paragonare Alitalia ad una compagnia low cost è come confrontare pere con patate. Se Alitalia deve competere con le compagnie low cost sarà meglio scioglierla. Nei discorsi dei nostri politici normalmente le professionalità presenti nelle aziende vengono confuse  (e trattate) nel calderone  (del … numero) dei dipendenti. Siamo un paese che pensa ancora in termini di capannoni, macchine e teste, che non si è accorto che le aziende del mondo industrializzato utilizzano la "conoscenza e l'esperienza" come proprio asset, avendo devoluto ai paesi del terzo mondo la "produzione". Il personale di Alitalia è un asset che, per esempio, manca, ancora, a Trenitalia. Società che non è assolutamente capace di produrre un servizio adeguato ai normali standard qualitativi del settore. Sarebbe sicuramente più produttivo per Ferrovie dello Stato investire in "servizio al passeggero" piuttosto che in "nuove stazioni ".&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L&lt;/strong&gt;e chiare analisi apparse sulla caso Alitalia (ma per il nostro paese e davvero un caso?) nelle scorse giornate confermano ciò che a molti era già visibile: la crisi Alitalia viene da una incapacità dei vertici della società nello scegliere la propria area di mercato e dall’arrogante rifiuto di realizzare concrete alleanze produttive con altre compagnie europee.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L&lt;/strong&gt;a nostra compagnia di bandiera si è trovata ad operare in un mercato di dimensioni troppo piccolo in riferimento alla struttura organizzativa che si era data, e quindi ai propri costi, quale è quello italiano. Ma vi erano le sovvenzione statali e i contributi regionali che saldavano l’evidente insufficienza di ricavi.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E&lt;/strong&gt;d è stato questo uno dei maggiori problemi di questa società, il rifugiarsi per anni nel, per qualche verso, comodo ma inesistente mercato captive senza aver mai tentato di scegliersi un proprio mercato di riferimento, come è capitato a tante aziende private e a tantissime aziende parastatali italiane. Senza contare gli errori nella strategia degli investimenti con acquisti di velivoli dettati più da ragioni politiche che industriali ed appesantiti da diseconomie derivanti dalla necessità dell’azionista di supportare l’occupazione di aziende terze decotte imponendo all’Alitalia di favorire improbabili compensazioni industriali: acquisti di velivoli contro lavoro (di scarso livello tecnologico!) per l’industria aeronautica italiana.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;F&lt;/strong&gt;inchè non sono intervenuti processi evolutivi quali la chiusura dei cordoni della borsa da parte dello Stato, la liberarizzazione, la liquidazione dell’IRI, che ha tolto alla compagnia sia la possibilità di vedersi ripianare a cuor leggero i debiti sia le non insignificanti quote di mercato provenienti da questa area di mercato. Ed&lt;br /&gt;em&gt;&lt;/span&gt;è stato questo il momento in cui è eslposa la contraddizione non risolta da nessuno dei vari manager che si sono man mano succeduti.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;P&lt;/strong&gt;ur avendo ancora in piedi una struttura organizzativa da compagnia di bandiera, si è scelta la via dello scontro sul piano dei voli a basso costo con aziende più agili nate nel frattempo per servire tale mercato, rendendo incompatibili le esigenze proprie di questo tipo di mercato con la propria capacità di offrire un servizio qualificato e .. di bandiera.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;A&lt;/strong&gt; questo si è aggiunto l’arroganza e la stupidità di non capire che senza una politica di alleanze europee sia in termini di gestione che in termini di investimenti si sarebbe giunti al punto in cui siamo, con la scelta di tagliare posti di lavoro qualificati, con il rischio che qualcuno pensi al loro prepensionamento.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L&lt;/strong&gt;o stesso inqualificabile errore fatto con le Ferrovie dello Stato, società alla quale si è permesso, dietro l’offerta di un servizio, che è solo mediatico, quale è quello offerto dal servizio Eurostar, di smantellare, di fatto, un potente e capace complesso industriale, stravolgendo così la missione di servizio pubblico riservata da sempre a questa azienda, con il risultato di aver impoverito le capacità tecniche dell'azienda mandando in prepensionamento decine di migliaia di lavoratori qualificati, promuovendo sindacalisti capaci (sic!) a manager, incapaci, e allargando a dismisura la voragine dei conti INPS.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L&lt;/strong&gt;e Ferrovie dello Stato, così operando, hanno scelto di privilegiare una fetta di mercato che non è sicuramente la propria, con il risultato di offrire un servizio, comunque scadente, ad un limitato mercato di opinion makers su poche linee privilegiate, coprendo, così, con con un velo la propria disfatta manageriale: la disfatta della tanto decantata via del primato del trasporto su ferro.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;D&lt;/strong&gt;ue casi da studio, due debolezze che potrebbero trasformarsi in due forze se il sistema politico italiano fosse capace di fare politica industriale e non solo finanza creativa. Forse, checchè se ne dica, manca al paese una struttura manageriale di controllo strategico come era l’IRI e che non riuscirà mai ad essere sostituita dalla debolezza manageriale di Sviluppo Italia, cosa che sembra stia, con i fatti, perseguendo il nostro Ministro del Tesoro.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;A&lt;/strong&gt;ll’Alitalia bisogna, a meno di non liquidarla, ridare la possibilità di operare nella sua naturale nicchia di mercato dove è richiesto un servizio ricco e qualificato e dove possono essere espresse tutte le potenzialità dell’ancor esistente organizzazione Alitalia. E naturalmente bisogna lasciarla libera di allearsi operativamente con un vettore europeo. Vendere l’Alitalia a cordate private è di fatto una non soluzione. Chi la compra non piò che procedere al suo smantellamento. Creare un bad company o dividere semplicemente la compagnia in più società è un insulto all’intelligenza. L'Alitalia per ritrovare il suo mercato ha bisogno di tempo, tanto tempo e non certo i mesi che i politici stanno assegnando ad un povero cristo di presidente, che non conosce niente di aziende di trasporto.. aereo.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L&lt;/strong&gt;e Ferrovie dello Stato, per altro verso, devono essere riportate al loro proprio core business lo sviluppo del servizio pubblico. Attualmente l’attenzione manageriale di questa impresa è tutta focalizzata sul servizio per le linee a più alta frequenza, le direttrici che da Roma vanno verso il Nord del paese e per le linee che, si può affermare impropriamente, sono definite ad alta velocità e che hanno la pretesa, mancata, di offrire un servizio più qualificato.&lt;br /&gt;Linee con materiale rotabile nuovo ma non certo più veloce e confortevole di quanto lo fossero, al loro tempo, gli Intercity e pretesa, mancata, di offrire un servizio qualificato. La struttura storica delle ferrovie è e rimane di origine industriale (treni e binari) e non ha alcuna idea di cosa significhi e come si debba organizzare un servizio al cliente, tantomeno un servizio di trasporto qualificato. Con il concreto rischio di venire travolti dalla prossima liberalizzazione che vedrà nuove imprese più agili e con meno pesi e regole offrire servizi migliori e più competitivi. Cosa che produrrà necessariamente un nuovo pacchetto di esuberi (si parla di ulteriori 30.000 ferrovieri da prepensionare!).&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;D&lt;/strong&gt;ue debolezze che, come detto, potrebbero trasformarsi in due forze se si avesse il coraggio politico e organizzativo di apportare il ramo d’azienda che attualmente gestisce per le Ferrovie dello Stato i servizi “ad Alta Velocità” all’Alitalia.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I&lt;/strong&gt; circa 2000 esuberi Alitalia costituirebbero linfa vitale per questo particolare servizio ferroviario, arricchendolo. Di contro, l’Alitalia, liberate di un numero importante di risorse attualmente ritenute, non del tutto a ragione, eccedenti, potrebbe dedicarsi a ridisegnare, perseguire ed implementare una strategia di sviluppo, compreso la scelta del miglior alleato operativo possibile, abbandonando la corsa suicida verso l’offerta di servizi a basso costo.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L&lt;/strong&gt;e Ferrovie dello Stato, liberate di un falso obiettivo, potrebbero focalizzarsi sul miglioramento dell’offerta di servizio pubblico e potrebbero dedicare la propria attenzione manageriale allo sviluppo delle linee e del traffico nelle zone ancora poco e mal servite ma sopratutto potrebbero dedicarsi con più interesse manageriale allo sviluppo del servizio merci: ritornando alla propria missione di operatore essenziamente e naturalmente pubblico. Per di più lo Stato Patrimoniale rafforzato dal conferimento del ramo d’azienda permetterebbe all’Alitalia di raggiungere, con tranquillità, i risultati attesi dalla ristrurazione con minore affano.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;U&lt;/strong&gt;n progetto questo, ciòè il tentativo di inserire in un unico contenitore industriale il trasporto pubblico omogeneo non nel senso del mezzo usato ma nel senso del mercato servito, studiato dai vertici di Ferrovie ed IRI negli anni novanta e affondato con colpevole insipienza dagli allora dirigenti operativi delle due imprese.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8195773-109493130686166102?l=proposteulivo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://proposteulivo.blogspot.com/feeds/109493130686166102/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8195773&amp;postID=109493130686166102' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/109493130686166102'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/109493130686166102'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/alitalia-una-proposta-per-una-crisi.html' title='ALITALIA, una  proposta per una crisi annunciata'/><author><name>Francesco Nunziata</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07724218482297351230</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://4.bp.blogspot.com/_aRyGIpDC3rs/SlWp7nqWsjI/AAAAAAAAAA4/6qc0SF5PoVs/S220/nunziata_1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8195773.post-109454048709872611</id><published>2004-09-07T08:12:00.000+02:00</published><updated>2004-11-10T11:01:23.323+01:00</updated><title type='text'>Democrazia e Controllo dei piccoli comuni turistici (3)</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:90%;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Abstract :&lt;/strong&gt; Le modifiche, in termini di autonomia, della legislazione riguardante i comuni, la trasformazione di questi in "centri servizi" finanziariamente autonomi, il colpevole mancato adeguamento dei sistemi di controllo ha aperto la strada, specificamente per i piccoli comuni, a possibilità di manipolazione del bilancio. Con risultati significativi sul rispetto dei parametri del Patto di Satabilità. La determinazione dei residui attivi rappresenta per i piccoli comuni, specie quelli turistici, spesso una oppoertunità  per evitare il commissariamento. La soluzione: ridefinire le regole di nomina, e le caratteristiche, del Revisore dei conti, unica figura rimasta a presidiare il controllo contabile di questi enti.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;U&lt;/strong&gt;na questione rilevante che se non gestita rischia di far saltate i limiti imposti dal Patto di Stabiltà.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L'&lt;/strong&gt;analisi dei dati del Censimento ISTAT del 2000 mostra come dei 7.436 comuni con meno di 15.000 abitanti (circa il 92% degli 8100 comuni italiani, circa il 42% della popolazione residente) custodiscono il 46,4% del totale patrimonio di unità abitative del paese. Questi comuni posseggono il 62,8% del patrimonio abitati del paese non utilizzato dai residenti. In questi comuni le abitazioni non utilizzate dai residenti rappresentano il 36,1% di quelle utilizzate. Tra questi per ben 4.000 comuni le abitazioni occupate dai residenti rappresentano la metà di quelle disponibili. Per 1100 comuni il rapporto sale a 3,4 , fino a raggiungere un massimo di 18 abitazioni disponibili per ogni abitazione occupata dai residenti.&lt;br /&gt;Questi comuni, pur avendo le "caratteristiche economico-finanziarie" di un comune di "classe demografica" superiore, non sono sottoposti ad alcuni importanti controlli del Patto di Stabilità nè, di fatto, al controllo della&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L&lt;/strong&gt;a questione: la recente attuazione del decentramento amministrativo ha portato per molte amministrazioni comunali la necessità di accellerare i processi di autofinanziamento. Questo è stato realizzato sopratutto attraverso una più puntuale applicazione dell'ICI, una più puntuale fatturazione relativa alla fornitura dei servizi, gestione reflui, acquedotto, raccolta dei rifiuti solidi urbani e di molte altre imposte. L'applicazione di questo nuovo rigore non sembra però essere stato realizzato, in questi primi anni di applicazione, in modo trasparente, specie per i piccoli comuni e specie in quei contesti, i comuni turistici, dove le abitazioni presenti sul territorio sono di molto maggiori di quelle occupate e per di più intestate a cittadini sconosciuti all'anagrafe. Molti di questi comuni hanno dovuto allestire una banca dati alternativa all'anagrafe stessa. Attività che è stata per lo più affidata a terzi attraverso contratti capestro, con costi finali che hanno eroso gran parte di quanto effettivamente al momento incassato e con risultati scadenti.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;M&lt;/strong&gt;a quel che più conta è che questo lavoro, a quasi dieci anni dall'avvio del decentramento amministrativo, non ha permesso di concludere il processo di definizione univoca dell'anagrafe dei contribuenti, creando un gran volume di residui attivi, un ampio contenzioso e nei comuni più piccoli e con più alto rapporto abitazioni/famiglie, cioè nei comuni turistici che possono contare su un alto volume di entrate da cittadini non votanti, la discrezionalità figlia del caos potrebbe aver prodotto occasioni di voto di scambio.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I&lt;/strong&gt;l rischio è che i bilanci di questi comuni, che non passano, di fatto, sotto la lente del controllo di congruità, sia perchè la cosa non è prevista del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267, TESTO UNICO DELLE LEGGI SULL'ORDINAMENTO DEGLI ENTI LOCALI, che limita alcuni importanti controlli ai comuni con popolazione superiore a 5000 abitanti residenti, ma anche a causa della classificazione (classi demografiche riferite ai soli cittadini residenti) utilizzata, contengano volumi di residui attivi in gran parte aleatori &lt;span style="font-size:78%;"&gt;(1)&lt;/span&gt; .&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I&lt;/strong&gt;n tempi di vacche magre con il continuo contrarsi dei finanziamenti statali e con i vincoli alla crescita della spesa, gli amministratori di questi comuni devono garantirsi il voto futuro e la continuità. In presenza di parametri di controllo inefficaci, con rapporti di congruità che utilizzano un denominatore non congruo, il numero dei cittadini residenti, e potendo spendere il gran potere offerto alle amministrazioni di questi piccoli comuni turistici viste le semplificazioni del controllo che il dl 267 offre e, in qualche caso, una gestione furbesca dei residui attivi, incasso futuro di imposte passate, è la soluzione per evitare il commissariamento fino alle successive elezioni.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;S&lt;/strong&gt;i tratta di volumi considerevoli &lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;strong&gt;(2)&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;. Un possibile errore di attribuzione o, come troppo spesso capita, la possibile duplicazione dei soggetti tassati rispetto al bene da tassare, vedi il caso delle proprietà in comunione dei beni o in comproprietà, il numero degli anni da riscuotere, le partite in gioco, ICI, Tarsu, Servizio Idrico Integrato, le eventuali penalità per ritardato pagamento appostate, ecc. possono dare il senso del volume di danaro in gioco &lt;span style="font-size:78%;"&gt;(3)&lt;/span&gt; per ciascun soggetto eventalmente inserito non correttamente negli elenchi.&lt;br /&gt;Scarti anche di qualche punto percentuale rispetto al totale atteso di incassare possono avere un peso determinante sulla credibilità del rapporto disavanzo Pil tenuto conto che dopo tanti anni di mancata esazione l'errore possibile sulla autenticità del titolo a recuperare si fa sempre più grande.&lt;br /&gt;---------------------------------&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(1)&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;La Deliberazione n. 6/2003 della Corte dei conti – Sezione autonomie osserva - "Come già osservato in passato, pur mostrando una situazione di amministrazione positiva, la maggior parte delle gestioni di competenza degli Enti considerati (il 61,5% delle Province, il 70,8% dei Comuni ed il 54,5% delle Comunità montane) presenta invece un disavanzo: gli avanzi di amministrazione sono quindi raggiunti per lo più solo grazie alla gestione dei residui. Una persistente diffusione di squilibri nelle gestioni di competenza costituisce un fenomeno che suscita di per sé rilevanti perplessità. E’ infatti da considerare che mentre l’attendibilità dei dati della gestione di competenza dipende solo dalla correttezza degli accertamenti e degli impegni, l’attendibilità dei residui dipende anche dall’accuratezza dell’annuale operazione di revisione che conduca ad un giudizio positivo sull’esistenza di validi motivi giuridici per il loro mantenimento nel conto del bilancio. In sostanza, è sufficiente conservare nel conto del bilancio residui attivi, in realtà inesigibili, per evidenziare risultati di amministrazione in parte inattendibili, eventualmente evitando anche di ripianare sostanziali disavanzi".&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:78%;"&gt;(Relazione sui risultati della gestione finanziaria e sull’attività degli enti locali nell’esercizio 2001 e sulla gestione di cassa nell’esercizio 2002,inviata al Parlamento il 19 giugno 2003) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(2)&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;L'ISCO - Istituto Nazionale per lo Studio della Congiuntura - scrive: "Quanto alla situazione al 31 dicembre 1999 dei residui attivi dei Comuni va segnalato il decremento avvenuto nel corso del 2000 (- 2,2%) segnando a fine anno un ammontare pari a 69.076,5 milioni di euro, a fronte dei 70.637,8 milioni evidenziati al 31 dicembre 1999. Un decremento esiste nella formazione dei residui della competenza che a fine 2000 si sono attestati a 31.162,6 milioni rispetto ai 35.023,9 milioni del 1999 (- 11%). La velocità di smaltimento dei residui della competenza è passata dal 41,7% del 1999 al 40,7% del 2000.Il forte decremento dei residui attivi di competenza verificatosi nel 2000 (Appendice ES. 7) è derivato dalla minore formazione dei residui di parte corrente passati da 18.529 milioni nel 1999 a 17.029,3 milioni del 2000 con un calo dell'8,1% e dei residui di conto capitale (- 28,8%) passati da 9.766,3 del 1999 a 6.952,4 del 2000. I residui della contabilità speciale hanno manifestato un vistoso aumento del 67,5% passando da 899,2 milioni a 1.505,8 milioni".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(Relazione 2001 - I bilanci delle Regioni, Provincie, Comuni e Comunità Montane, testo redatto per la Relazione generale sulla situazione generale del paese-anno 2001)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(3)&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;Tenuto conto che, nel contesto descritto, i residui attivi fanno capo per lo più a presunti crediti riferiti a soggetti che non hanno mai versato le imposte dovute, Mediamente la cifra versata da un cittadino, nel 2001, per tasse e imposte comunali raggiunge una cifra vicina ai 350 euro/anno (la sola cifra mediamente pagata nel 2001 è stata pari per l'ICI a 369.571 lire e per la TARSU a 170.500 lire). Supponendo che ci si debba riferire ai cinque anni canonici (ma le ultime finanziarie hanno prorogato questo termine) si ottiene il debito presunto unitario pari ad una una cifra complessiva mediamente pari a 1.750 euro, senza contare interessi e sovraimposte per ritardato pagamento. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8195773-109454048709872611?l=proposteulivo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://proposteulivo.blogspot.com/feeds/109454048709872611/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8195773&amp;postID=109454048709872611' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/109454048709872611'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/109454048709872611'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/democrazia-e-controllo-dei-piccoli_07.html' title='Democrazia e Controllo dei piccoli comuni turistici (3)'/><author><name>Francesco Nunziata</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07724218482297351230</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://4.bp.blogspot.com/_aRyGIpDC3rs/SlWp7nqWsjI/AAAAAAAAAA4/6qc0SF5PoVs/S220/nunziata_1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8195773.post-109445336530140332</id><published>2004-09-06T07:52:00.000+02:00</published><updated>2004-11-10T11:02:09.843+01:00</updated><title type='text'>Democrazia e Controllo dei piccoli comuni turistici (2)</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:90%;"&gt;&lt;strong&gt;Abstract:&lt;/strong&gt; Cittadini o residenti? Il decreto legge 267 definisce, in un impeto di deregulation, regole di gestione e sistemi di controllo delle amministrazioni comunali più o meno severe sulla base della "classe demografica". Un parametro ormai obsoleto &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; che ritiene di rappresentare la dimensione (economica!) del comune dal numero dei sui residenti. Un metodo basato sulla "immobilità" della popolazione, ma sopratutto un metodo che discrimina cittadini non residenti. Cittadini che pagano tasse e tariffe ma che non hanno alcun diritto di partecipazione. Un insieme di condizioni che favorisce il "voto di scambio", scecie nei piccoli comuni a vocazione turistica.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I&lt;/strong&gt;l caso: San Nicola Arcella, località turistica in provincia di Cosenza, con 1400 abitanti residenti (circa 450 famiglie) e circa 4500 appartamenti frequentati per le vacanze e di proprietà di altrettante famiglie: circa 10.000-11.000 cittadini che contribuiscono al reddito della comunità residente e che pagano, al pari di questi, tutti i tributi ed i servizi. Un caso, preso a riferimento tra centinaia di casi simili, che riguarda molti piccoli comuni turistici italiani.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L’&lt;/strong&gt;attuale definizione di "abitante", che di fatto corrisponde univocamente al cittadino residente e quella di "elettore", che si riferisce al cittadino residente che, raggiunta l’età di legge, viene iscritto nelle liste elettorali, risulta di fatto un concetto vecchio rispetto alla evoluzione dei bisogni di una moderna società civile. Il cittadino non ha più bisogno di essere individuato da una anagrafe comunale che pretende di collegare indissolunilmente il luogo di residenza all'individuo. Collegare gli iscritti all'anagrafe comunale, un dato buono solo per bisogni statistici, ai cittadini che hanno diritto di voto è e sicuramente contraddittorio anche rispetto all’evoluzione delle variabili economiche che il decentramento amministrativo ha e sta comportando. Senza contare che il cittadino è individuato già da un codice fiscale, e presto, dalle proprie impronte digitali.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L&lt;/strong&gt;a questione riguarda, in special modo, un numero elevato di cittadini, non meno di 7-8 milioni di persone che utilizzano 3-4 milioni di seconde case e che pagano tasse e tariffe &lt;span style="font-size:78%;"&gt;(1)&lt;/span&gt; in alcuni casi addirittura in misura superiore ai residenti.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I&lt;/strong&gt;l cittadino avrebbe il diritto di partecipare alla cosa pubblica ovunque abbia interessi economici e ovunque paghi le tasse riconoscendogli, almeno, il "diritto", sempre previsto dagli statuti comunali nel capitolo "partecipazione" ma che spesso nei piccoli comuni, specie quelli turistici, volutamente disatteso, ad una adeguata partecipazione alla cosa pubblica e ad un controllo della gestione comunale da parte di organi, e tra questi il revisore dei conti, adeguati, qualificati ma sopratutto indipendenti&lt;span style="font-size:78%;"&gt;(2)&lt;/span&gt; . Da qui la necessità di introdurre una norma più imperativa sul fatto che gli statuti comunali prevedano adeguati livelli di partecipazioni dei "cittadini", iscritti o non iscritti all'anagrafe, alla cosa pubblica.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;P&lt;/strong&gt;er il medio-lungo termine sarà il caso di affidare al Parlamento una azione che preveda, per la tipologia dei comuni rappresentata, la possibilità di porre rimedio al deficit di democrazia che ora si verifica, riconoscendo a quei cittadini di serie B, che pagano le tasse ed i servizi il diritto di accesso al voto per l’elezione di propri rappresentanti nei consigli comunali.Questo si potrebbe ottenere semplicemente ridefinendo il significato di "classe demografica" ampliandolo cioè a tutti i soggetti che nel comune sono portatori di interessi economici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--------------------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;1)&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;tasse o tariffe che spesso, proprio nel caso di seconde case, risultano proporzionalmente più costose visto che molto spesso non vengono conteggiate a consumo. Molti comuni, infatti, fanno pagare i servizi sulla base di consumi minimi e non a contatore, applicano aliquote ICI superiori e senza sgravi, incassano una addizionale sull’energia elettrica, ecc. ecc.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;2)&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; cosa sostenuta anche dalla Corte dei conti – Sezione autonomie "..., la Sezione perviene ad una valutazione non positiva sul funzionamento di questi organi che non hanno corrisposto pienamente alle aspettative del legislatore e della collettività nazionale, in quanto le loro relazioni appaiono,.... , spesso non collegate con la realtà gestionale dell'Ente,..." (da Relazione sui risultati della gestione finanziaria e sull’attività degli enti locali nell’esercizio 2001 e sulla gestione di cassa nell’esercizio 2002 - Deliberazione n. 6/2003, inviata al Parlamento il 19 giugno 2003) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8195773-109445336530140332?l=proposteulivo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://proposteulivo.blogspot.com/feeds/109445336530140332/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8195773&amp;postID=109445336530140332' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/109445336530140332'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/109445336530140332'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/democrazia-e-controllo-dei-piccoli.html' title='Democrazia e Controllo dei piccoli comuni turistici (2)'/><author><name>Francesco Nunziata</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07724218482297351230</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://4.bp.blogspot.com/_aRyGIpDC3rs/SlWp7nqWsjI/AAAAAAAAAA4/6qc0SF5PoVs/S220/nunziata_1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8195773.post-109457506549584512</id><published>2004-09-05T18:37:00.000+02:00</published><updated>2005-01-01T11:32:32.920+01:00</updated><title type='text'>Democrazia e Controllo dei piccoli comuni turistici (1)</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;abstract:&lt;/strong&gt; Il decentramento amministrativo realizzato con il dl 267 dell'agosto 2000 sta cominciando a fornire i suoi riscontri, in termini di applicabilità. Il legislatore, in un impeto di buonismo, ha privilegiato la ....buonafede dell'amministratore dimendicando che questi è anche un politico. Un politico "in corsa" il cui primo obiettivo è la rielezione. Nei piccoli comuni le opposizioni, il revisore dei conti, il segretario, i tecnici comunali i cittadini scomodi sono sotto il controllo di una sorta di nuovo e potente capo ... : il sindaco.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:75%"&gt;..................................................................................&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;| &lt;/strong&gt;&lt;a href="#pp"&gt;Il caso&lt;/a&gt;&lt;strong&gt; | &lt;/strong&gt;&lt;a href="#qp"&gt;La questione&lt;/a&gt;&lt;strong&gt; | &lt;/strong&gt;&lt;a href="#av"&gt;Le possibili azioni&lt;/a&gt;&lt;strong&gt; | &lt;/STRONG&gt;&lt;br /&gt;.................................................................................... &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="#pp"&gt;&lt;strong&gt;Il caso&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;San Nicola Arcella, località turistica in provincia di Cosenza, con 1400 abitanti residenti (circa 450 famiglie) e circa 4500 appartamenti frequentati per le vacanze e di proprietà di altrettante famiglie: circa 10.000-11.000 cittadini che contribuiscono al reddito della comunità residente e che pagano, al pari di questi, tutti i tributi ed i servizi. In alcuni casi addirittura in misura superiore ai residenti. Il comune di San Nicola Arcella rientra nel novero dei comuni con meno di 3.000 abitanti e quindi l'amministrazione comunale non è sottoposta ad alcuni importanti controlli amministrati, pur avendo le "caratteristiche economico-finanziarie" di un comune di 10-15.000 abitanti.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L'&lt;/strong&gt;analisi dei dati del Censimento ISTAT del 2000 mostra come il fenomno sia diffuso. Mediamente negli 8100 comuni del nostro paese per ogni abitazione non occupata da residenti sono disponibili 4 abitazioni occupate da residenti. Tra questi per ben 4.000 piccoli comuni, 15 milioni di residenti e 6 milioni di famiglie, le abitazioni occupate dai residenti rappresentano la metà di quelle disponibili. Per 1100 di questi comuni il rapporto medio sale a 3,4 , con punte che raggiungono le oltre 18 abitazioni disponibili per ogni abitazione occupata dai residenti.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;C&lt;/strong&gt;iò porta a dire che le amministrazioni comunali di almeno 500 comuni (circa il 9% dei comuni con meno di 5000 abitanti residenti) e almeno 700 (circa il 15% dei comuni con meno di 3000 abitanti residenti, pur avendo le "caratteristiche economico-finanziarie" di comuni di "classe demografica" superiore, non sono sottoposti ad alcuni importanti controlli del Patto di Stabilità nè, di fatto, al controllo della Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267, TESTO UNICO DELLE LEGGI SULL'ORDINAMENTO DEGLI ENTI LOCALI, che limita alcuni importanti controlli ai comuni con popolazione superiore a 3000 abitanti (residenti).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="#qp"&gt;&lt;strong&gt;La questione&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il decentramento amministrativo fin qui realizzato ha di molto potenziato il ruolo dei sindaci e della loro maggioranza ma ha di fatto ridotto a zero il ruolo delle minoranze anche e soprattutto attraverso la soppressione dei Comitati Regionali di Controllo.&lt;br /&gt;L’Amministrazione Giudiziaria, la Corte dei Conti e le altre Amministrazioni di Controllo, la forza pubblica sono per loro natura lente e spesso, in questi piccoli centri, imbrigliate da una naturale rapporto di convivenza che, di fatto, favorisce il dilagare di una miriade di piccoli illeciti amministrativi che, attraverso una forzata impunità, si tramutano in una diffusa illegalità. Ciò avviene, crediamo, specie nel profondo sud, dove la frammentazione della popolazione in una miriade di piccoli centri, la mancanza di una cultura industriale e la "casualità" delle attività produttive produce, specie nei comuni turistici, "caste politiche" guidate e gestite dall’intreccio degli interessi forti (sic!) che il basso rapporto governanti /governati naturalmente crea.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;C&lt;/strong&gt;osì che si assiste, per esempio, al fatto che un assessore di un comune vicino sia nominato responsabile amministrativo, che un sindaco di un comune confinante sia nominato revisore dei conti (senza averne adeguata qualificazione) e che tutti questi soggetti facciano parte di un Patto Territoriale e/o di una Comunità Montana.&lt;br /&gt;Rispetto a questi problemi il dl 267 dell'agosto 2000 presenta gravi carenze. Carenze dettate da una ingenuo applicazione del diffuso bisogno di governabilità sia a livello locale che a livello nazionale, che ha di fatto eliminato tutti i contrappesi che matenevano in un equilibrio stabile la vita amministrativa del paese.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;A&lt;/strong&gt;l momento, alle minoranze ed al cittadino di uno di questi piccoli centri non resta che appellarsi al Prefetto. Figura che, malgrado un tentativo di depotenziamento, è rimasta l’unico, ma impotente, baluardo possibile.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;U&lt;/strong&gt;na questione rilevante rispetto alla efficacia del Patto di Stabilità che se tralasciata rischia di minarne le aspettative.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="#av"&gt;&lt;strong&gt;Le possibili azioni&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;U&lt;/strong&gt;na azione con possibili effetti nell’immediato potrebbe essere quella di sollecitare il Ministero degli Interni a potenziare le funzioni e l’organico delle Prefetture, affidando a questa struttura la capacità del controllo della leggittimità.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;M&lt;/strong&gt;a l'azione più efficace sarà quella di rimettere mano alla legge Bassanini per la parte che riguarda i piccoli comuni:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;ridefinendo le maggioranze necessarie alla approvazione di atti fondamendali quali l'approvazione dello statuto comunale, l'approvazione del bilancio consuntivo, l'approvazione del piano pluriennale degli investimenti; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;definendo meglio il diritto alla partecipazione della minoranza alla vita dell'amministrazione; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;imponendo regole di accesso agli atti comunali valide per tutti i consiglieri; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;imponendo modalità di covocazione e di definizione dell'ordine del giorno dei consigli comunali più trasparenti; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;ridefinendo le competenze e la qualità tecnica del Revisore dei conti (p.e. imponendo la nomina di un revisore iscritto all'albo nazionale di categoria); &lt;/li&gt;&lt;li&gt;evitando che sia la sola maggioranza a eleggerlo, utilizzando p.e. la tecnica delle maggioranze qualificate; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;migliorando il decreto legge 267 nella parte che riguarda la composizione delle commissioni di controllo, p.e. affidandole alle minoranze;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;liberalizzando l'iscrizione all'anagrafe, ora usata in alcuni piccoli comuni turistici in modo discrezionale per non alterare gli equilibri elettorali; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;definendo l'applicabilità e le maggioranze per la partecipazione popolare.&lt;/li&gt;&lt;li&gt;vietando in ogni caso che gli assessori siano contemporaneamente dirigenti degli uffici, p.e. incentivando i piccoli comuni all'utilizzo di uffici/servizi specialististi in unione con altri comuni o in service;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;attivando controlli più cogenti sul fenomeno del voto di scambio.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;R&lt;/strong&gt;isultati seri e duraturi si posssono ottenere solo definendo. per l'elaborazione degli statuti comunali. un quadro di regole comuni, certe, predefinite in modo tale da mettere il freno alla voracità di sindaci che, dopo quattro anni di rodaggio, hanno ben capito il largo potere che la legge 267 gli ha affidato. E che ora reclamano anche il terzo mandato! &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8195773-109457506549584512?l=proposteulivo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://proposteulivo.blogspot.com/feeds/109457506549584512/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8195773&amp;postID=109457506549584512' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/109457506549584512'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/109457506549584512'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/democrazia-e-controllo-dei-piccoli_05.html' title='Democrazia e Controllo dei piccoli comuni turistici (1)'/><author><name>Francesco Nunziata</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07724218482297351230</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://4.bp.blogspot.com/_aRyGIpDC3rs/SlWp7nqWsjI/AAAAAAAAAA4/6qc0SF5PoVs/S220/nunziata_1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8195773.post-114451528888292343</id><published>2004-06-08T18:54:00.000+02:00</published><updated>2008-12-02T12:27:18.968+01:00</updated><title type='text'>Per la definizione di una politica zonale dell'Alto Tirreno Cosentino</title><content type='html'>L’ ALTO TIRRENO COSENTINO è un’area vasta che parte da Tortora e si chiude a Diamante, comprende 14 località di cui più della metà montane, la sua identità geografica è una convenzione creata dalla Regione Calabria per l’ identificazione di un territorio su cui avviare un programma di investimenti a valere sui Fondi Europei rientranti nel Piano Operativo Regionale (P.O.R.) Calabria 2000/2006.&lt;br /&gt;Un territorio vasto composto da due zone disomogenee: la prima si estende a sud dell’Area ed è costituita da una zona costiera ampiamente antropizzata detta “Riviera dei Cedri” (compresa tra Scalea e Diamante); la seconda è l’area a nord che presenta le stesse caratteristiche geografiche, culturali e turistiche delle aree con cui confina Maratea e il Parco del Pollino&lt;br /&gt;Si tratta di due zone estremamente disomogenee tra loro, i cui ultimi rilievi micro e macro economici evidenziano, anche a livello politico, un atteggiamento di evidente discontinuità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo i dati dell’ultimo Censimento della Popolazione ISTAT (2001), il numero di unità abitative dell’’intera area è passato da 52.065 abitazioni censite nel 1981 alle attuali 61.516 unità con un incremento netto, nell’ultimo ventennio, pari a 9.451 abitazioni. Delle attuali 61.516 abitazioni presenti, ben 55.700 fanno parte del patrimonio dei comuni costieri. Per questi ultimi comuni, mediamente si contano 4,3 abitazioni per ogni famiglia residente contro le 1,43 dei comuni interni e l’1,39 dell’intera provincia di Cosenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I comuni costieri facenti parte della zona a Nord di Scalea presentano una densità del patrimonio abitativo di 2,9 abitazioni per famiglia residente ( 5.061 le abitazioni occupate da famiglie residenti su un totale di 17.316 abitazioni), senza contare le 9,5 abitazioni per ogni famiglia residente (4543 abitazioni su 476 abitazioni di residenti) di San Nicola Arcella.&lt;br /&gt;Per contro per il territorio costiero compreso tra Scalea e Diamante i dati del censimento 2001 fanno ascendere a circa 30.376 le abitazioni non occupate sulle 38.384 abitazioni totali disponibili, con una densità di 4,8 abitazioni per famiglia residente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quest’area detta “Riviera dei Cedri”, che ha favorito nel tempo lo sviluppo di un turismo di massa agevolando insediamenti ad alta densità di presenze (con un record di circa 2000 abitanti equivalenti x kmq medi nel periodo estivo), aiutata in questo dalla conformazione geografica del territorio, sembra sia orientata ad adottare per il futuro politiche di “Riminizzazione” del territorio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scalea, punto di cerniera tra le due zone, sembra voler abbandonare il suo ruolo di centro turistico e trasformarsi in un "centro di servizi".&lt;br /&gt;Tale tendenza sembra avvalorata anche dalla scelta di investire ingenti risorse nella costruzione di un aeroporto accreditato come capace di un milione di presenze. Volume di traffico che, tra le altre cose, comporterà l’esigenza di effettuare un decollo ed un atterraggio ogni 10 minuti. Cosa che, tenuto conto dei gas di scarico e del rumore generato dal traffico aereo atteso, renderà invivibile ed inutilizzabile un ampio tratto di area circostante la pista, ivi compresa la spiaggia contigua.&lt;br /&gt;Ma, di contro, renderà anche un buon servizio alle località turistiche confinanti quali Maratea e Diamante. Zone che hanno una propria antica capacità e qualificazione turistica, che posseggono consolidate capacità cantieristiche per la nautica da diporto e che possono contare su una rete di significative località dell’interno che vi fanno capo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’altra zona a nord, l’area litoranea che si affaccia sulla parte sud del “Golfo di Policastro”, presenta, mediamente, nel periodo estivo, una densità che raggiunge i 530 abitanti equivalenti x km2, sopratutto a causa del picco che realizza San Nicola Arcella, nel periodo di massima affluenza, che da sola raggiunge i circa 1200 abitanti equivalenti x km2.&lt;br /&gt;Lo sviluppo di quest’area, che si inoltra verso l’interno nel Pollino ed è capace di una offerta turistica qualificata (Praja) , è favorito dalla contiguità con zone turisticamente e politicamente avanzate, per le quali si stanno consolidando interventi “zonali”, interprovinciali ed interregionali, per favorire una politica di qualificazione dell’offerta turistica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ambedue le zone costituenti l’alto tirreno cosentino si affidano ad uno sviluppo basato prevalentamente sul settore turistico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima, la “Riviera dei Cedri può contare su circa 120.000 turisti abituali, provenienti essenzialmente dalle regioni limitrofe, con la progettata apertura dell’aeroporto civile, si sta dirigendo verso uno sviluppo che prevede l’apertura ad una clientela con provenienza più diversificata (nord italia/estero) e sembra voler competere con la costa adriatica, pur senza averne ancora la necessaria qualificazione.&lt;br /&gt;Si troverà, così, a competere con le destinazioni tipiche della costa mediterranea dell’Africa del Nord (Egitto, Tunisia, Libia).&lt;br /&gt;Territori che, a parità di costo effettivo dello spostamento (costo/tempo relativo/risultato atteso), offrono mare incontaminato e prestazioni residenziali-alberghiere di altissimo livello, prezzi decisamente più convenienti e condizioni climatiche che permermettono l'utilizzo delle strutture alberghiere per periodi che coprono tutto l’anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda, l’area a nord, che copre il versante sud del Golfo di Policastro, che confina con Maratea e con il Parco del Pollino, è una zona che presenta un turismo qualificato e naturalista di livello medio-alto con attese diversificate che vanno dal mare alla montagna alla natura.&lt;br /&gt;Un turismo, questo, con buona capacità di spesa, disponibile a frequentare il territorio anche al di fuori del mese di agosto.&lt;br /&gt;Un turismo capace di avviare, se trattato con cura, la spirale virtuosa della valorizzazione del territorio e del patrimonio immobiliare esistente (e quindi delle entrate comunali), sempre che gli vengano offerti, da operatori qualificati, i servizi di cui ha bisogno.&lt;br /&gt;Una zona da preservare che si estende per 140 kmq che può contare su un numero di turisti abituale costituito, per il periodo estivo, da circa 50.000 persone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Struttura produttiva di quest’area si presenta orientata ma frammentata e in qualche caso non abbastanza qualificata, essa è essenzialmente basata sulle attività commerciali e di servizio, imprese che contabilizzano incrementi percentuali di crescita molto modesti.&lt;br /&gt;La massiccia presenza di imprese edili ( il 58,9% del totale delle imprese industriali) è legata in parte alla speranza di acquisire le ormai da lungo tempo attese commesse in opere pubbliche ma più verosimilmente è legata alla disponibilità delle istituzioni locali a privilegiare, ancora e solo, gli investimenti in seconde case.&lt;br /&gt;Se questo trend dovesse essere confermato, la presenza di tante imprese di costruzioni comporterebbe una inevitabile ulteriore spinta all’aumento del numero delle costruzioni con il conseguente decadimento del valore del patrimonio abitativo (a Maratea si vende, e si compra, a 3-5.000 euro per mq contro i 400-500 euro per mq della zona in esame). Favorendo un turismo di sopravvivenza o speculativo, con la conseguente riduzione della disponibilità all'avvio di attività di manutenzione delle proprie abitazioni, condizione senza la quale non vi sarebbe alcuna valorizzazione dell’attuale patrimonio abitativo&lt;br /&gt;Il tasso di imprenditorialità, vale a dire il rapporto tra imprese attive e popolazione residente, risulta molto elevato, una impresa ogni 7,3 residenti attivi o, meglio, una impresa ogni 3,9 famiglie, ma è il risultato di due debolezze: la dimensione delle aziende e la loro stagionalità, in particolare quelle della ristorazione e dei servizi (p.e. gli stabilimenti balneari).&lt;br /&gt;L’ estrema brevità del periodo di utilizzazione delle strutture e l’approssimazione del servizio offerto, dicono bene come il turimo rappresenti per l’ imprenditore più un secondo lavoro che un intrapresa economica stabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra queste le strutture ricettive alberghiere disponibili che sembrano, al momento, adeguate al livello delle presenze turistiche che l’attrazione del territorio consente, ma che, tenuto conto delle ragioni di una gestione economica che non può affidarsi ai deludenti risultati conseguenti in relazione alla attuale limitata durata della stagione turistica, rischiano di essere rapidamente trasformate in residence. Con un ulteriore conseguente appesantimento della situazione produttiva locale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornando ai problemi dell’intera area costiera, si può rilevare che, fatte salve le imprese industriali, la consistenza quantitativa del sistema imprenditoriale locale si accompagna ad evidenti limiti qualitativi.&lt;br /&gt;Uno dei più penalizzanti è rappresentato, come accennato, dalla ancora contenuta dimensione aziendale (2,4 dipendenti per impresa contro i 3,1 a livello nazionale) cosa che, come è intuibile, non consente alle iniziative imprenditoriali l’offerta di servizi qualificati e le possibili economie di scala.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E proprio la non consapevolezza di una siffatta situazione di scenario da parte degli amministratori locali e la mancanza di coordinamento zonale l’evidente debolezza di questa area che deve fare i conti, anche, con una costante incapacità di aggregazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In sostanza, le amministrazioni locali, aggravate dall’impellente e costante bisogno di quadrare la cassa, hanno come primo interesse la soluzione di problemi di breve periodo (come l’incasso delle imposte, ICI su tutte), e sono capaci di perseguire solo politiche perdenti ( aumento delle concessioni edilizie per favorire la classe dominante ed incrementare il volume dell’entrate correnti), lasciando così, di fatto, ad enti terzi esterni la definizione della propria politica di sviluppo.&lt;br /&gt;Enti terzi che, per la conformazione del proprio azionarato (consulenti, aziende private, interessi personali), non avendo alcun interesse ai progetti di lungo termine necessari per uno sviluppo mirato del territorio, privilegiano l’avvio di investimenti di breve o brevissimo termine che rispondono al solo requisito di un aumento dell’occupazione del giorno dopo. Occupazione che spesso è addirittura in nero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo sviluppo dell’impresa turistica sul territorio può essere valorizzato solo attraverso un progetto “politico” consapevole e forte. Un progetto zonale che abbia una visione appunto politica. Che valuti gli effetti che lo sviluppo programmato potrà avere sulle prossime generazioni. Che sia consapevole e capace di individuare i bisogni. Che sia capace di coinvolgere i membri della comunità (cittadini, imprenditori, turisti, pubblica amministrazione). Che sia capace di incidere sui comportamenti attuali degli imprenditori turistici e delle amministrazioni attraverso la formazione e la riqualificazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le risultanze del Rapporto di Area sviluppato dal Dipartimento di Economia e Statistica dell’Università della Calabria per conto del Formez si fondano sulla possibilità di un superamento dei punti di debolezza e su una nuova capacità di controllo dei punti di forza fin qui elencati. E quindi sulla trasformazione dei singoli elementi del patrimonio naturalistico, ambientale, storico, artistico, culturale, eno-gastronomico e artigianale territoriale, sia costiero che collinare e montano, in modo che tutte queste componenti possano operare in un Sistema di Offerta Turistica omogeneo che vede, per ambedue le zone individuate, il Parco Nazionale del Pollino quale elemento accomunante dedicato alle elite naturalistiche dei due diversi mercati serviti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’obiettivo è quello di valorizzare e colmare il gap territoriale realizzando un circolo virtuoso di sviluppo socio-economico, eco compatibile e sostenibile ( in senso orizzontale fra i comuni interni e in senso circolare fra i comuni delle due zone facenti parte dell’area del Piano Integrato Territoriale) che si sposi con l’esigenza delle aree costiere di realizzare una crescita controllata delle presenze dei turisti e con la necessità di qualificazione dell’offerta turistica per ottenere la massimizzazione degli effetti economici indotti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per fare questo sarà necessario in primo luogo un’offerta di prodotti turistici che, attualmente, è avulsa dalle esigenze specifiche dei diversi segmenti di domanda; in secondo luogo sarà necessario spostare l’intervento pubblico verso progetti e azioni strategiche e che non siano strettamente connesse a specifici bisogni; in terzo luogo sarà necessario consolidare l’elevata numero di imprese di piccole dimensioni che opera sul territorio e che è fonte delle evidenti difficoltà di aggregazione, al fine di rapportarsi meglio con le esigenze della domanda, sia essa individuale che aggregata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste azioni che non si esauriscono certamente con la messa in campo di opere faraoniche spesso senza mercato, che inevitabilmente si trasformano in desolanti cattedrali nel deserto, spesso finanziate con soldi dello Stato gestiti da maneggioni il cui unico interesse è la provvigione, se non la mazzetta da portare a casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il progetto &lt;span style="color:#cc3300;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.san-nicola-arcella.it/associazione/progetti/contenuto/xxxx.htm" target="_blank"&gt; "Il Golfo di Policastro, un Golfo per tre Regioni" &lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt; è la soluzione.&lt;br /&gt;La condivisione e la crescita del target dell’offerta delle località costiere deve nascere sia da una minore devastazione del territorio che da una conseguente maggiore salvaguardia delle risorse naturali e ambientali, ma anche da un ritorno del turismo "qualificato", con conseguente aumento della disponibilità di spesa (compresa la gestione e manutenzione delle seconde case).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D’altra parte l’ingresso delle aree interne nell’offerta turistica complessiva oltre ad un aumento dell’utilizzo delle risorse disponibili (agriturismo, turismo all’area aperta, turismo dei centri minori, attivazione delle filiere eno-gastronomiche, valorizzazione delle tradizioni) consente l’avvio di un processo di sviluppo endogeno che interrompe il fenomeno di spopolamento e di abbandono dei relativi contesti territoriali.&lt;br /&gt;Questo incide su tutti i comparti dell’economia locale (artigianato, agricoltura, servizi), che sono i veri attrattori della richiesta turistica, producendo un aumento generalizzato dei redditi dell’area, del livello della qualità della vita e dell’accesso al mercato del lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’obiettivo della conversione dei punti di debolezza in altrettante forze competitive è raggiungibile purché vi sia consapevolezza che tale competitività non può essere raggiunta mediante il puro e semplice potenziamento dell’attuale offerta turistica e con la scarsa qualificazione degli operatori turistici presenti oggi sul territorio, né tanto meno esclusivamente attraverso la rendita derivante dal vasto giacimento di risorse turistiche presenti sul territorio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La soluzione risiede nella progettata riorganizzazione del potenziale attrattivo dell’area in una logica in cui risorse, territorio e strutture dell’offerta vengono integrati in un sistema caratterizzato in modo univoco ma anche nel generare vantaggi per gli operatori in termini di economie di scala, di specializzazione, di qualificazione, di apprendimento, progettate nel previsto &lt;span style="color:#cc3300;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.san-nicola-arcella.it/associazione/progetti/contenuto/palazzo/pagepa.htm" target="_blank"&gt;"Centro di Eccellenza" &lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;del Palazzo dei Principi di Lanza di San Nicola Arcella.&lt;br /&gt;Ma anche nel differenziare il proprio prodotto rispetto alla concorrenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le opportunità per lo sviluppo dell’ offerta turistica sono legate sicuramente alla segmentazione dell’offerta organizzata in sistema e rivolta sia ad un aumento del livello dell’attuale target da turismo balneare (turismo di massa nazionale e regionale di prossimità) verso segmenti medio-alti del mercato che, pur con minori presenze, potrebbero assicurare rilevanti effetti economici moltiplicativi, sia acquisendo mercati esteri "qualificati" il cui flusso è più uniforme nell’arco dell’anno.&lt;br /&gt;Allo stesso tempo una adeguata caratterizzazione dell’offerta turistica permetterà di cogliere le opportunità di domanda che risiedono nelle nicchie del turismo culturale e naturalistico e negli ulteriori turismi sostenibili individuati dal menzionato documento regionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo sviluppo dell’area non è nella ricerca di un mercato aggiuntivo ma nella sostituzione/ mantenimento di un mercato esistente, tramite la riqualificazione dell’offerta turistica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’obiettivo generale dovrebbe riguardare la creazione delle condizioni per lo sviluppo dell’area mediante l’uso razionale e l’incremento della fruibilità delle risorse naturali, delle risorse culturali e del patrimonio artistico presenti nel territorio, promuovendo la qualificazione degli imprenditori turistici, la nascita di nuove iniziative imprenditoriali, irrobustendo e finalizzando una politica che intraveda lo sviluppo del territorio nello sviluppo dell’impresa turistica, orientando le filiere produttive esistenti (agricoltura e artigianato) verso questo target, assicurando la sostenibilità ambientale dello sviluppo del sistema locale e rispettando nel medio e lungo periodo la capacità di carico dell’ambiente, perseguendo l’integrazione informativa e amministrativa delle P.A. dell’area, riqualificando i contesti urbani al fine di eliminare le marginalità sociali, migliorando le condizioni di contesto nei trasporti, nelle comunicazioni, nella sicurezza e nell’accesso al mercato del lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blogitemurl&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#cc3300;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.san-nicola-arcella.it/news/scenario.pdf" target="_blank"&gt;Vai all'analisi statistica di riferimento [....]&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/blogitemurl&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8195773-114451528888292343?l=proposteulivo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://proposteulivo.blogspot.com/feeds/114451528888292343/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8195773&amp;postID=114451528888292343' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/114451528888292343'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/114451528888292343'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://proposteulivo.blogspot.com/2006/04/per-la-definizione-di-una-politica.html' title='Per la definizione di una politica zonale dell&apos;Alto Tirreno Cosentino'/><author><name>Francesco Nunziata</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07724218482297351230</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://4.bp.blogspot.com/_aRyGIpDC3rs/SlWp7nqWsjI/AAAAAAAAAA4/6qc0SF5PoVs/S220/nunziata_1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8195773.post-8706369160156640326</id><published>1996-11-15T08:05:00.000+01:00</published><updated>2008-11-30T08:08:05.534+01:00</updated><title type='text'>Una “legge 44” per gli anziani-giovani</title><content type='html'>La proposta  fa parte di un più vasto progetto che potrebbe essere inquadrato in un progetto di "Sostegno alla Mobilità ed alla Promozione della Job Creation" da affidare ad una delle imprese che gestiscono fondi pubblici per il mantenimento e lo sviluppo dell’occupazione. L’ipotesi è quella di favorire la realizzazione di azioni di Spin-Off .&lt;br /&gt;Per memoria è da ricordare che lo Spin-Off è il risultato di un processo di trasformazione di un dipendente capace ed innovativo che, esternalizzando la propria attività svolta nell’impresa di origine, si trasforma in imprenditore, permettendo all'impresa di diminuire di dimensione propria e, contemporaneamente, crescere in volume di affari.&lt;br /&gt;La grande/media impresa sta  assumendo sempre di più la configurazione di una rete dì imprese o di terminale di una catena di offerta, con ciascun anello formato da una compagnia indipendente che sviluppa, oltre ai prodotti per la casa madre, prodotti e mercati nuovi. &lt;br /&gt;Questa presa di coscienza, e la consapevolezza che il know how acquisito dai propri dipendenti, spinge le imprese di origine, ad intervenire con misure a sostegno degli spin-off. Nella metà dei casi assicurando quote di mercato mediante commesse e offrendo, alle nuove imprese così create, consulenza. Per un 30% presentando le neo-imprese ai propri clienti, intervenendo, in alcuni casi, nel loro capitale di rischio con quote minoritarie.&lt;br /&gt;Alle aziende in cui si avverte l'esigenza di devertìcalizzazìone e di diminuzione della forza lavoro, potrebbero essere offerto uno strumento legislativo capace di favorire, alla fine di un percorso immaginato in più fasi, la formazione di iniziative/imprese con il compito di favorire la mobilità di personale da un'impresa, l'impresa madre, ad un'altra lungo la catena fornitori-committentì-clienti finali e/o di individuare aree interne dalle quali fare emergere possibili imprenditori.&lt;br /&gt;Lo strumento governativo potrebbe dare incarico per esempio alla SPI di mettere a disposizione dei neo imprenditori i propri incubatori diffusi sul territorio. Tali incubatori, che utilizzano le provvidenze che l'Unione Europea ha messo a punto, sono  dotati di spazio fisico e potrebbero addirittura essere dotate di attrezzature comuni (macchine ed impianti, capaci di rendere più agevole l’avvio delle suddette iniziative.&lt;br /&gt;Lo strumento Centro di Impresa e Innovazione (Cii), un'organizzazione della CEE che alleva nuove imprese innovative fornendo loro servizi logistici ed utilizzando gli strumenti legislativi, di consulenza e assistenza finanziaria, ivi compreso l’accesso al Fondo di Garanzia, permette di dare strumenti operativi e finanziari a imprenditori senza disponibilità economico-finanziarie, come sono in gran parte i dipendenti di un'azienda.&lt;br /&gt;Il meccanismo che potrebbe utilizzare la logica della legge 44 potrebbe essere utilizzata anche per quegli anziani-giovani di cui si è parlato in precedenza  che seppur già espulsi, loro malgrado dal processo produttivo si sentono ancora in grado di mettere a disposizione di una propria impresa il proprio pacchetto di conoscenze tecniche ed organizzative.&lt;br /&gt;Il favorire, poi, l’associazionismo tra più soggetti disposti ad intraprendere potrebbe aumentare di molto il successo dell’iniziativa.&lt;br /&gt;Naturalmente chi decide di seguire tale strada rinuncia alla propria pensione a partire, per esempio,  dal momento dell’andata sul mercato dell’iniziativa, libero di tornare a percepirla se per caso l’impresa fallisse.&lt;br /&gt;La società per l’Imprenditorialità Giovanile di recente, nell’alveo di un proprio programma di espansione e di diversificazione della propria attività, ha sviluppato con successo un progetto di spin-off  per la società Alcatel che ha coinvolto circa 1700 persone.&lt;br /&gt;Il potenziale di sviluppo di una simile esperienza può essere enorme, specie se supportati dai provvedimenti governativi sopra auspicati. Se solo al 5% delle persone espulse dal ciclo produttivo negli ultimi anni fosse stata data una occasione del genere avremmo avuto forse 10-20.000 imprese in più ed alcune centinaia di migliaia di pensionati in meno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8195773-8706369160156640326?l=proposteulivo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://proposteulivo.blogspot.com/feeds/8706369160156640326/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8195773&amp;postID=8706369160156640326' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/8706369160156640326'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/8706369160156640326'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://proposteulivo.blogspot.com/1996/11/una-legge-44-per-gli-anziani-giovani.html' title='Una “legge 44” per gli anziani-giovani'/><author><name>Francesco Nunziata</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07724218482297351230</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://4.bp.blogspot.com/_aRyGIpDC3rs/SlWp7nqWsjI/AAAAAAAAAA4/6qc0SF5PoVs/S220/nunziata_1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8195773.post-109792219071281311</id><published>1994-11-16T11:48:00.000+01:00</published><updated>2008-11-30T08:26:55.792+01:00</updated><title type='text'>Una politica a sostegno della prossima generazione</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Abstract: Q&lt;/strong&gt;ui di seguito è illustrato un progetto ponte, di durata limitata nel tempo (due/tre anni), che, con l’aiuto di una nuova figura (per l’Italia) il “tutor”, potrebbe permettere, nel breve, a due/tre milioni di giovani di divenire cittadini e futuri genitori cosapevoli, provocando un importante rinnovamento della società civile del paese. &lt;strong&gt;U&lt;/strong&gt;n “progetto paese” affidato al “paese” che permetterebbe di formare per tre anni una parte consistente della futura società civile. Il progetto avrebbe il merito di portare un efficace contributo nell'immediato ai problemi della disoccupazione giovanile e ai problemi degli ... anziani-giovani, cioè di quelle persone che il sistema produttivo ha espulso per propria rinuncia allo sviluppo, e che spesi i soldi ricevuti come incentivo all'uscita, non hanno ormai di che far vivere la propria famiglia, famiglia nella quale si trovano, guarda caso, uno o due giovani in età da lavoro, lavoro che non trovano. I primi hanno la fondamentale necessità di diventare cittadini europei prima di poter diventare occupati o imprenditori europei, i secondi rappresentano il vero anello debole della nostra attuale società. Il progetto, che intende mettere in moto un circolo virtuoso in cui gli anziani aiutano i giovani ad inserirsi meglio nel tessuto produttivo europeo, vale qualche migliaia di milioni, e può coinvolgere alcune centinaia di migliaia di giovani e circa due/trecentomila nuovi formatori (gli anziani giovani).&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:75%"&gt;&lt;strong&gt;|&lt;/strong&gt;&lt;a href="#g"&gt;Le contraddizioni del sistema&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;|&lt;/strong&gt;&lt;a href="#s"&gt;I soggetti coinvolti&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;|&lt;/strong&gt;&lt;a href="#p"&gt;Il progetto&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;|&lt;/strong&gt;&lt;a href="#c"&gt;I costi&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;|&lt;/strong&gt;&lt;a href="#r"&gt;I risultati attesi&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;|&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="#g"&gt;&lt;strong&gt;I giovani e le contraddizioni del sistema&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nell’attuale momento di transizione le nuove generazioni del nostro paese si trovano a dover affrontare, inconsapevolmente, un enorme insieme di contraddizioni che la società civile mette loro di fronte senza essere a questo stati preparati.&lt;br /&gt;Una struttura sociale e politica in profondo cambiamento che non ritrova più i valori contrapposti del bene e del male; una struttura produttiva, come detto, incapace di risolvere i problemi derivanti dalla globalizzazione, dopo anni di gestione consociativa con il potere politico.&lt;br /&gt;Una società disorientata, che finiti i tempi della appartenenza alle ideologie non sa trovare propri punti di riferimento e che è impreparata a ritrovare nei singoli progetti di cambiamento i propri obiettivi.&lt;br /&gt;La mancanza di stimoli e di mezzi al cambiamento culturale della società civile che sarebbe necessario per rispondere al bisogno sempre più ampio di uscire dai confini di questo piccolo paese, bisogno di cambiamento che vede la gente e le imprese culturalmente e socialmente impreparate.&lt;br /&gt;Cosa che può produrre un effetto disastroso per il posizionamento del nostro paese e della nostra società civile nella nuova struttura comunitaria.&lt;br /&gt;Per superare questo empasse sarebbe necessario mettere in cantiere una azione di recupero per riposizionarsi: avviare in fretta un progetto che permetta di superare l’attuale emergenza ed il gap culturale con gli altri paesi componenti la comunità europea, cominciando, per esempio, dai giovani; giovani che sono sempre più disorientati. Bisognerebbe cioè avviare un coraggioso progetto di rinnovamento che parta dai futuri componenti di una nuova società civile. Un progetto per i giovani!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="#s"&gt;&lt;strong&gt;I soggetti coinvolti&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L’insieme anagrafico delle persone che hanno concluso il ciclo di studi superiori e che non hanno ancora raggiunto una propria sistemazione lavorativa viene definito come l’insieme dei “giovani” in cerca di prima occupazione. Questo insieme può essere ad oggi individuato nei giovani di età compresa tra i 18 ed i 25 anni, circa sette milioni di persone, in cerca di, o che si prepara ad, una prima occupazione. Tra questi vi sono gli iscritti alle università, chi usufruisce di un sostegno economico statale per l’apprendistato, chi opera nel settore dei lavori socialmente utili, chi lavora in nero, chi fa autonomamente corsi di specializzazione, chi fa stage in aziende in Italia o all’estero, chi si rifugia nei ranghi militari, chi aspetta di vincere un concorso statale, chi tenta, ad occhi chiusi, di aprire una partita IVA ( drogando il “dato statistico” sulle nuove imprese), chi è iscritto alle liste di collocamento, chi è riuscito a trovare una prima, spesso instabile, occupazione, chi, infine, ciondola per le strade della propria città o del proprio paese spesso alla mercé di organizzazioni malavitose.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I &lt;/strong&gt;“tutor” una figura per ora nuova per il nostro paese ma utilizzata con successo nei paesi anglosassoni, che dovrà entrare stabilmente nel tessuto formativo italiano. Gli anziani (o i meno giovani) che hanno abbandonato, o sono stati espulsi dal ciclo produttivo, che costituiscono anch’essi, oramai, un imponente insieme. Il processo di espulsione dal contesto produttivo di anziani-giovani attuato dalle aziende in questi ultimi anni, cosa che contrasta in modo stridente con la necessità del sistema pensionistico di mantenere al lavoro le persone il più a lungo possibile, ha messo a disposizione della comunità una grande massa di persone più o meno “acculturate” che non sono in nessun modo utilizzate, anzi, grazie agli strumenti legislativi vigenti riguardanti il rapporto pensioni-lavoro, sono allontanate da qualsivoglia attività produttiva. Con uno spreco di risorse non utilizzate. Basti pensare alla grande diversità di cultura industriale, economica e sociale che fa capo ad un addetto dell’industria rispetto ai bisogni di aggiornamento del settore pubblico o rispetto alla capacità della scuola di formare i giovani, ed al costo ricadente sulle imprese, per rendersi conto che il problema deve essere esaminato con cura. Andrebbe, infatti, valutato il potenziale di professionalità che viene inconsapevolmente disperso, e spesso con un costo notevole in termini di pensioni di anzianità, di prepensionamenti, o di incentivi all’esodo concesse. Una persona di età compresa tra 50 e 65 anni ha cultura, esperienza e storia che andrebbe tutta riversata su i sistemi (amministrazione pubblica, addestramento e formazione dei giovani, formazione di nuova impresa) che di questo potrebbero avvantaggiarsi visto che la scuola, al momento, non riesce a formare i futuri componenti di una società civile oramai integrata a livello planetario:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="#p"&gt;&lt;strong&gt;Un progetto per i giovani&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Creare una task force a tempo determinato, eventualmente a livello territoriale, alla quale affidare il tutoraggio degli attuali giovani di età compresa tra i 18 ed i 25 anni preparando per ciascun giovane un progetto informativo e formativo specifico. Mettendo a fattore comune, dalla parte degli utilizzatori, i giovani, e non dalla parte delle strutture eroganti i servizi, i formatori, uno specifico stanziamento dedicato a questo scopo.&lt;br /&gt;Il giovane sarà seguito dal proprio tutor &lt;span style="font-size:78%;"&gt;(1)&lt;/span&gt; che lo indirizzerà in modo da farlo diventare un membro della società civile, un operatore del mondo del lavoro ed un europeo consapevole.&lt;br /&gt;Gli saranno pertanto forniti elementi per riconoscersi nella &lt;em&gt;costituzione&lt;/em&gt;, gli sarà data conoscenza dei principi del &lt;em&gt;codice civile&lt;/em&gt;, della &lt;em&gt;struttura organizzativa del paese&lt;/em&gt;, della &lt;em&gt;struttura organizzativa della comunità europea&lt;/em&gt;, delle &lt;em&gt;tecniche organizzative aziendali&lt;/em&gt;, della struttura dei &lt;em&gt;principi contabili&lt;/em&gt;, dei &lt;em&gt;parametri statistici &lt;/em&gt;rappresentativi dei fenomeni &lt;em&gt;del paese&lt;/em&gt;, di tutte &lt;em&gt;le occasioni offerte dal mercato del lavoro &lt;/em&gt;; delle &lt;em&gt;opportunità di creazione di impresa&lt;/em&gt;; della &lt;em&gt;struttura previdenziale&lt;/em&gt;; del &lt;em&gt;sindacato&lt;/em&gt;; del rapporto impresa/dipendenti/fisco. Naturalmente del progetto di formazione dovranno far parte l'apprendimento dei &lt;em&gt;linguaggi informatici e&lt;/em&gt; della &lt;em&gt;lingua inglese&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I&lt;/strong&gt; tutor, ed i loro coordinatori, verrebbero scelti per i loro curriculum vitae &lt;span style="font-size:78%;"&gt;(2)&lt;/span&gt; ed eventualmente ricompensati anche in relazione ai risultati man mano ottenuti. Non sarebbe un male la via del coinvolgimento della società civile alla costruzione di un elenco di persone disponibili a svolgere questa attività &lt;span style="font-size:78%;"&gt;(3)&lt;/span&gt; .&lt;br /&gt;L’attività di tutoraggio, nata in occasione di questo progetto, potrebbe poi stabilmente continuare ad operare in un progetto formativo stabile.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;A&lt;/strong&gt;i giovani che negoziano il proprio percorso formativo verrebbe, infatti, assegnato una sorta di “voucher”, una autorizzazione a spendere, che gli enti detentori gli stanziamenti formativi utilizzeranno e per giustificare l’utilizzo dei finanziamenti stessi. A questi verrebbe assegnato, inoltre, un argent-de-poche per il tempo utilizzato per la formazione, oltre ad un eventuale riconoscimento delle spese sostenute per effettuare stage presso aziende o enti fuori del luogo di residenza.L’obiettivo è far partecipare il massimo numero di giovani possibile!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un “progetto paese” affidato al “paese” che permetterebbe di formare per i prossimi tre anni una parte consistente della futura società civile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="#c"&gt;&lt;strong&gt;I costi del progetto&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I&lt;/strong&gt;l progetto, così come configurato, dovrebbe muovere una massa significativa di investimenti mettendo in circolo una gran quantità di danaro. Molta parte questi fondi sono già disponibili sia a livello locale, che a livello governativo ed europeo, ma in forma dispersa. Sarà imperativo, per il governo ed il paese, raccogliere tutti i risparmi possibili per dedicarli ad una impresa del genere.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L’&lt;/strong&gt;ordine di grandezza dei finanziamenti necessari è valutabile intorno a 2.500 milioni all’anno per tre anni. La semplice ricomposizione dei fondi già stanziati, e spesso mal utilizzati, in un unico e più efficiente contenitore e la riclassifica del soggetto fruitore della formazione e dei fondi (il giovane!) dovrebbe essere capace, attraverso i risparmi ottenuti e l’utilizzo del moltiplicatore offerto dal Fondo Sociale Europeo, di attivare una gran parte dei finanziamenti necessari. Questo insieme potrebbe mettere in moto per due o tre anni tutta la struttura dei servizi di formazione del paese, cosa che dovrebbe creare un imponente occupazione aggiuntiva.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I&lt;/strong&gt;l progetto per la propria caratteristica di attività ad altissimo contenuto di valore aggiunto, potrebbe utilizzare alcune centinaia di migliaia di addetti (si stimano in circa 6-700.000 i formatori /anno necessari) tra i quali potrebbero figurare, anche, quegli anziani-giovani di cui si è parlato all’inizio, dando loro di nuovo un ruolo attivo nel paese. A questi ultimi potrebbe essere chiesto di mettere a disposizione il proprio bagaglio professionale acquisito, assegnando loro un compenso per il lavoro svolto. Per invogliarli a partecipare tale compenso, vista la finalità del progetto, potrebbe essere considerato cumulabile con la pensione percepita, laddove attualmente non lo fosse e non tassata.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Q&lt;/strong&gt;uesto progetto permetterebbe già dal primo anno di attuazione, di ottenere un incremento del PIL dell’ordine dello 0,20% annuo, ed entrate fiscali aggiuntive dell’ordine dei 600/700 milioni di euro anno.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I&lt;/strong&gt; giovani che scegliessero di seguire tale percorso farebbero parte di una sorta di “club” con tanto di carta elettronica di identificazione, contenente tutte le informazioni circa il percorso formativo, carta che potrebbe essere sponsorizzata per esempio da una banca disposta a gestirne i flussi di danaro verso i giovani (alcuni milioni di futuri clienti) quali i ticket di formazione (per un valore stimato in 2-300 milioni/anno), l’argent-de-poche (700-800 milioni/anno), le borse di studio, i rimborsi per gli stage effettuati fuori sede ed all’estero (1200 milioni/anno), i fondi per le nuove imprese (3-400 milioni/anno), il prestito d’onore, ecc., ecc..&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I&lt;/strong&gt; giovani partecipanti al progetto sarebbero in seguito seguiti per un certo periodo per verificare i risultati dell’attività formativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a name="#r"&gt;&lt;strong&gt;I risultati attesi&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I&lt;/strong&gt;l progetto metterebbe in moto tutta la struttura di formazione del paese. Sono previste, nei tre anni di durata del progetto, circa 450 milioni di giornate di formazione, corrispondenti a circa 17 milioni di corsi di formazione &lt;span style="font-size:78%;"&gt;(4)&lt;/span&gt; .&lt;br /&gt;Dei circa sette milioni di giovani di età compresa tra 18 e 25 anni circa la metà potrebbe essere disposta a seguire un progetto del genere.&lt;br /&gt;Gli altri dovrebbero essere già occupati e quindi non disponibili, specie quelli più anziani.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;A&lt;/strong&gt;lla fine del progetto si avrebbero a disposizione cittadini più consapevoli e preparati, lavoratori con una cultura di base, economica e civile, migliore, nuovi imprenditori più consapevoli dei propri diritti/doveri, avvocati, medici, liberi professionisti meglio preparati ad affrontare i rapporti con la propria imprenditorialità, dipendenti dello stato e della pubblica amministrazione capaci di meglio comprendere le leggi e i bisogni del cittadino. Ma forse ciò che più conta un simile progetto porterebbe a formare 3 o 4 milioni di futuri genitori e potrebbe interessare circa tre milioni di future famiglie, provocando un importante rinnovamento della società civile del paese; Già nel breve, tale progetto entrerebbe nelle case di un numero rilevante di famiglie, anticipando gli effetti di cambiamento strutturale di cui il paese ha bisogno e sul quale l’attuale governo sta lavorando, mettendo in campo un numero rilevante di risorse finanziarie europee.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--------------&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;1)&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;Sono previsti circa 200.000 tutor, 10.-11000 supervisori, un responsabile del progetto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;2)&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;Dirigenti di azienda, Professionisti illuminati, Professori universitari, Esponenti dell’Amministrazione Pubblica, ecc.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;3)&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;I prescelti potrebbero far parte di una organizzazione “non profit” ed insigniti, nei casi di particolare successo nell’impegno profuso, di una onorificenza al merito della repubblica.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;4)&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ogni giovane usufruirebbe di tre corsi di formazione della durata di 25 giorni ciascuno, di un certo numero di incontri informativi di 5 giorni ciascuno e di uno o più stage in Italia o all’estero della durata complessiva di uno o due mesi, per un totale di circa 7-8 mesi di impegno, da distribuirsi nel tempo a discrezione del giovane&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8195773-109792219071281311?l=proposteulivo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://proposteulivo.blogspot.com/feeds/109792219071281311/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8195773&amp;postID=109792219071281311' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/109792219071281311'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/109792219071281311'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://proposteulivo.blogspot.com/2004/10/una-politica-sostegno-della-prossima.html' title='Una politica a sostegno della prossima generazione'/><author><name>Francesco Nunziata</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07724218482297351230</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://4.bp.blogspot.com/_aRyGIpDC3rs/SlWp7nqWsjI/AAAAAAAAAA4/6qc0SF5PoVs/S220/nunziata_1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8195773.post-109586297960951502</id><published>1994-10-05T16:20:00.000+01:00</published><updated>2008-11-30T08:13:20.199+01:00</updated><title type='text'>indice analitico</title><content type='html'>|&lt;strong&gt;&lt;a href="#a"&gt;A &lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;|&lt;strong&gt;&lt;a href="#b"&gt;B &lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;|&lt;strong&gt;&lt;a href="#c"&gt;C &lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;|&lt;strong&gt;&lt;a href="#d"&gt;D &lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;|&lt;strong&gt;&lt;a href="#e"&gt;E &lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;|&lt;strong&gt;&lt;a href="#f"&gt;F &lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;|&lt;strong&gt;&lt;a href="#g"&gt;G &lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;|&lt;strong&gt;&lt;a href="#i"&gt;I &lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;|&lt;strong&gt;&lt;a href="#m"&gt;M &lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;|&lt;strong&gt;&lt;a href="#o"&gt;O &lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;|&lt;strong&gt;&lt;a href="#p"&gt;P &lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;|&lt;strong&gt;&lt;a href="#r"&gt;R &lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;|&lt;strong&gt;&lt;a href="#s"&gt;S &lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;|&lt;strong&gt;&lt;a href="#t"&gt;T &lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;|&lt;strong&gt;&lt;a href="#v"&gt;V &lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;|&lt;strong&gt;&lt;a href="#z"&gt;Z &lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;|&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;&lt;a name="a"&gt;A&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/alitalia-una-proposta-per-una-crisi.html"&gt;alitalia, &lt;/a&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/rassegna-di-interventi-sulle-primarie.html"&gt;Giuliano Amato&lt;/a&gt; &lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/alitalia-una-proposta-per-una-crisi.html"&gt;asset, &lt;/a&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/una-soluzione-alternativa-per-le.html"&gt;associazioni, &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;&lt;a name="b"&gt;B&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/democrazia-e-controllo-dei-piccoli_07.html"&gt;bilancio comunale, &lt;/a&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/rassegna-di-interventi-sulle-primarie.html"&gt;Andrea Bitetto, &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;&lt;a name="c"&gt;C&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/una-soluzione-alternativa-per-le.html"&gt;candidati, &lt;/a&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/democrazia-e-controllo-dei-piccoli_05.html"&gt;classe demografica, &lt;/a&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/rassegna-di-interventi-sulle-primarie.html"&gt;Cino Casson, &lt;/a&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/10/una-politica-sostegno-della-prossima.html"&gt;circolo virtuoso, &lt;/a&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/democrazia-e-controllo-dei-piccoli_05.html"&gt;cittadini, &lt;/a&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/la-riscoperta-della-qualit.html"&gt;comparto manifatturiero, &lt;/a&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/democrazia-e-controllo-dei-piccoli_07.html"&gt;comuni, &lt;/a&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/democrazia-e-controllo-dei-piccoli_07.html"&gt;comuni turistici, &lt;/a&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/la-riscoperta-della-qualit.html"&gt;concorrenza, &lt;/a&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/alitalia-una-proposta-per-una-crisi.html"&gt;conoscenza, &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;&lt;a name="d"&gt;D&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/rassegna-di-interventi-sulle-primarie.html"&gt;Franco De Benedetti&lt;/a&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/rassegna-di-interventi-sulle-primarie.html"&gt;Guido De Simone, &lt;/a&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/democrazia-e-controllo-dei-piccoli_05.html"&gt;diritto di partecipazione, &lt;/a&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/10/una-politica-sostegno-della-prossima.html"&gt;disoccupazione, &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;&lt;a name="e"&gt;E&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/alitalia-una-proposta-per-una-crisi.html"&gt;esperienza, &lt;/a&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/10/una-politica-sostegno-della-prossima.html"&gt;europei, &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;&lt;a name="f"&gt;F&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/alitalia-una-proposta-per-una-crisi.html"&gt;Ferrovie dello Stato, &lt;/a&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/una-soluzione-alternativa-per-le.html"&gt;finanziatori, &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;&lt;a name="g"&gt;G&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/10/una-politica-sostegno-della-prossima.html"&gt;giovani, &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;&lt;a name="i"&gt;I&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/la-riscoperta-della-qualit.html"&gt;imprese, &lt;/a&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/la-riscoperta-della-qualit.html"&gt;industria, &lt;/a&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/la-riscoperta-della-qualit.html"&gt;innovazione, &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;&lt;a name="m"&gt;M&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/la-riscoperta-della-qualit.html"&gt;mercato, &lt;/a&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/la-riscoperta-della-qualit.html"&gt;mercato captive, &lt;/a&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/rassegna-di-interventi-sulle-primarie.html"&gt;Luca Molinari, &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;&lt;a name="o"&gt;O&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/democrazia-e-controllo-dei-piccoli_05.html"&gt;opposizione, &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;&lt;a name="p"&gt;P&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/una-soluzione-alternativa-per-le.html"&gt;partecipazione, &lt;/a&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/una-soluzione-alternativa-per-le.html"&gt;partiti, &lt;/a&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/rassegna-di-interventi-sulle-primarie.html"&gt;Bruno Pastorino, &lt;/a&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/democrazia-e-controllo-dei-piccoli_07.html"&gt;patto di stabilità, &lt;/a&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/la-riscoperta-della-qualit.html"&gt;piccole imprese, &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;&lt;a name="r"&gt;R&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/una-soluzione-alternativa-per-le.html"&gt;rappresentanze sindacali, &lt;/a&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/democrazia-e-controllo-dei-piccoli_07.html"&gt;rendiconto di gestione, &lt;/a&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/una-soluzione-alternativa-per-le.html"&gt;requisiti,&lt;/a&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/democrazia-e-controllo-dei-piccoli_05.html"&gt;residenti, &lt;/a&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/democrazia-e-controllo-dei-piccoli_07.html"&gt;residui attivi, &lt;/a&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/la-riscoperta-della-qualit.html"&gt;ricerca, &lt;/a&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/democrazia-e-controllo-dei-piccoli_07.html"&gt;revisore dei conti, &lt;/a&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/la-riscoperta-della-qualit.html"&gt;risorse qualificate, &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;&lt;a name="s"&gt;S&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/rassegna-di-interventi-sulle-primarie.html"&gt;Giovanni Sartori, &lt;/a&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/democrazia-e-controllo-dei-piccoli_05.html"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;segretario comunale, &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/alitalia-una-proposta-per-una-crisi.html"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;servizio al passeggiero, &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/democrazia-e-controllo-dei-piccoli_05.html"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;sindaci, &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/alitalia-una-proposta-per-una-crisi.html"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;stazioni&lt;/span&gt;, &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;&lt;a name="t"&gt;T&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/rassegna-di-interventi-sulle-primarie.html"&gt;Aldo Tortorella, &lt;/a&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/10/una-politica-sostegno-della-prossima.html"&gt;anziani-giovani, &lt;/a&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/alitalia-una-proposta-per-una-crisi.html"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;trasporto, &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/alitalia-una-proposta-per-una-crisi.html"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Trenitalia,&lt;/span&gt; &lt;/a&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/10/una-politica-sostegno-della-prossima.html"&gt;tutor, &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;&lt;a name="v"&gt;V&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/democrazia-e-controllo-dei-piccoli_05.html"&gt;voto di scambio, &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;&lt;a name="z"&gt;Z&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/li&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/rassegna-di-interventi-sulle-primarie.html"&gt;Sergio Zavoli, &lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8195773-109586297960951502?l=proposteulivo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://proposteulivo.blogspot.com/feeds/109586297960951502/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8195773&amp;postID=109586297960951502' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/109586297960951502'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/109586297960951502'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/indice-analitico.html' title='indice analitico'/><author><name>Francesco Nunziata</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07724218482297351230</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://4.bp.blogspot.com/_aRyGIpDC3rs/SlWp7nqWsjI/AAAAAAAAAA4/6qc0SF5PoVs/S220/nunziata_1.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8195773.post-109428970997043584</id><published>1994-09-05T03:00:00.000+02:00</published><updated>2008-11-30T08:12:32.550+01:00</updated><title type='text'>Il nostro blog:una occasione per partecipare</title><content type='html'>Una occasione per chi, avendone l'esperienza e la competenza necessarie, ritiene di poter indicare la soluzione a disservizi, malfunzionamenti, ecc. o che possa proporre progetti di semplificazione ai tanti problemi che attanagliano la società civile di questo strano paese. Un paese senza governo, che si nutre di parole, con un parlamento che nasconde la propria incapacità ad affrontare i problemi reali dietro la pretesa di affrontare le grandi riforme (sic!), con una classe politica che opera escludendo la società civile dalle proprie scelte. Una società civile che conosce e vive i problemi reali del vivere quotidiano, dei cittadini e delle imprese, e che spesso possiede le conoscenze e ha le professionalità necessarie alla soluzione delle inefficienze che soffocano lo sviluppo del paese.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8195773-109428970997043584?l=proposteulivo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://proposteulivo.blogspot.com/feeds/109428970997043584/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8195773&amp;postID=109428970997043584' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/109428970997043584'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8195773/posts/default/109428970997043584'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://proposteulivo.blogspot.com/2004/09/il-nostro-bloguna-occasione-per.html' title='Il nostro blog:una occasione per partecipare'/><author><name>Francesco Nunziata</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07724218482297351230</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='19' src='http://4.bp.blogspot.com/_aRyGIpDC3rs/SlWp7nqWsjI/AAAAAAAAAA4/6qc0SF5PoVs/S220/nunziata_1.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry></feed>
